In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 29 alle 18:30, Luca Marinelli esegue una sessione di studio di 20 minuti con degli esercizi semplici, insieme agli spettatori.
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Questo articolo riassume un’intera sessione di pratica strutturata in diverse fasi: dallo studio di una ritmica, agli arpeggi e tecniche di base come lo slide e lo sweep picking.
L’obiettivo è fornire un percorso di allenamento completo che possa essere eseguito in totale autonomia, avendo cura di assimilare ogni singolo movimento e concetto teorico. Prendi la tua chitarra, armati di un metronomo e preparati ad affrontare questa sessione di studio.
Esercizio 1 – Terzine

Il primo esercizio si concentra sul controllo ritmico e sulla coordinazione della mano destra. Nello specifico, si lavora sulle terzine di ottavi, una figura ritmica che richiede di suddividere un singolo quarto (un battito) in tre note di eguale durata. Poiché si tratta di una suddivisione dispari, per molti studenti risulta più complessa e innaturale da assimilare rispetto alle classiche suddivisioni pari, come gli ottavi o i sedicesimi.
L’esercizio prevede l’esecuzione di una sequenza cromatica molto semplice: dovrai suonare ciclicamente il quinto, il sesto e il settimo tasto prima sulla corda del MI grave e successivamente sulla corda del LA. La semplicità delle note scelte non è casuale; lo scopo non è complicarsi la vita con la mano sinistra, ma concentrare tutta l’attenzione sull’aspetto ritmico.
Il focus principale risiede nell’utilizzo della plettrata alternata. Sulla corda del MI, la sequenza delle plettrate sarà “giù, su, giù“, mentre sulla corda del LA sarà “su, giù, su“. Perché scegliere rigorosamente la plettrata alternata? Questo approccio è estremamente matematico e offre al chitarrista una grande certezza ritmica. Alternando costantemente il movimento del plettro, si ha sempre la consapevolezza di dove ci si trovi all’interno della battuta: un’eventuale interruzione dell’alternanza segnalerebbe immediatamente un errore.
Esistono altre tecniche, come l’economy picking (che asseconda la direzione del plettro verso la corda successiva), ma in questa fase di studio la plettrata alternata è raccomandata proprio per sviluppare un motore ritmico solido e affidabile.
Imposta il metronomo a 60 BPM ed esegui l’esercizio per quattro minuti consecutivi. Questa velocità potrebbe sembrare lenta, ma imparare a gestire il ritmo a velocità ridotte è paradossalmente molto più difficile e formativo che suonare velocemente.
Esercizio 2 – Slide

Il secondo esercizio sposta l’attenzione sulla mira della mano sinistra e sull’utilizzo dello slide (scivolato). Si basa su un arpeggio di DO maggiore, composto dalle note DO, MI, SOL.. L’esecuzione avviene interamente su un’unica corda, la corda del SI. Dovrai plettrare solamente la prima nota, il DO, posizionato al primo tasto. Da lì, mantenendo una pressione costante sul polpastrello, dovrai far scivolare il dito lungo la tastiera per raggiungere in sequenza il quinto tasto, poi l’ottavo tasto e infine tornare indietro, prima al quinto poi al primo.
Questo tipo di allenamento sviluppa due competenze fondamentali:
La precisione visiva e tattile: Dovrai coprire una distanza considerevole sulla tastiera, imparando a centrare i tasti esatti senza esitare.
La quadratura ritmica: È essenziale che l’arrivo su ogni nuovo tasto coincida perfettamente con il battito del metronomo (impostato a circa 70 o 80 BPM per non renderlo estenuante).
Il rischio più grande con gli slide lunghi è quello di produrre un suono ritmicamente “sghembo” o impreciso. Devi immaginare di atterrare sul tasto di destinazione esattamente sul click del metronomo.
Esercizio 3 – Arpeggio

Con il terzo esercizio entriamo nel territorio delle tecniche più avanzate, affrontando una figura che getta le basi per lo sweep picking. L’arpeggio scelto è quello di Re minore. La diteggiatura richiede di posizionare l’anulare sul settimo tasto della corda di SOL (nota RE), il medio sul sesto tasto della corda di SI (nota FA) e l’indice sul quinto tasto della corda del MI cantino (nota LA).
La particolarità di questo esercizio risiede nel movimento della mano destra. A differenza dell’esercizio sulle terzine, qui il plettro deve assecondare la direzione del movimento. Scendendo verso le corde più sottili, eseguirai due plettrate in giù (downstroke), mentre risalendo verso le corde più spesse, eseguirai due plettrate in su (upostroke). L’obiettivo visivo e motorio è quello di compiere un movimento continuo, senza articolare i movimenti della mano per ogni singola nota plettrata.
Un aspetto vitale di questo esercizio è la pulizia. Specialmente se si utilizza un suono distorto (tipico di generi come il metal in cui lo sweep picking è molto diffuso), è vietato far sommare le note, altrimenti l’esercizio si trasformerà in un semplice accordo strimpellato. Per isolare il suono, il dito della mano sinistra deve smettere di premere la corda non appena la nota successiva viene suonata, coordinando il tutto con un po’ di “palm muting” (stoppato) della mano destra.
Esercizio 4 – Ritmica

Per concludere la sessione, l’ultimo esercizio si sposta sulla ritmica pura e sul cambio degli accordi, un fondamentale per la chitarra acustica e da accompagnamento. Gli accordi protagonisti sono il SOL maggiore e il MI minore.
Il SOL maggiore si esegue posizionando il dito medio al terzo tasto della corda di MI grave, l’indice al secondo tasto della corda di LA, e anulare e mignolo rispettivamente al terzo tasto delle corde di SI e MI cantino.
Il Mi si esegue posizionando il dito medio e anulare al secondo tasto delle corde di La e di Re.
Il focus di questa fase è il motore ritmico basato sugli ottavi. La sequenza di plettrate inizia con due colpi, ma si trasforma quasi subito in un disegno ciclico di tre colpi, caratterizzato da note legate che spezzano la quadratura. Il pattern ciclico è “giù, su, su / giù, su, su / giù, su”.
Il passaggio più delicato avviene al momento del cambio di accordo. Il cambio va a spezzare il disegno di tre ottavi: l’ultimo ottavo della battuta viene suonato ancora sull’accordo di SOL maggiore, per poi atterrare sui due ottavi adiacenti successivi già sull’accordo di MI minore, in un moto perpetuo. L’ultimo ottavo del quarto battito (quarto quarto) si trova infatti “in levare”, costringendo il chitarrista a non perdere il senso del tempo.
Conclusioni
Tutti gli esercizi presentati in questa sessione sono altamente scalabili e adattabili al livello di chi li esegue. Se 60 BPM ti sembrano troppo facili per un determinato arpeggio, puoi aumentare la velocità (ad esempio a 80 BPM) per lavorare sull’agilità e sulla tecnica veloce. Se invece incontri difficoltà, abbassare il metronomo a 40 BPM ti obbligherà a un controllo ferreo sul timing, rendendo lo studio ancora più rigoroso. Lo stesso vale per l’esercizio ritmico: se ti senti sicuro, puoi aggiungere più accordi alla progressione per allenare ulteriormente la memoria muscolare nei cambi.
Ricorda che la costanza è la vera chiave: svolgere sessioni di studio strutturate come questa, senza tralasciare il riscaldamento e senza cedere alla tentazione della fretta, ti permetterà di costruire fondamenta solide su cui sviluppare il tuo stile chitarristico in totale sicurezza. Buono studio!




