
Prima di proseguire con la storia verso la tradizione spagnola, tra le più ricche che ci siano, è necessario passare per un nome incredibilmente importante per l’eredità chitarristica (e italiana). Sto parlando di Mauro Giuliani, chitarrista, didatta e compositore.
Come nell’ultimo episodio, vedremo alcuni tratti della sua vita e formazione, del suo stile, le sue opere e l’eredità che ci ha lasciato.
Ti proporrò anche due arpeggi, ideati da Giuliani, perfetti per iniziare a sviluppare la tua tecnica in fingerstyle!
👋 Sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, diplomata al Liceo Musicale in chitarra classica, specializzata in fingerstyle e musica classica e content creator. Se vuoi studiare chitarra con me o con gli altri maestri certificati della scuola, clicca qui.
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Pillole di Vita e Contesto Storico
Giuliani nasce a Bisceglie il 27 luglio del 1781 da una famiglia benestante. Dopo il trasferimento a Barletta inizia a studiare chitarra e violoncello, approfondendo così la sua passione per la musica. È a Trieste, però, terza città in cui la famiglia si trasferisce, che davvero sboccia il suo talento.
È qui che esegue per la prima volta il “primo gran concerto per chitarra e orchestra: Op 30”, una composizione di carattere brillante ed eroico, costruita seguendo il gusto napoleonico del momento che “dà il LA” al carattere virtuoso e concertistico della chitarra.
Nel 1806 si trasferisce a Vienna, dove diventa una figura chiave per tutto il panorama chitarristico, e non solo, ottenendo ampio successo e venendo addirittura definito dalla stampa come “il Paganini della chitarra”. In questi anni strinse forti amicizie e rapporti di reciproca stima con musicisti di fama internazionale, come Rossini, Paganini e persino Beethoven. Giuliani riuscì’ ad ottenere una buonissima fama in tutta Europa, entrando nelle grazie anche della regina Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone.
Durante il soggiorno a Vienna produsse più di un centinaio di composizioni, fra le quali i tre concerti per chitarra e orchestra, alcune sonate per chitarra sola e brani destinati ad ensemble di vario tipo. Dopo un periodo di difficoltà economiche, però, decise di tornare in Italia. Passò per Trieste, Venezia, Roma, per poi stabilirsi a Napoli dove morì il 7 maggio 1829.
Stile e Innovazione
Lo stile di Mauro Giuliani segue, e approfondisce, la linea di Fernando Sor (nel caso in cui ti interessasse approfondire l’evoluzione della chitarra fin dalle origini ne ho parlato qui: La Storia della Chitarra: dalle Origini alla Chitarra Moderna).
Il Paganini della chitarra, ancor più del compagno spagnolo, eleva la chitarra a strumento da camera, o addirittura virtuoso.
Con la sua moltitudine di opere ha ufficialmente e definitivamente introdotto la chitarra come strumento da camera e da concerto, componendo anche con formazioni “inedite” (es. chitarra e quartetto d’archi o in duo con altri strumenti, come flauto e chitarra).
Lo stile di Giuliani è uno stile che vuole catturare e meravigliare!
Rivoluziona la tecnica rendendola brillante e dando grandissimo spazio ad arpeggi o effetti come la “campanella” (note acute a vuoto ravvicinate tra loro).
Il suo stile è caratterizzato da passaggi veloci e che si muovono in tutta la tastiera, sfruttandone le potenzialità. Utilizzando molto spesso barrè completi e passaggi cromatici. Riesce ad ottenere questi effetti anche grazie ad una forte tecnica della mano destra: perfeziona la tecnica del pizzicato, con movimenti fluidi e precisi.
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Didattica

Fondamentale fu anche il contributo che diede nella didattica: i suoi celebri “120 arpeggi” sono ancora il metodo prediletto dai ditatti per sviluppare indipendenza e fluidità nella mano destra.

In questa immagine puoi vedere due tra i primi arpeggi presenti nel metodo sia in versione TAB che con lo spartito. Fondamentale per la lettura di questi esercizi è il riferimento alla diteggiatura della mano destra, fulcro di tutti questi esercizi tecnici.
La cosa importante, infatti, è imparare molto bene la posizione dei due accordi che si alternano e poi concentrarsi sul movimento delle dita della mano destra che, in questi casi, sono, prima, pollice, indice e medio (basso, seconda e prima corda) e a seguire pollice, medio e indice (basso, prima e seconda corda).
Ogni arpeggio presenta combinazioni differenti che in pochissimo tempo renderanno le tue dita sciolte e sicure!
Nel caso tu voglia imparare a leggere la musica, puoi consultare la guida in quattro parti a cura del nostro “Laird” Luca Marinelli su Come Leggere uno Spartito Musicale: clicca qui per la parte 1, clicca qui per la parte 2, clicca qui per la parte 3, clicca qui per la parte 4.
Opere
Giuliani fu un artista estremamente prolifico, compose opere per chitarra sola, metodi, studi, concerti, sonate e, soprattutto,variazioni sul tema. Selezionare solo alcune tra queste opere è difficilissimo, ma ci ho provato.
Per quanto riguarda la chitarra solista ricordiamo:
- Variazioni su Tema Originale Op.2;
- Tre Rondò Op.3;
- Rossiniane;
- Variazioni Op.45;
- Preludio Romantico (Notturno).
Ascolta qui la prima opera delle Rossiniane (Rossiniana n.1 Op. 119).
Per quato riguarda la musica da camera ti consiglio:
- Serenade Op.19 per Violino, Violoncello e Chitarra;
- Gran Duetto Concertante Op.52 per Flauto e Chitarra;
- Gran Quintetto. Variazioni e Polonese Op. 65 per Chitarra e Quartetto d’archi;
- Grande Ouverture, Op. 61;
- Sonata in Do maggiore, Op. 15.
Ascolta qui il Gran Quintetto op.65.
Veniamo infine ai concerti per chitarra e orchestra:
- Concerto n.1 in LA Maggiore Op. 30;
- Concerto n.2 in LA Maggiore Op. 36.
Ascolta qui l’incredibile Concerto n.1 in LA maggiore, grande debutto di Giuliani
Oltre alle opere puramente musicali, come in Fernando Sor, ricordiamo anche le opere didattiche: i già citati “120 Arpeggi” e l’Opera 48 o 51.
Contributo ed Eredità
Mauro Giuliani è stato, ed è tutt’ora, una pietra miliare del mondo chitarristico.
Ha ereditato da Sor l’approccio polifonico e camerale della chitarra, portandolo però ad un livello successivo, spingendo verso il virtuosismo e l’esibizione scenica. Meno riflessivo e composto di Sor, ha puntato di più su brillantezza e cantabilità.
Fu amato, rispettato ed apprezzato in tutta Europa, tanto che poco dopo la sua morte, apparì questo necrologio: “La mattina del giorno 8 di questo mese Mauro Giuliani famoso chitarrista morì in questa capitale. La sua chitarra fu trasformata nelle sue mani in un’arpa che molceva i cuori degli uomini”.
Le sue opere didattiche hanno formato generazioni di chitarristi fino ad oggi, mentre le sue opere virtuosistiche hanno anticipato lo stile romantico, influenzando largamente anche Tarrega o Segovia.
Insomma, per concludere, possiamo dire che senza Sor, la chitarra non avrebbe avuto la base teorica e la legittimazione accademica; senza Giuliani, non avrebbe conquistato il pubblico con virtuosismo e spettacolo.
Conclusione
Io sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile e spero che questo articolo ti sia piaciuto. Nel prossimo, scopriremo dettagli e caratteristiche di uno dei chitarristi romantici più importanti della storia: Francisco Tarrega.
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Ci vediamo presto!



