Perché Studiare 9 a 1 le Parti più Difficili: Fai Esplodere il Tuo Potenziale alla Chitarra!

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Ti è mai capitato di provare un brano alla chitarra e renderti conto che c’è sempre quella parte che non ne vuole sapere di venire come si deve?

Magari le prime battute filano lisce, ma poi arriva un passaggio tecnico, un accordo strano o un mini assolo… e zac! Il flusso si interrompe. È frustrante, lo so, e succede a tutti, anche ai più bravi.

Sono Dave Birmingham, maestro certificato di Chitarra Facile, diplomato al corso CCR della Rock Guitar Academy e chitarrista/cantante delle band BIRMINGHAM e Fragments Of Sorrow. Se vuoi seguire delle lezioni private con me o con altri maestri certificati della scuola, clicca qui.

🎯 Il Problema: Studiare “in Ordine” Non Ti Fa Migliorare in Modo Equilibrato

Quando insegno ai miei studenti i primi brani completi — non un semplice riff, ma una canzone con più sezioni — noto sempre lo stesso schema: si tende a suonare sempre dall’inizio alla fine, come se fosse una maratona.

Facciamo un esempio:

  • immagina un brano con una struttura A, B, C, D;
  • poniamo che le sezioni A e C siano identiche, all’atto pratico il pezzo diventa A, B, A, D.

Se lo suoni sempre in sequenza, suonerai:

  • A per il 50% del tempo;
  • B per il 25%;
  • D per il 25%.

Indovina quali parti verranno peggio? Esatto: quelle che suoni meno.

È pura matematica musicale! Se dedichi più tempo a ciò che ti riesce meglio, continuerai a migliorare… solo dove sei già bravo.

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🧠 La Soluzione: Decontestualizza e Applica il “Metodo 9 a 1”

Ecco il trucco: non studiare sempre tutto il brano, ma dedica 9 parti del tuo tempo alle sezioni più difficili e solo 1 alle più facili. Da qui nasce il nome “9 a 1”.

Vuol dire che se hai un’ora di studio:

  • 45 minuti li dedichi alle sezioni che ti vengono peggio;
  • 15 minuti (o meno) li passi a suonare il brano in modo fluido.

Esempio pratico:

  • Suona la parte A dieci volte di fila;
  • Poi B dieci volte;
  • Poi D dieci volte.

Alla fine prova a rimontare tutto insieme.

Risultato? Tutte le sezioni cresceranno in modo equilibrato, e quando farai l’esecuzione completa non ci saranno più “punti deboli” che rovinano il brano.

💭 Ma lo Studio Non È Solo Tecnica: È Anche Piacere

C’è però un lato psicologico importante.

Studiare serve per migliorare, certo, ma è anche il momento in cui ti connetti con la tua passione. Suonare una canzone dall’inizio alla fine, anche con errori, dà quella sensazione di “sto davvero suonando”.

Ecco perché il mio consiglio è:

  • inizia sempre la sessione di studio con il massimo rigore: analizza, correggi, ripeti;
  • poi, quando senti calare la concentrazione o subentrare la noia, lascia spazio alla parte più libera e divertente: suona il brano completo, improvvisa, divertiti.

In questo modo, unisci disciplina e piacere, che sono le due ali del vero progresso.

🎸 L’Esempio Perfetto: Gli Assoli

Vuoi sapere dove questo metodo dà risultati incredibili? Negli assoli.

L’assolo è quella parte della canzone che:

  • di solito si ripete poco (spesso solo una volta);
  • è tecnicamente più difficile;
  • contiene più tecniche (bending, vibrati, legati, tapping, slide, etc.);
  • e diciamolo, è il momento in cui il chitarrista vuole brillare! 😎

Guarda una struttura classica da canzone.

A Intro
B Strofa 1
C Ritornello
B Strofa 2
C Ritornello
D Assolo
C Ritornello
E Finale

Se studi il brano “in ordine”, l’assolo lo suonerai forse il 10% del tempo. Ma indovina dov’è concentrata la difficoltà? Proprio lì.

Ecco perché ti invito a trattare l’assolo come una sezione separata: isolalo, rallentalo, suonalo dieci volte di fila. Questo approccio ti farà ottenere un salto di qualità enorme. Non solo imparerai più in fretta, ma potrai anche curare i dettagli: la dinamica, l’espressione, la precisione delle note.

È lo stesso principio che usano i grandi chitarristi: allenano l’assolo come un atleta allena il suo gesto tecnico.

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🧩 Parti Difficili e Passaggi Tecnici: Come affrontarli

Un altro ambito dove il “9 a 1” è potentissimo è nei passaggi tecnici complessi. Parlo di quei punti in cui il tempo accelera, le dita si incrociano o la coordinazione va in tilt!

Ecco come puoi applicarlo:

  1. isola il passaggio. Non suonare tutto il brano: lavora su 2 o 3 battute;
  2. rallenta drasticamente. Rallentare non è un fallimento: è il laboratorio dove nascono i progressi;
  3. analizza quale mano sbaglia. A volte il problema non è nella sinistra, ma nella destra (o viceversa).
    In questo caso puoi isolare le mani, concentrandoti solo su una per volta;
  4. identifica le dita deboli. Spesso il colpevole è la mancanza di indipendenza tra anulare e mignolo (dita 3 e 4). È una questione genetica: sono le dita meno autonome del nostro corpo.

💪 Mini Workout

Ecco un piccolo esercizio che puoi integrare nel tuo studio quotidiano (5 minuti bastano):

1. Iniziamo con qualcosa di molto semplice: un lick basato su una sola corda in plettrata alternata. Inizia memorizzato le parti A, B, C e D separatamente, in seguito prova a metterli insieme.

2. Nel secondo esercizio il livello tecnico si alza, ma il metodo di studio non varierà. Studia separatamente le parti prima di metterle insieme. Molto probabilmente ogni parte ti richiederà un livello tecnico differente, quindi converrà dedicare più tempo ad una battuta rispetto che ad un’altra.

3. Ed eccoci arrivati ad un grande classico del metodo dell’isolare un problema. Obbiettivo: rinforzare anulare e mignolo per aumentare la precisione nei passaggi veloci.

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🔥 Un Paradosso da Accettare (e Sfruttare)

E sai qual è la parte divertente?

Anche se passerai il 90% del tuo tempo a studiare la chitarra solista, le parti che dovremo suonare di più come chitarristi rimarranno le ritmiche, che rappresentano la stragrande maggioranza di un brano!

Quindi sì, dedica tempo a tutto… ma moltiplica gli sforzi dove serve di più. Perché la differenza tra un chitarrista che “se la cava” e uno che “fa la differenza” è proprio qui: nella scelta intelligente di come studiare.

🧭 Conclusione: la Chiave è l’Equilibrio

Il metodo 9 a 1 non serve solo a migliorare più in fretta, ma a costruire fiducia, controllo e consapevolezza. Quando affronti le parti difficili con metodo, non solo migliori tecnicamente ma cresci anche mentalmente come musicista.

Ricorda:

  • all’inizio della sessione, focalizzati sui punti critici;
  • quando ti senti stanco o distratto, lasciati andare e suona per piacere;
  • alterna disciplina e divertimento: è così che si cresce davvero.

Non si tratta di studiare di più, ma di studiare meglio.

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Continua a studiare, continua a divertirti…

E ricorda: le parti difficili non sono un ostacolo, ma la tua scorciatoia per diventare un chitarrista migliore!

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