3 RITMICHE da Provare nei Tuoi ACCOMPAGNAMENTI

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In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 9 alle 18:30, Luca Marinelli mostra 3 ritmiche da poter provare nei vostri accompagnamenti.

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Il mondo della chitarra è vasto e affascinante, ma spesso, specialmente per chi è alle prime armi, il ritmo può sembrare una montagna insormontabile. Non temete! Comprendere e padroneggiare la ritmica è una delle chiavi per sbloccare il vostro potenziale musicale e rendere la vostra chitarra una vera estensione della vostra espressione. In questo articolo esploreremo 3 ritmiche pratiche che vi aiuteranno a migliorare notevolmente la vostra sensibilità ritmica.

Il Ritmo

Molti studenti credono di avere “grossi problemi con il ritmo”. È una percezione comune, ma spesso il problema non è tanto l’incapacità di eseguire una ritmica, quanto piuttosto una mancanza di comprensione degli aspetti più profondi o una difficoltà nella precisione del timing (ovvero essere perfettamente a tempo con il metronomo).

La precisione del timing è una competenza che si affina con la pratica e che può richiedere un’attenzione particolare anche per i chitarristi più avanzati. Anzi, migliorando, si diventa anche più autocritici, notando sfumature che prima sfuggivano.

Perché Costruire un Repertorio di Ritmiche?

Avere a disposizione un vasto repertorio di ritmiche è fondamentale per ogni chitarrista. Ecco perché:

  • Ampliare il vocabolario ritmico: Studiando diverse ritmiche, magari attraverso l’apprendimento di numerosi brani, si impara a “carpire” i cliché e le figure ritmiche contenute al loro interno. Questo vi permette di memorizzare e rendere più naturali accompagnamenti a cui magari non avreste pensato, come le ritmiche che vengono naturali a molti.
  • Espandere il repertorio musicale: Imparare nuove canzoni non significa solo arricchire la vostra lista di brani, ma anche confrontarsi con giri di accordi diversi, l’uso del barrè o del capotasto mobile, la durata degli accordi e molto altro. Questo vi spinge fuori dalla vostra zona di comfort, rendendo la vostra pratica più varia e arricchendo il vostro modo di suonare.
  • Interiorizzare e richiamare le ritmiche: Quando una ritmica diventa “naturale”, si trasformano in “mattoncini” che avete dentro di voi. Questo rende più semplice accompagnare qualcuno o suonare cantando, anche quando non avete una ritmica predefinita. Con l’esperienza, si impara a tirar fuori un risultato soddisfacente anche “a orecchio”.

Non sempre è possibile o necessario riprodurre al 100% la ritmica originale di una canzone, specialmente se ci sono molti strumenti diversi. L’obiettivo è spesso trovare una ritmica che “ci assomigli” o che comunque “ci stia bene da sola”.

Come Leggere i Diagrammi

Per le ritmiche che andremo a vedere, utilizzeremo dei diagrammi specifici. È essenziale capire come leggerli:

Ogni diagramma presenta due file di otto frecce ciascuna, per un totale di 16 frecce. Questo rappresenta una battuta di 4/4, dove ogni freccia vale un sedicesimo.

Le frecce verdi indicano una plettata effettiva (in giù o in su) che sfiora le corde e produce un suono.

Le frecce grigie, invece, indicano che la mano deve muoversi nel verso indicato (giù o su) senza però toccare le corde.

Le frecce gialle, utilizzate nella terza ritmica, indicano che la plettrata deve concentrarsi sulle corde più acute, mentre le frecce verdi in quel contesto si concentreranno sulle corde più gravi. Questo crea un effetto di “botta e risposta” tra le sezioni basse e alte della chitarra.

Consigli per lo studio

Ecco alcuni consigli cruciali per lo studio:

  • Solfeggiate ad alta voce: Pronunciate il verso delle plettate (“giù”, “su”) ad alta voce mentre suonate. Questo aiuterà la vostra mano a muoversi nella direzione corretta e a sincronizzarsi.
  • Spezzettate e rallentate: Non cercate di suonare tutta la ritmica in una volta. Dividetela in sezioni più piccole (es. quarto per quarto) e praticate ogni sezione a una velocità estremamente lenta. Solo quando l’avete compresa a fondo, potete iniziare ad aumentare gradualmente la velocità.

Le 3 Ritmiche

Ora, mettiamo in pratica quanto appreso con tre ritmiche diverse, ognuna con le sue particolarità.

Questa ritmica è “molto consecutiva”, il che significa che presenta poche “pause” (poche frecce grigie) e alcuni “accenni in levare”, che possono essere un po’ insidiosi per i principianti.

Ecco come scandire a voce ogni singolo quarto, prendendo in considerazione 4 frecce alla volta:

  • Primo quarto: giù su giù su
  • Secondo quarto: su giù su (la prima plettrata in giù è muta/non suonata)
  • Terzo quarto: giù su su
  • Quarto quarto: giù su giù (l’ultima plettrata in su è muta/non suonata)

Nel caso troviate difficile ragionare in sedicesimi, potete inizialmente ragionare in ottavi (due frecce alla volta). In questo caso, dovreste raddoppiare la velocità del metronomo per mantenere lo stesso tempo. Questo è un “escamotage” per facilitare la percezione, ma l’obiettivo finale è pensare in sedicesimi.

Questa ritmica è generalmente più lenta della precedente e presenta più “spazi vuoti”. Ha una maggiore enfasi sui “battere” nella prima parte e più “levare” nella seconda.

Ecco come scandire a voce ogni singolo quarto, prendendo in considerazione 4 frecce alla volta:

  • Primo quarto: giù giù su
  • Secondo quarto: giù giù su
  • Terzo quarto: su su
  • Quarto quarto: giù giù su

La sezione “in levare”, il terzo quarto (su su), è spesso quello che crea più difficoltà a causa delle plettrate verso l’alto. Potete aiutarvi con la gestualità. Se battete il piede a tempo mentre suonate, provate a enfatizzare il movimento verso l’alto in levare. Pensare in ottavi può aiutare anche qui inizialmente.

Un altro consiglio è quello di non fermare mai la mano! Questo è il consiglio più importante per tutte le ritmiche. La mano che plettra non deve mai smettere di scandire il ritmo di base, che siano sedicesimi o ottavi.

Questa ritmica introduce un elemento dinamico in più, le frecce gialle, che permettono di suonare le corde in registri diversi (grave e acuto). Ha uno spiccato sapore country e può simulare l’interazione tra un basso e una chitarra.

Come leggere le frecce qui:

  • Frecce Verdi: Concentrarsi sulle corde più gravi (come MI basso, LA e RE).
  • Frecce Gialle: Concentrarsi sulle corde più acute (come SOL, SI e MI cantino).

Ecco come scandire a voce ogni singolo quarto, prendendo in considerazione 4 frecce alla volta:

  • Primo Quarto: Giù (verde, corde gravi), giù e su (giallo, corde acute)
  • Secondo Quarto: Giù (verde, corde gravi), giù (giallo, corde acute)
  • Terzo Quarto: Giù (verde, corde gravi), giù e su (giallo, corde acute)
  • Quarto Quarto: Giù (verde, corde gravi), giù (giallo, corde acute)

Ad esempio, con un accordo di DO Maggiore, la prima plettrata in giù potrebbe essere solo la corda di La (nota Do), le successive due plettrate (giù su) sulle corde acute, e l’ultima plettrata in giù (verde) potrebbe essere la corda di Mi basso (nota Sol).

Conclusioni

Continuate ad allenare il vostro orecchio a riconoscere i ritmi, non solo le note o gli accordi. Non sentitevi in dovere di suonare una ritmica identica dall’inizio alla fine di una canzone. Aggiungere piccole variazioni, come una plettrata in più o in meno, può creare maggiore dinamica e rendere il vostro accompagnamento più interessante e meno “finto”.

Imparare a gestire la ritmica è un viaggio, non una destinazione. Ogni passo, ogni ritmica padroneggiata, vi avvicinerà a diventare un chitarrista più completo e versatile. Continuate a praticare con costanza e dedizione!

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