In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 30 alle 18:30, Luca Marinelli mostra una sessione di studio di 20 minuti.
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Mantenere una routine di studio costante, strutturata e focalizzata è la chiave per sviluppare agilità, velocità e precisione sulla chitarra. Molti chitarristi principianti e intermedi commettono l’errore di concentrarsi solo sull’esecuzione casuale di brani, trascurando il controllo muscolare, l’indipendenza delle dita e la gestione del ritmo.
Questo articolo illustra un allenamento completo di 20 minuti articolato in 4 esercizi. L’articolo è concepito per essere completamente autonomo e consultabile da qualsiasi chitarrista, offrendo schemi chiari, suggerimenti posture e correzioni tecniche.
Esercizio 1 – Legato

Il primo esercizio si concentra sulla tecnica del legato (combinazione di hammer-on e pull-off) sulla mano sinistra, ponendo massima attenzione alla pulizia del suono e all’indipendenza delle dita.
Sulla corda di SI plettriamo la prima nota, 1 tasto con l’indice, per poi eseguire un hammer-on verso il tasto 2 col medio, pull off per tornare al tasto 1, hammer-on verso il tasto 3 con l’anulare, pull-off nuovamente al tasto 1 e l’ultimo hammer-on verso il tasto 4 col mignolo.
Per evitare vibrazioni indesiderate e rumori di fondo durante l’esecuzione dei legati, occorre applicare la tecnica del ponte con la mano destra: il plettro viene appoggiato fisicamente sulla terza corda (SOL), il dito medio della mano destra sfiora delicatamente la prima corda (MI cantino), impedendole di risuonare.
Eseguiamo l’esercizio in ottavi, per un minuto di fila, incrementando la velocità da 60 BPM, a 70 e infine 80.
Esercizio 2 – Velocità

Il secondo esercizio sviluppa la coordinazione tra le due mani e la velocità d’esecuzione, utilizzando la struttura più classica e conosciuta della chitarra: la scala pentatonica di LA minore in forma di MI.
Ecco lo schema:
- 1ª corda (Mi cantino): 5° tasto (Indice) – 8° tasto (Mignolo)
- 2ª corda (Sì): 5° tasto (Indice) – 8° tasto (Mignolo)
- 3ª corda (Sol): 5° tasto (Indice) – 7° tasto (Anulare)
- 4ª corda (Re): 5° tasto (Indice) – 7° tasto (Anulare)
- 5ª corda (La): 5° tasto (Indice) – 7° tasto (Anulare)
- 6ª corda (Mi grave): 5° tasto (Indice) – 8° tasto (Mignolo)
L’esercizio è suddiviso in tre blocchi di lavoro da un minuto ciascuno:
60 BPM: Esecuzione controllata e verifica dell’attacco del plettro.
70 BPM: Velocità di crociera intermedia.
80 BPM: Incremento di velocità sostenuto.
Esercizio 3 – Agilità

Il terzo esercizio introduce un concetto avanzato di agilità: la scala a tre note per corda con salto di corda (string skipping).
Questo esercizio allena la mano destra alla precisione negli scatti del plettro e la mano sinistra all’apertura delle dita.
L’esercizio applica le diteggiature a 3 note per corda della scala di DO maggiore partendo dalla nota FA, divise in due gruppi di corde non adiacenti.
Primo Gruppo (MI grave – RE – SI):
6ª corda (MI grave): Tasti 1 – 3 – 5 (Diteggiatura: Indice – Medio – Mignolo).
Salto della 5ª corda (LA)[5].
4ª corda (RE): Tasti 2 – 3 – 5 (Diteggiatura: Indice – Medio – Mignolo).
Salto della 3ª corda (SOL)[5].
2ª corda (SI): Tasti 3 – 5 – 6 (Diteggiatura: Indice – Anulare – Mignolo).
Secondo Gruppo (LA – SOL – MI cantino):
5ª corda (LA): Tasti 2 – 3 – 5 (Diteggiatura: Indice – Medio – Mignolo).
Salto della 4ª corda (RE)[5].
3ª corda (SOL): Tasti 2 – 4 – 5 (Diteggiatura: Indice – Anulare – Mignolo).
Salto della 2ª corda (SI)[5].
1ª corda (MI cantino): Tasti 3 – 5 – 7 (Diteggiatura: Indice – Medio – Mignolo)[5].
L’alternanza tra salti di corda e la figura ritmica terzinata richiede un’elevata concentrazione mnemonica e una plettrata pulita senza toccare le corde intermedie.
Esercizio 4 – Legato e Velocità

L’ultimo esercizio fonde i concetti di velocità e legato, applicando la scala a tre note per corda di DO maggiore in modo fluido attraverso tutte e sei le corde, senza salti.
Si plettra unicamente la prima nota di ogni corda; le due note successive su ogni corda vengono eseguite tramite hammer-on (in salita) e pull-off (in discesa).
Eseguire questo esercizio in terzine a un tempo lento come 40 BPM rappresenta una sfida tecnica notevole. Quando il metronomo è molto lento, le note devono essere sostenute a lungo unicamente con la pressione delle dita, imponendo un controllo dinamico e una precisione assoluta per non far decadere il suono prima del beat successivo.
Conclusioni
Sviluppare la tecnica chitarristica non richiede ore interminabili di allenamento sregolato, ma costanza, metodo e misurazione del tempo. Integrando questa routine di 20 minuti nella propria pratica giornaliera, qualsiasi chitarrista noterà in breve tempo un drastico miglioramento nella pulizia d’esecuzione, nell’agilità della mano sinistra e nel controllo ritmico generale.




