
Ti sei mai chiesto “perchè suonare insieme ad altre persone è così importante?“, oppure “perchè dovrei lasciare la comodità della mia camera per rischiare di fare figuracce davanti ad altre persone?”. Beh, se uno di questi pensieri ti ha mai attraversato la mente questo è l’articolo che fa per te!
Infatti, vorrei parlarti di quali sono i benefici e i vantaggi del suonare insieme, quali le sfide e le emozioni, le possibili modalità e, infine, qualche consiglio pratico per prepararti ad una possibile esperienza di questo tipo.
👋 Sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, diplomata al Liceo Musicale in chitarra classica, specializzata in fingerstyle e musica classica e content creator. Se vuoi studiare chitarra con me o con gli altri maestri certificati della scuola, clicca qui.
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Cosa Vuol Dire Suonare Insieme e Perchè è Importante
Alcune persone possono pensare che fare musica d’insieme voglia dire semplicemente fare parte di una band, partecipare a qualche prova e trovare qualche data per racimolare un po’ di soldi, ma non è assolutamente così. Certo, non voglio dire che questi non siano elementi fondamentali di ciò che è la musica d’insieme, ma quello che è interessante capire è cosa avviene dentro di noi, anche quando siamo in una stanza con un solo altro chitarrista a suonare.
La musica d’insieme, infatti, si fa in ogni momento in cui non siamo isolati. Jam session, lezioni, prove, busking, falò in spiaggia con amici, sono tutti momenti di scambio che accendono qualcosa dentro di noi.
Il solo pensiero di non essere gli unici nella nostra stanza e nel nostro comfort cambia le nostre azioni e pensieri, in positivo o in negativo. Ed è proprio questo che ci deve stimolare: la consapevolezza dei tantissimi benefici e il rischio di alcune difficoltà che ci faranno crescere. Perché, insomma, lo sappiamo tutti ormai, stando nella nostra comfort zone, non miglioreremo mai davvero come chitarristi.
I Benefici della Musica d’Insieme
I primi benefici che dobbiamo nominare sono sicuramente quelli di tipo musicale e tecnico. Suonare insieme, infatti, ci permette di stare a contatto con altri musicisti (e non solo chitarristi!) che possono ampliare la nostra visione musicale, grazie a differenti gusti, idee, tecniche e repertori.
La necessità di creare un buon ensamble richiede, inoltre, delle capacità davvero spiccate in termini di tempo, ritmo e musicalità.
Non essendo più soli, siamo costretti a seguire il tempo del gruppo, che non possiamo cambiare accelerando o rallentando a nostro piacimento. Le parti ritmiche devono incastrarsi perfettamente con tutte le altre (che sia una sola persona o venti!) e questo ci “imporrà” una conoscenza più profonda della musica che stiamo eseguendo e può anche tornare utile, in tal senso, saper leggere per comprendere meglio lo spartito. Inoltre, il suono finale deve essere armonioso, insegnandoci a regolare la nostra dinamica e sound in base agli altri e alle sezioni.
Suonare in gruppo porta anche dei benefici di tipo cognitivo. In termini principalmente di memoria, attenzione e plasticità cerebrale. In quanto il nostro cervello deve, non solo pensare ad eseguire perfettamente la propria parte (con tutti i pensieri che ne conseguono), ma anche ascoltare e captare tutti gli stimoli che arrivano dalle altre persone o da un direttore d’orchestra.
Tra i vari vantaggi ricordiamo anche quelli di tipo emotivo e sociale. Suonare insieme ad altre persone è una delle attività più incredibili che si possa fare con qualcuno. Condividere le stesse emozioni e difficoltà crea legami meravigliosi e fortissimi. Aiuta nella riduzione dello stress, in quanto sia l’attività stessa di suonare, sia la presenza di un gruppo, rilasciano sostanze come dopamina e ossitocina; inoltre, crea senso di appartenenza e di solidarietà.
Sfide e Difficoltà
Come già anticipato in precedenza, e come forse ben saprete, suonare insieme ad altre persone non è solo e sempre rose e fiori, anzi, capita spesso di incontrare alcune difficoltà o preoccupazioni, sempre da vedere, però, nell’ottica di sfide per crescere come persone e musicisti.
Per quanto riguarda la parte più strettamente musicale le sfide si ricollegano a quelli che erano prima i benefici: riuscire a tenere il tempo, coordinarsi con tutte le altre sezioni, curare l’intonazione e il sound. Inizialmente queste possono essere grosse difficoltà, soprattutto per chi è abituato a suonare solo e con le proprie regole e abitudini. Un vero musicista, però, deve sapere anche relazionarsi con gli altri, seguirli ed ascoltarli.
A seguire, le difficoltà che, a mio avviso, sono quelle più difficili da sormontare, sono quelle emotive. Suonare insieme ad altre persone, che sia una o un’intera orchestra, che siano prove o concerti, genera sempre ansia o paura: paura di non essere abbastanza, di sbagliare, di fare brutta figura e chi più ne ha più ne metta. La verità è che tutti proviamo questi sentimenti quando ci relazioniamo con altri musicisti, specialmente se con più esperienza di noi.
La chiave per sormontare queste problematiche è di abituarsi a vedere queste situazioni “scomode” come opportunità di crescita. Pensiamo solo a che fortuna sarebbe poter suonare in un gruppo o un trio con un chitarrista molto più esperto di noi, che ci possa guidare, consigliare e insegnare cose nuove!
Oltre a questo cambio di mentalità, fondamentale per riuscire a vivere in serenità questi momenti, ci sono anche dei piccoli esercizi che possiamo fare per rilassarci prima di suonare insieme a qualcuno (o prima di un concerto). Tra questi per esempio un po’ di warm-up tecnico e muscolare per rilassare le nostre mani, esercizi di respirazione, pause durante le sessions e molto altro.
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Band VS Orchestra
Vediamo ora le differenze fondamentali tra due delle principali formazioni d’insieme.
Strutturalmente la band moderna è formata normalmente dalle 3 alle 7 persone, la leadership può essere condivisa o essere presa in mano da un frontman, anche se normalmente ognuno ha il suo compito e si parla più che altro di cooperazione.
Si caratterizza spesso per una natura leggera e da spettacolo e molto volentieri il chitarrista è un chitarrista elettrico, dove possiamo trovare il ruolo di lead guitarist (svolge principalmente assoli o melodie) e rhytmic guitarist (si occupa della parte ritmica). Nella band moderna il chitarrista deve essere flessibile e dinamico, spesso gli viene richiesto di improvvisare, creare soli o rendere il brano un po’ più interessante e unico. Questo porta ad un forte sviluppo della creatività e reattività all’ascolto e all’improvvisazione e alla creazione di uno stile personale.
L’orchestra, invece, è molto più numerosa e gerarchicamente organizzata. Sono presenti diverse sezioni che fanno tutte riferimento al direttore d’orchestra, colui che organizza e gestisce tutti i componenti. Seppur la chitarra non sia uno strumento orchestrale, la possiamo trovare sia in qualità di solista (come avviene nella maggior parte dei casi), oppure in qualità di rafforzo per altre sezioni.
Se parliamo di orchestra classica, la chitarra che troviamo è quella, appunto, classica, che spesso esegue repertori del ‘900; negli ultimi anni, però, si stanno sviluppando sempre più spesso anche orchestre moderne, dove possiamo trovare sia chitarre acustiche che elettriche. Altro scenario molto comune per quanto riguarda l’ambito chitarristico è quello delle orchestre di chitarre, composte solo da chitarre che svolgono parti differenti.
Nelle orchestre parliamo più di lettura ed esecuzione, rispetto a improvvisazione e personalizzazione. Si fa riferimento alla partitura e alle direttive del direttore d’orchestra, si sviluppa maggiore tecnica e rigore, oltre che immediatezza nella lettura, anche a prima vista, che viene spesso richiesta.
Consigli ed Esercizi Pratici
Finalmente, voglio darti qualche esercizio pratico per prepararti al meglio alla musica d’insieme.
Oltre al grande lavoro mentale che già abbiamo menzionato, musicalmente possiamo prepararci in diversi modi. Andiamo a vederli!
- Suonare con metronomo e contare a voce: aiuta a mantenere sempre un tempo stabile, evitando di accelerare o rallentare, interiorizzando al meglio la pulsazione.
- Bilanciamento dinamiche: prova a suonare sopra una base o un concerto live che conosci, cercando sempre di seguire l’intenzione del brano, senza sovrastare le altre sezioni oppure finire nascosto. È utile sia per quanto riguarda la chitarra elettrica, per riuscire a impostare al meglio i volumi ed effetti, che per chitarra classica e acustica, per lavorare sulle dinamiche manualmente.
- Cantare le parti degli altri: cantare (o suonare) le parti delle altre sezioni o musicisti è un ottimo esercizio per comprendere al meglio tutte le differenze ritmiche e melodiche del brano e, di conseguenza, tutti gli incastri necessari da svolgere.
- Call and response: inizia a suonare insieme con solo una persona, anche un insegnante, o un piccolo gruppo ed allenati sul concetto di “chiamata e risposta”. Aiuta a dare un senso al pezzo, creando dialogo tra i vari strumenti e rendendo il brano molto più interessante. Questo è utile specialmente per la band moderna, dove è largamente utilizzato come scambio tra le varie sezioni.
Conclusione
Insomma, dopo aver letto questo articolo, spero di averti fatto venire almeno un po’ di voglia di provare (o continuare) a suonare insieme ad altre persone. Iniziare può fare paura, ma ti assicuro che una volta partiti, non ci si ferma più!
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Alla prossima!


