Impariamo un RIFF di chitarra SUPER FACILE per principianti

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In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 3 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come eseguire un riff di chitarra super facile, Song 2 dei Blur.

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In questo articolo analizzeremo un approccio semplice e strutturato per imparare brani musicali o riff. Questa metodologia è pensata per essere efficace, soprattutto per chi è agli inizi, ma è utile per chitarristi di ogni livello che vogliano migliorare la propria precisione e comprensione musicale.

Prenderemo come esempio un breve e celebre riff per illustrare i passaggi chiave.

Song 2 dei Blur

Sulla scia del successo riscosso da un precedente assolo facile trattato (quello di “Otherside” dei Red Hot Chili Peppers, clicca qui per vedere la lezione), abbiamo deciso di riproporre un’idea simile, concentrandoci su un iconico riff.

Parliamo di “Song 2” dei Blur. Questo riff non è solo il tema principale del brano, ma è anche quello che il chitarrista esegue durante la strofa.

Analizzare il Contesto

Approcciare l’apprendimento di un brano o di un riff di chitarra non significa solo guardare cosa fanno le nostre dita sulla tastiera. È essenziale cercare di capire anche la linea vocale, la parte del basso, e persino la batteria (ad esempio, il ritmo “tun cia tun tun cia tun tun cia tun tun cia”).

Questo vi aiuterà a capire meglio l’intera sezione musicale. Un buon esercizio è anche provare a cantare la linea della chitarra per interiorizzare il ritmo.

Osservare Attentamente

Successivamente, passiamo all’osservazione dettagliata. Rispetto ad altri brani che richiedono frequenti cambi di diteggiatura, il riff di “Song 2” è relativamente semplice per la mano sinistra. Il segreto sta nel mantenere una forma o diteggiatura fissa che deve essere semplicemente trasportata orizzontalmente sul manico della chitarra.

Per la diteggiatura dei power chord in questo riff vi consiglio di utilizzare l’indice e l’anulare. Sebbene molti siano abituati a eseguire i power chord con indice e mignolo, in questo caso l’uso dell’indice e dell’anulare è consigliato per maggiore comodità nello scivolamento orizzontale sul manico, specialmente nelle posizioni più avanzate dove i tasti sono più stretti.

Questa scelta rispecchia anche il modo in cui il chitarrista dei Blur, Graham Coxon, esegue il riff in alcuni video dal vivo. In alcune trascrizioni potreste vedere power chord “a tre voci” con l’aggiunta del mignolo sulla corda di SOL, ma nel live analizzato, vengono utilizzate esclusivamente due dita.

La vostra principale preoccupazione per la mano sinistra sarà dove spostare questa diteggiatura fissa.

Il riff è composto da un totale di cinque power chord:

  • FA: Con l’indice sull’ottavo tasto della corda di LA e l’anulare sul decimo tasto della corda di RE. Le due corde menzionate varranno per tutti i power chord.
  • MIb: Si sposta la stessa forma indietro di due tasti rispetto al Fa.
  • LAb: Con l’indice sull’undicesimo tasto e l’anulare al tredicesimo.
  • SIb: Si sposta la stessa forma avanti di due tasti rispetto al LAb.
  • DO: Si sposta la stessa forma avanti di due tasti rispetto al SIb.

Visivamente, il movimento della mano sinistra sarà un continuo scorrere orizzontale lungo il manico tra queste posizioni.

La Mano Destra: Ritmica e Plettrate

La mano destra gioca un ruolo cruciale nel dare il giusto “tiro” (groove) al riff.

Per quanto riguarda i versi delle plettrate, sono stati segnati nella tab basandosi su alcune esecuzioni live del chitarrista. Non sono strettamente obbligatori – potreste suonare tutto in downstroke, ad eccezione delle sezioni più veloci, come i sedicesimi.

Tuttavia, seguirli può migliorare il feeling. La prima plettrata, in upstroke, potrebbe essere la più ostica all’inizio se non siete abituati a ragionare “in levare”. Le altre, se eseguite con un movimento ampio, quasi da chitarra acustica, risulteranno più naturali.

Le ghost notes sono note stoppate e percussive, segnate sulla tablatura con delle X, e sono uno degli elementi che aggiungono maggiore “tiro” alla ritmica. Contribuiscono a dare più movimento e interesse al riff, evitando che suoni “piatto”. Il fatto che alcune note siano posizionate “in levare” e che i power chord non abbiano tutti la stessa durata, crea un movimento molto accattivante.

Un movimento ampio della mano destra, quasi come uno strumming acustico, è fondamentale per il “tiro”. È importante notare che questo tipo di movimento può talvolta portare a un suono leggermente “sporco” o a piccole imprecisioni. Ma non preoccupatevi troppo: in questo genere, la sensazione e il groove sono spesso più importanti della perfezione assoluta del suono.

Suddividere in Sezioni più Piccole

Comprendere al meglio che cosa si debba eseguire è cruciale. Analizziamo le due battute del riff:

Nella prima battuta:

  • Il primo quarto inizia con una pausa di un ottavo, seguita da un ottavo eseguito “in levare” di FA.
  • Il secondo quarto ha un ottavo di FA e poi due sedicesimi con le ghost notes.
  • Il terzo quarto prevede l’esecuzione del MIb per l’intero quarto.
  • Il quarto quarto ha la stessa ritmica del secondo quarto, ma eseguendo il MIb.

Nella seconda battuta:

  • In questa battuta, non ci sono ghost notes.
  • Tutti gli ottavi vengono suonati, ad eccezione del quinto ottavo.
  • La sequenza di accordi è: 2 LAb, 1 SIb e 1 DO per i primi quattro ottavi.
  • Successivamente, c’è un ottavo “a vuoto” (cioè un movimento del braccio senza toccare le corde) che funge da legatura tra l’ultimo DO suonato e il DO successivo. Questo contribuisce al movimento ritmico complessivo.
  • La battuta si conclude con gli ultimi 3 DO.

Conclusioni

L’apprendimento di questo riff non è solo un esercizio tecnico, ma un’opportunità per interiorizzare il ritmo e il feeling di un brano iconico. Aiutatevi pensando alla canzone, canticchiandola battendo il tempo con le mani e provate a suonare la parte di chitarra. Anche un’analisi più approfondita, come quella che abbiamo condotto, può fare la differenza nel rendere il riff più chiaro e gestibile.

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