Bastano quattro accordi e mezzo secondo di silenzio prima che la batteria spalanchi tutto: “Smells Like Teen Spirit” parte così, e da lì non si torna indietro. È il riff che nel 1991 ha tirato una riga netta tra il prima e il dopo, portando il grunge di Seattle dalle cantine sporche alle radio di mezzo mondo. Chitarra distorta, jeans strappati, quell’energia ribelle che ti prende lo stomaco. Ed è anche una delle canzoni più gratificanti da imparare sulla chitarra: pochi powerchord, ma con dentro un’attitudine intensa.
In questo tutorial Luca Marinelli ti mostra come suonare il riff principale passo dopo passo. Prendi la chitarra, alza il volume e parti.
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Panoramica della canzone
“Smells Like Teen Spirit” apre Nevermind, secondo album dei Nirvana, uscito nel settembre 1991 per la DGC. Era il primo singolo del disco e nessuno, band compresa, si aspettava cosa sarebbe successo: nel giro di pochi mesi diventò l’inno di una generazione e trascinò il grunge dal sottobosco alternativo al centro della cultura pop.
Il titolo nasce da uno scherzo. Kathleen Hanna, della band Bikini Kill, una sera scrisse con un pennarello sul muro di Kurt Cobain la frase “Kurt smells like Teen Spirit”. Teen Spirit era un deodorante per ragazze, lo stesso che usava la fidanzata di allora di Kurt: una presa in giro bella e buona. Ma Cobain non conosceva quel marchio e lesse la scritta come uno slogan rivoluzionario, qualcosa tipo “Kurt profuma di spirito adolescenziale”. Gli piacque a tal punto da farci una canzone. Il brano lo aveva scritto provando, parole sue, a “scopiazzare i Pixies”, con quel gioco di alternanza tra parti quiete e parti esplosive. Lo registrarono nel maggio 1991 ai Sound City Studios di Van Nuys con il produttore Butch Vig, che convinse Kurt a raddoppiare chitarre e voce per ottenere quel muro di suono compatto. Quando Nevermind arrivò in cima alle classifiche, scalzò dal primo posto Dangerous di Michael Jackson.
Caratteristiche principali del brano:
- Album: Nevermind (1991)
- Etichetta: DGC Records
- Chitarristi: Kurt Cobain
- Tonalità: Fa minore
- Stile: Grunge / alternative rock
- Difficoltà: Principiante-Intermedio (per suonarla “alla buona” lo possono fare tranquillamente i principianti, per suonarla con la giusta attitudine e le giuste tecniche serve un po’ più di esperienza)
Per chi suona, è una lezione di economia: dimostra che non servono diteggiature complicate per scrivere qualcosa di indimenticabile. Conta il timing, contano le pause, conta soprattutto il salto di dinamica tra il sussurro della strofa e l’esplosione del ritornello. Roba che ti torna utile in qualunque brano rock.
Cosa ti serve per suonarla
- Una chitarra elettrica (idealmente con humbucker per quel sound corposo)
- Un amplificatore con un buon canale crunch / overdrive
- Plettro di durezza media
- Accordatura standard (E-A-D-G-B-E)
Struttura del brano
Prima di entrare nei dettagli tecnici, è utile avere in mente la mappa della canzone:
- Intro – riff principale
- Strofa 1
- Pre-ritornello
- Ritornello
- Strofa 2
- Pre-ritornello
- Ritornello
- Assolo
- Ritornello finale (ripetuto)
Il riff principale
Il cuore del brano è il riff d’apertura, costruito su quattro power chord in tonalità di Fa minore: Fa, Si bemolle, La bemolle e Re bemolle. Si suonano sulle corde basse con la mano sinistra ferma sulla stessa forma, spostandola lungo il manico. Il segreto non sta nelle note ma nell’attacco: prima puliti e quasi trattenuti, poi giù di distorsione piena. È quel contrasto a fare il riff.


Consigli per l’esecuzione:
- Tieni la pennata stabile e decisa, non esitare
- Usa il palm muting nei punti giusti per dare carattere al riff
- Attenzione alle pause: il silenzio fa parte del riff tanto quanto le note
La strofa
Sulla strofa il clima cambia di colpo. La distorsione si spegne quasi del tutto e restano poche note nervose, suonate pulite sulle corde acute, con tanto spazio vuoto intorno. È la parte “quieta” del classico schema piano-forte: serve a caricare la tensione che poi il ritornello scarica tutta insieme.
Il pre-ritornello e il ritornello
Il pre-ritornello sale di pressione con poche battute di stacco, poi il ritornello riporta i quattro power chord del riff, stavolta con la distorsione a manetta e tutta la band addosso. È il momento in cui parte il celebre “Here we are now, entertain us”, impossibile da non urlare. Cura il passaggio: il salto di volume tra strofa e ritornello deve sentirsi, è metà del lavoro.
Punti di attenzione:
- Il passaggio tra pre-ritornello e ritornello deve essere fluido
- Sul ritornello puoi alternare power chord e accordi pieni per dare più corpo
L’assolo
L’assolo lo suona lo stesso Kurt Cobain, e ha un’idea geniale dietro: ricalca quasi nota per nota la melodia cantata della strofa. Niente scale impossibili o tecnica acrobatica, ma una linea semplice e cantabile, costruita sulle stesse note del brano. È la prova che un assolo memorabile non deve per forza essere veloce: deve dire qualcosa. Lavora sull’intonazione e sul fraseggio, non sulla velocità.
Suggerimenti:
- Lavora sui bending: devono essere precisi e intonati
- Cura il vibrato finale di ogni frase: dà personalità all’assolo
- Rallenta il tempo all’inizio per memorizzare la diteggiatura, poi accelera
Sound e impostazioni dell’amplificatore
Per avvicinarti al suono originale Luca ti consiglia queste impostazioni di partenza (poi adatta in base alla tua strumentazione):
- Gain: medio-alto, ma non saturo
- Bassi: medi
- Medi: medio-alti
- Alti: medio-alti per quella brillantezza tagliente
- Riverbero: appena un velo
Conclusione
“Smells Like Teen Spirit” insegna una cosa che molti chitarristi scoprono tardi: la dinamica conta più della tecnica. Ti costringe a controllare il volume, a dosare la distorsione, a rispettare le pause e a far respirare il riff. Sono tutte abilità che ti porti dietro per sempre, in qualunque genere deciderai di suonare.
Adesso tocca a te: prendi la chitarra, parti piano col riff e tira su il tempo solo quando le mani vanno da sole. Se il tutorial ti è stato utile, lascia un commento sotto il video e iscriviti al canale per la prossima lezione. 🎸




