Torna al blog
Blues Chitarra Solista Lezioni di Chitarra

Chitarra BLUES: 3 Lick FONDAMENTALI per la CHITARRA SOLISTA

Chitarra BLUES: 3 Lick FONDAMENTALI per la CHITARRA SOLISTA

In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 24 alle 18:30, Luca Marinelli mostra 3 lick blues.

ℹ️ Ricorda che ogni Mercoledì alle 18:30 sul canale di Chitarra Facile Luca sarà in diretta per una nuova lezione. Iscriviti al canale ? per assistere alle prossime dirette!

Clicca qui per scoprire tutti i corsi, libri, ebook, eventi dal vivo e lezioni private della nostra scuola!

Avvicinarsi alla chitarra solista nel blues è un momento cruciale per ogni chitarrista. All’inizio, la maggior parte dei principianti impara la classica forma della scala pentatonica minore e inizia a muovere le dita su e giù per la tastiera. Tuttavia, ci si accorge molto presto che suonare le note corrette di una scala non basta per avere quel suono autentico, profondo e accattivante tipico dei grandi maestri del genere.

Per risultare credibili e coerenti con la storia del blues, non serve solo conoscere le note, ma è fondamentale sviluppare un vero e proprio “vocabolario” fatto di scelte stilistiche, ritmiche e tecniche specifiche.

In questo articolo esploreremo nel dettaglio una lezione fondamentale incentrata su tre concetti e lick essenziali per la chitarra solista blues. Affronteremo non solo le note da suonare, ma capiremo il perché queste frasi funzionano e come eseguirle tecnicamente. L’obiettivo è fornirti strumenti pratici, che tu abbia una chitarra elettrica o acustica, per rendere i tuoi assoli immediatamente più interessanti.

Gli Intervalli di Sesta

Entriamo nel vivo del linguaggio blues. Più che un semplice “lick” da imparare a memoria, il primo argomento rappresenta una vera e propria chiave di lettura per la tastiera: l’utilizzo degli intervalli di sesta. Uno dei “difetti” del chitarrista principiante è quello di rimanere intrappolato nella scala pentatonica minore, ottenendo un suono che a lungo andare risulta piatto e ripetitivo. I grandi bluesman hanno superato questo ostacolo mescolando sonorità diverse.

Sulla chitarra, questi intervalli si traducono in geometrie visive molto chiare. Immaginate di prendere una nota sulla corda di SOL (ad esempio la nota LA, al quattordicesimo tasto). Per trovare l’intervallo di sesta, dovete saltare una corda (la corda di SI) e suonare la corda di MI cantino. Esistono due “forme” principali da memorizzare:

  • La Sesta Maggiore: Si trova sullo stesso tasto della nota di partenza, ma due corde sotto (es. 14° tasto corda di Sol, 14° tasto corda di Mi). È un intervallo solare, aperto, che richiama alla mente celebri melodie classiche e tradizionali
  • La Sesta Minore: Si trova un tasto prima rispetto alla nota di partenza, sempre due corde sotto (es. 14° tasto corda di Sol, 13° tasto corda di Mi). Questo intervallo suona molto più drammatico e malinconico.

Nel contesto di un blues classico, come ad esempio un giro in tonalità di LA basato su un accordo di LA7 (A7), l’utilizzo di queste geometrie strizza l’occhio al modo Misolidio. Invece di avere note scure come in una scala puramente minore, inserite note che creano movimento melodico elegante e “sospeso”.

Per rendere l’esecuzione impeccabile e stilisticamente perfetta, il consiglio è quello di utilizzare l’Hybrid Picking (o tecnica mista). Invece di colpire entrambe le corde con il plettro rischiando di suonare la corda muta centrale, usate il plettro per colpire la corda grave (il SOL) e usate il dito medio o anulare della mano destra per “pizzicare” contemporaneamente la corda acuta (il MI cantino).

Questo creerà un suono simultaneo e percussivo, estremamente accattivante. In alternativa, potete suonarle in modo alternato creando un andamento ternario, saltellando da una corda all’altra.

La Blue Note

Il secondo elemento della nostra esplorazione è un fraseggio rubato allo stile di Gary Moore, leggendario chitarrista rock-blues, famoso per la sua incredibile espressività. Questo lick si ispira in modo particolare alla fase di chiusura dell’assolo del suo brano “Walking by Myself”.

La vera protagonista di questa frase è la Blue Note. A livello teorico, in una scala pentatonica minore, la Blue Note rappresenta una quarta eccedente o quinta diminuita. È la nota che storicamente dà al blues il suo colore inconfondibile, ma è anche un’arma a doppio taglio per i principianti. Trattandosi di una nota cromatica fortemente dissonante rispetto agli accordi di base, è considerata una nota di “tensione estrema”. Se suonate una Blue Note e vi fermate a lungo su di essa, l’effetto all’orecchio sarà di profonda stonatura; suonerà semplicemente fuori posto.

Il segreto del blues risiede nell’usare la Blue Note esclusivamente come nota di passaggio. Deve essere uno scivolamento rapido, un approccio cromatico che collega due note stabili. Usata così, perde la sua connotazione stonata e acquista istantaneamente quel sapore malinconico e “sporco” tipico del genere.

Il fraseggio di Gary Moore si sviluppa su una suddivisione a terzine e sfrutta un movimento discendente. Immaginando di suonare in tonalità di LA minore:

  • Si parte dal quinto tasto del MI cantino (la nota LA, tonica).
  • Si passa sulla corda di SI e si suonano in rapida successione cromatica discendente tre note: l’ottavo tasto (col mignolo), la tanto discussa Blue Note (il tasto immediatamente precedente), e infine il quinto tasto (con l’indice).
  • Il movimento si ripete in maniera simile sulla corda di SOL, scendendo dal settimo al quinto tasto, e coinvolgendo la corda di RE.

La particolarità sta nel collegare fluidamente i passaggi; a volte ci si ritrova a suonare lo stesso tasto su corde adiacenti (ad esempio, il settimo tasto di SOL e poi il settimo tasto di RE). In questi casi, la tecnica ideale è il Roll: si posiziona il dito (es. l’anulare) in modo piatto e lo si fa oscillare per suonare prima una corda e poi l’altra senza staccarlo completamente dalla tastiera, garantendo una fluidità estrema e impedendo alle note di risuonare insieme creando dissonanze.

Questo lick incarna l’essenza dell’espressività blues rock: veloce, teso, ma sempre mirato verso una risoluzione appagante.

L’Obbligato

L’ultimo elemento è in apparenza il più semplice, poiché si sviluppa all’interno della primissima e più famosa diteggiatura della chitarra solista: la forma base della scala pentatonica minore (quella che non presenta alterazioni complesse e ha una geometria a blocchi molto intuitiva da ricordare). Eppure, nasconde due concetti fondamentali per trasformare un principiante in un musicista maturo.

Il primo concetto è la tecnica dello Slide-in (o scivolato). A differenza di uno slide tradizionale dove si suona in modo evidente sia la nota di partenza che quella di arrivo, lo slide-in mira a far percepire all’ascoltatore solo la nota finale.

Si tratta di un abbellimento rapido. Sulla chitarra, si poggia il dito su un tasto casuale vicino all’obiettivo (es. un paio di tasti prima), si pizzica la corda e istantaneamente, nello stesso movimento, si fa scivolare il dito fino al tasto bersaglio (es. il nono tasto della corda di Sol). L’orecchio sentirà un attacco morbido, “vocale”. Lo slide-in può avvenire sia partendo dal basso verso l’alto (da un tasto più grave verso uno più acuto), sia dall’alto verso il basso (partendo oltre il tasto desiderato e scendendo indietro).

La frase che compone questo terzo lick è brevissima, un misto di slide-in e note prese sulla prima forma della pentatonica, da suonare con un andamento tipicamente “shuffle” (ritmo saltellante). Il vero trucco, però, non è suonarla una volta sola.
L’idea è quella di trasformare questa breve frase in un Ostinato, ovvero una cellula melodico-ritmica che viene ripetuta in modo ciclico, ipnotico e quasi tribale per tutte le 12 battute che compongono il classico giro armonico blues. Questo approccio crea una fortissima tensione e aspettativa in chi ascolta.

Tuttavia, siccome gli accordi di accompagnamento cambiano (nel blues classico si passa dal I grado, al IV grado, al V grado, per esempio LA maggiore, RE maggiore, MI maggiore), non possiamo ripetere la frase in modo completamente identico, altrimenti risulteremo stonati.

La regola aurea è mantenere identico l’inizio e lo sviluppo della frase, modificando esclusivamente la nota finale di atterraggio. In questo modo, avremo creato una linea solista coerente, orecchiabile e soprattutto armonizzata in tempo reale con l’accompagnamento.

Conclusioni

Studiare questi tre concetti – l’uso intelligente delle seste maggiori e minori, la gestione cromatica della Blue Note e la potenza ritmica di un lick ostinato – vi permetterà di fare un salto di qualità enorme nel vostro modo di interpretare il blues. La scala pentatonica diventerà finalmente solo una base di partenza, una tela su cui dipingere frasi ricche di sfumature, dinamica e autenticità.

Ricordate sempre che la fretta è la peggior nemica dell’apprendimento: mettete in pratica questi esercizi molto lentamente, curatela pulizia delle singole note e imparate ad ascoltare l’effetto che ogni singola nota ha sugli accordi sottostanti. Solo quando avrete padroneggiato il suono, potrete iniziare ad aumentare la velocità sul metronomo. Prendi in mano la tua chitarra, imposta il tuo amplificatore, e buon divertimento con il tuo nuovo vocabolario blues!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I commenti vengono approvati prima della pubblicazione.

Continua a leggere

Chitarra BLUES: L’Accompagnamento Ritmico Fondamentale
Chitarra BLUES: L’Accompagnamento Ritmico Fondamentale
Sonohra e David Carelse: Improvvisazione Blues e Country
Sonohra e David Carelse: Improvvisazione Blues e Country
Analisi di “Io per lei” di Pino Daniele: un’Introduzione tra Poesia e Pentatonica
Analisi di “Io per lei” di Pino Daniele: un’Introduzione tra Poesia e Pentatonica
Illumina la Chitarra: la Visualizzazione delle Figure Geometriche nelle Pentatoniche – Parte 1
Illumina la Chitarra: la Visualizzazione delle Figure Geometriche nelle Pentatoniche – Parte 1
Torna a tutti gli articoli

Vuoi imparare con un metodo passo-passo?

Inizia gratis con il videocorso "Suona la tua Prima Canzone in 1 ora" e scopri tutti i corsi di Chitarra Facile.

Scopri le risorse gratuite
💬