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Benvenuti nel cuore di una discussione che sta infiammando il mondo della musica, dalle polemiche post-Sanremo 2025 fino alle dinamiche più profonde della produzione musicale contemporanea.
Vi siete mai chiesti cosa si nasconda dietro l’uso (o l’abuso) dell’autotune? Artisti del calibro di Francesco Gabbani, Salmo ed Elio hanno espresso forti critiche, ma qual è la verità dietro questo “strumento” così discusso?
In questo approfondimento, non solo faremo chiarezza su cosa sia realmente l’autotune, distinguendolo da un semplice effetto, ma sveleremo anche cosa è successo veramente a Fedez in quel famoso concerto. Preparatevi a smontare paragoni azzardati, come quello tra autotune e distorsione per chitarra proposto da Jovanotti, e a capire le quattro diverse modalità in cui l’autotune viene utilizzato da cantanti e produttori.
Se siete curiosi di sapere se davvero chiunque possa cantare con l’autotune, o se la ricerca ossessiva della perfezione stia danneggiando gli stessi artisti, allora questo contenuto è per voi. Scoprirete perché l’uso indiscriminato dell’autotune sta esasperando molti, anche chi inizialmente lo difendeva, e vi farete un’opinione informata su una delle questioni più dibattute della musica attuale:
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Riassunto
Ciao a tutti gli appassionati di musica e in particolare a voi, aspiranti chitarristi! Oggi ci addentriamo in un argomento che sta facendo parecchio discutere nel mondo della musica: l’autotune. Forse vi starete chiedendo cosa c’entri questo con la chitarra. Beh, la connessione è nata da un paragone un po’ azzardato, ma che ci offre lo spunto per capire meglio sia l’autotune che il ruolo degli effetti, come la distorsione, nel mondo della chitarra.
Negli ultimi tempi, specialmente dopo grandi eventi musicali come Sanremo 2025, si è acceso un vivace dibattito sull’uso, o abuso, dell’autotune. Molti artisti, come Francesco Gabbani, Salmo, Kekko dei Modà, Elio e Massimo, hanno espresso apertamente la loro contrarietà a un utilizzo eccessivo di questo strumento, percepito da alcuni come un modo per mascherare la mancanza di reali capacità canore. Anche artisti come Enrico Ruggeri e Laura Pausini si sono uniti al coro dei critici.
Ma prima di addentrarci nel cuore della questione, cerchiamo di capire bene cos’è questo famoso autotune.
Cos’è l’Autotune: Una Correzione… E Molto Altro
È fondamentale chiarire subito un punto: Autotune è un marchio, nello specifico creato nel 1997 da Antares Audio Technologies, ma ormai il termine è diventato di uso comune per indicare un effetto che corregge l’intonazione delle note cantate. Pensatelo come il Rimmel per il trucco o la Moka per il caffè: marchi così iconici da definire un’intera categoria di prodotti.
Ma come funziona esattamente l’autotune? Immaginate una tastiera. Ogni tasto corrisponde a una frequenza precisa e quindi a una nota specifica: do, do diesis, re, e così via. Allo stesso modo, sulla chitarra, i tasti permettono di passare da una frequenza all’altra, ad esempio da un do a un do diesis.
Però, la voce umana (e in parte anche uno strumento come la chitarra, tramite tecniche come il bending) non si muove in modo così netto tra una nota e l’altra. Un cantante potrebbe intonare una nota leggermente “a metà” tra un do e un do diesis, risultando leggermente stonato. L’autotune interviene proprio qui: se rileva una nota non perfettamente intonata, la “sposta” alla frequenza della nota corretta più vicina, rendendo l’intonazione precisa.
Esistono diverse modalità di utilizzo dell’autotune. Può essere usato in modo leggero, quasi impercettibile, per rifinire una performance vocale già buona, correggendo piccole imprecisioni soprattutto in fase di post-produzione in studio. Ma può anche essere impostato in maniera più marcata per creare un effetto vocale robotico e innaturale, diventando un vero e proprio stile canoro. Infine, alcuni produttori lo utilizzano anche per “colorare” leggermente il suono della voce, un utilizzo meno evidente ma che contribuisce al timbro complessivo.
Un caso emblematico che ha creato molta confusione è stato quello di Fedez durante un concerto, dove sembrava cantare in modo particolarmente stonato. In realtà, come spiegato nel video, il problema non era l’assenza di autotune, ma una sua errata impostazione sulla tonalità del brano. Immaginate di avere una base musicale in tonalità di La minore e l’autotune impostato per correggere le note verso la scala di Si bemolle minore. Qualunque nota Fedez avesse cantato, sarebbe stata forzata verso note “sbagliate” per quella base musicale, creando un effetto cacofonico. Questo dimostra come la comprensione del funzionamento dell’autotune sia fondamentale per non trarre conclusioni errate.
Il Paragone Scivoloso: Autotune e Distorsione
Ed eccoci al punto cruciale per noi chitarristi: il paragone fatto da Giovanotti, secondo cui l’autotune sarebbe per la voce ciò che la distorsione è per la chitarra elettrica. Questa affermazione ha generato molte reazioni, spesso ironiche, proprio perché, ad un’analisi più approfondita, risulta piuttosto fallace.
Giovanotti sosteneva che l’autotune è uno strumento, e come tale può essere usato bene o male, proprio come la distorsione. Certo, in linea teorica ogni strumento può essere utilizzato in modi diversi. Tuttavia, la funzione primaria per cui l’autotune è nato è la correzione dell’intonazione. Paragonarlo a un pugnale che può essere usato per aprire una scatoletta di tonno o per uno scopo ben diverso rende l’idea: non è la sua funzione principale e ci sono strumenti più adatti per quell’altro scopo. Allo stesso modo, la distorsione nasce come un effetto per alterare il timbro della chitarra a fini espressivi, non per “correggere” errori di esecuzione.
La grande differenza sta nel fatto che l’autotune rende potenzialmente più facile per chi non sa cantare suonare intonato, abbassando notevolmente la “soglia d’ingresso” nel mondo della musica cantata. Imparare a usare l’autotune, seppur richieda una certa conoscenza, è generalmente più semplice che imparare a cantare correttamente. Provate a pensare alla giocoleria: non è immediato, ma con un po’ di pratica si impara.
Con la chitarra e la distorsione, la situazione è diversa. Anche con un effetto distorto potente, se un chitarrista non ha una base solida di tecnica e non sa cosa sta suonando, il risultato sarà comunque disastroso. La distorsione può “compressare” il suono e in parte uniformare alcune dinamiche, ma non trasformerà un principiante in un virtuoso. Se mettete in mano una chitarra con una distorsione satura a qualcuno che non sa suonare, scapperete dalla stanza in pochi secondi.
La Creatività con gli Effetti Chitarristici: Un Mondo di Possibilità
Il punto fondamentale che rende il paragone tra autotune e distorsione inadeguato è la natura intrinsecamente creativa degli effetti per chitarra. La distorsione, il riverbero, il delay e molti altri effetti sono strumenti che permettono al chitarrista di plasmare il suono, esprimere emozioni e creare paesaggi sonori unici.
Pensate a quanto è diverso l’utilizzo della distorsione tra chitarristi iconici come Angus Young degli AC/DC, Wes Borland dei Limp Bizkit, Tom Morello dei Rage Against the Machine o Jimi Hendrix. Ognuno di loro ha sviluppato un suono distintivo e inconfondibile grazie a un approccio personale all’uso della distorsione. Le loro sonorità sono diametralmente opposte, dimostrando la versatilità creativa di questo effetto.
L’autotune, nella maggior parte dei casi, viene utilizzato in modo piuttosto uniforme, soprattutto nel panorama mainstream attuale. Molti artisti sembrano inseguire un suono standardizzato, perdendo l’opportunità di sperimentare e trovare una propria identità sonora anche nell’uso di questo strumento.
Imparare a Cantare “Senza Aiuto”: Un Paragone con la Tecnica Chitarristica
La polemica sull’autotune solleva anche una questione importante: l’importanza della tecnica e della preparazione artistica. Proprio come un chitarrista dedica tempo ed energie per migliorare la propria tecnica, l’intonazione, il senso del ritmo e la musicalità, un cantante dovrebbe fare lo stesso con la propria voce.
Certo, l’autotune può aprire le porte del mondo della musica a persone che magari non hanno una vocalità impeccabile. In passato, se non si sapeva cantare intonato, era impensabile poter registrare un disco. Oggi la tecnologia offre delle scorciatoie. Tuttavia, proprio come nel caso della chitarra, un eccessivo affidamento sulla tecnologia può limitare la crescita artistica e la capacità di emozionare il pubblico. Una voce autentica, magari con qualche piccola imperfezione, ma ricca di sfumature e personalità, ha spesso un impatto emotivo molto più forte di una voce perfettamente “corretta” ma priva di anima.
Pensate a quanto lavoro c’è dietro un assolo di chitarra che vi fa venire la pelle d’oca. Non è solo questione di effetti, ma di anni di pratica, di studio della teoria musicale, di ricerca del proprio suono. Allo stesso modo, un bravo cantante ha studiato, ha lavorato sulla propria voce, ha imparato a controllare l’intonazione e a trasmettere emozioni attraverso il canto.
Conclusioni (per Chitarristi e Non Solo)
La discussione sull’autotune ci offre spunti di riflessione interessanti anche per noi chitarristi. La tecnologia musicale è uno strumento potente, ma non dovrebbe mai sostituire la passione, lo studio e la dedizione alla propria arte. Gli effetti per chitarra, come la distorsione, sono fantastici per esplorare nuovi suoni e arricchire la nostra espressività, ma non ci renderanno automaticamente dei grandi musicisti se non lavoriamo sulle fondamenta.
Allo stesso modo, nel mondo del canto, l’autotune può essere un valido strumento se utilizzato con consapevolezza e creatività, ma un abuso può portare a un appiattimento del panorama musicale e alla perdita di quella preziosa autenticità che rende unica ogni voce.
Quindi, cari chitarristi, continuiamo a studiare le nostre scale, i nostri accordi e le nostre tecniche, sperimentando con gli effetti per trovare il nostro suono. E ricordiamoci che, sia nel suonare che nel cantare, la vera magia nasce dalla nostra passione e dal nostro impegno, ben oltre le possibilità offerte dalla tecnologia.
E se siete interessati a migliorare la vostra tecnica chitarristica, vi invito a dare un’occhiata a Chitarra Facile. Troverete sicuramente risorse utili per il vostro percorso musicale!
Spero che questo approfondimento vi sia stato utile. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!
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