
Ci sono Riff in ambito Metal che ti prendono dal primo accordo e non ti mollano più: l’apertura di “Holy Diver” di Ronnie James Dio è uno di questi. Quattro power chord che scendono come un cavaliere oscuro al galoppo, l’amplificatore che ringhia e la voce di Ronnie James Dio pronta a travolgerti con una delle melodie più epiche dell’Heavy Metal anni ’80.
In questo tutorial Luca Marinelli ti mostra come suonare il Riff iniziale di Holy Diver nota per nota, con il giusto palm muting e le pause che gli danno carattere. Prendi la chitarra, accendi l’amplificatore e partiamo.
Guarda la lezione completa
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Panoramica della canzone
“Holy Diver” è la title track del primo album solista di Ronnie James Dio, pubblicato il 25 maggio 1983. È il disco che segnò la nascita della band Dio dopo l’uscita di Ronnie dai Black Sabbath, e si trasformò subito in uno dei pilastri dell’heavy metal degli anni ’80. Il brano apre il lato A e definisce immediatamente il sound della band: epico, oscuro, melodico.
Curiosità sulla nascita della band: nell’estate del 1982, dopo aver deciso di lasciare i Black Sabbath, Ronnie portò con sé il batterista Vinny Appice e iniziarono a jammare in una piccola baracca di legno nel giardino dietro casa sua — Vinny alla batteria, Ronnie al basso, un registratore a cassette per fissare le idee. Holy Diver era già una delle melodie che giravano in quelle sessioni. Quando si trattò di trovare un chitarrista, il bassista Jimmy Bain consigliò un giovane talento nordirlandese di nome Vivian Campbell. Durante l’audizione Campbell cercò di impressionare Ronnie con tutto il suo arsenale di virtuosismi, ma fu proprio quando smise di “spararle” e tornò a suonare riff rock’n’roll essenziali che Dio decise di prenderlo nella band. Le parole di Ronnie sono rimaste celebri: decise di volerlo dentro quando sentì “le cose che suonava quando gli erano finite le idee”.
Caratteristiche principali del brano:
- Album: Holy Diver (1983)
- Etichetta: Warner Bros. / Vertigo
- Chitarrista: Vivian Campbell
- Tonalità: Do minore
- Stile: Hard rock / Heavy metal
- Difficoltà: Principiante-Intermedio
Per il chitarrista che si avvicina al metal, Holy Diver è una scuola di sintesi: dimostra che bastano pochi accordi di potenza, suonati con il timing giusto e con il palm muting al posto giusto, per costruire un riff immortale. Non serve velocità — serve carattere.
Cosa ti serve per suonarla
- Una chitarra elettrica (idealmente con humbucker per quel sound corposo)
- Un amplificatore con un buon canale crunch / overdrive
- Plettro di durezza media
- Accordatura standard (E-A-D-G-B-E)
Struttura del brano
Prima di entrare nei dettagli tecnici, è utile avere in mente la mappa della canzone:
- Intro – riff principale
- Strofa 1
- Pre-ritornello
- Ritornello
- Strofa 2
- Pre-ritornello
- Ritornello
- Assolo
- Ritornello finale (ripetuto)
Il riff principale
Il riff principale è costruito in Do minore e gira tutto intorno a una sequenza discendente di power chord, con piccoli arricchimenti melodici sui passaggi e l’uso strategico del palm muting tra una nota di basso e l’altra. È un movimento semplice ma terribilmente efficace, perché ogni accento cade dove deve cadere e ogni pausa ha lo stesso peso di una nota. Di seguito trovi la trascrizione completa del riff suddivisa in quattro sistemi per la lettura.




Consigli per l’esecuzione:
- Tieni la pennata stabile e decisa, non esitare
- Usa il palm muting nei punti giusti per dare carattere al riff
- Attenzione alle pause: il silenzio fa parte del riff tanto quanto le note
La strofa
La strofa abbassa l’intensità per lasciare spazio alla voce: la chitarra si limita ad accordi tenuti e a piccoli stacchi ritmici, costruendo tensione. È un esempio perfetto di dinamica metal: non sempre serve suonare a manetta, a volte la cosa più potente è fare meno.
[Inserire qui lo screenshot dal video con la TAB della strofa]
Il pre-ritornello e il ritornello
Sul ritornello si torna alla potenza piena con le power chord che ti fanno cantare a squarciagola “Holy Diver, you’ve been down too long in the midnight sea” — il celebre incipit del coro. Qui la chitarra raddoppia praticamente la linea vocale, in modo che riff melodico e voce si rinforzino a vicenda. Spinge tantissimo dal vivo.
[Inserire qui lo screenshot dal video con la TAB del ritornello]
Punti di attenzione:
- Il passaggio tra pre-ritornello e ritornello deve essere fluido
- Sul ritornello puoi alternare power chord e accordi pieni per dare più corpo
L’assolo
L’assolo è firmato da Vivian Campbell e gioca prevalentemente sulla scala pentatonica minore di Do con escursioni nella minore naturale: bending precisi, frasi melodiche legate, niente shred fine a sé stesso. È un assolo che canta, costruito per servire la canzone e non per esibire muscoli — esattamente la filosofia che convinse Ronnie a chiamare Campbell in audizione.
[Inserire qui lo screenshot dal video con la TAB dell’assolo]
Suggerimenti:
- Lavora sui bending: devono essere precisi e intonati
- Cura il vibrato finale di ogni frase: dà personalità all’assolo
- Rallenta il tempo all’inizio per memorizzare la diteggiatura, poi accelera
Sound e impostazioni dell’amplificatore
Per avvicinarti al suono originale ti consiglio queste impostazioni di partenza (poi adatta in base alla tua strumentazione):
- Gain: medio-alto, ma non saturo
- Bassi: medi
- Medi: medio-alti
- Alti: medio-alti per quella brillantezza tagliente
- Riverbero: appena un velo
Conclusione
Holy Diver è una di quelle canzoni che insegnano molto pur sembrando “solo” potenti: ti costringe a curare il palm muting, le pause, l’intonazione delle quinte e la disciplina ritmica. Sono competenze che ti torneranno utili in qualunque altro brano metal o hard rock vorrai imparare in futuro. Suonala lentamente all’inizio, poi spingi sul tempo: il groove deve respirare.
Se questo tutorial ti è stato utile, fammelo sapere nei commenti del video e dimmi quale canzone vorresti vedere come prossima lezione. Buon metal a tutti! 🤘



