In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 25 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come suonare Sei Tu di Levante, brano in gara all’edizione 2026 del Festival di Sanremo.
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Il Festival di Sanremo non è solo un evento televisivo, ma può anche rappresentare un’ottima vetrina per scoprire arrangiamenti interessanti e progressioni armoniche che vale la pena studiare sulla chitarra.
Questo articolo è pensato come una vera e propria lezione di chitarra “stand-alone”, dedicata a chiunque voglia imparare a suonare questa canzone, Sei Tu di Levante.
Gli Accordi
Prima di vedere gli accordi, ti segnalo che dovrai posizionare un capotasto mobile al primo tasto, per poter eseguire il brano con le diteggiature proposte.

DO maggiore (C): Non suonare la sesta corda (il MI grave). Posiziona il dito anulare sul terzo tasto della corda di LA. Il dito medio va sul secondo tasto della corda di RE. La corda di SOL suona a vuoto. Il dito indice preme il primo tasto della corda di SI, mentre il MI cantino (la prima corda) suona a vuoto.

FA maggiore (F): Questo accordo richiede un barré. Usa il dito indice per premere contemporaneamente tutte e sei le corde al primo tasto. Posiziona l’anulare sul terzo tasto della corda di LA, il mignolo sul terzo tasto della corda di RE e dito medio sul secondo tasto della corda di SOL.

SOL maggiore (G): Puoi suonarlo nella variante a tre o a quattro dita, ma la versione a quattro dita è spesso preferibile per una sonorità più piena. Le corde centrali di RE e SOL suonano a vuoto. Il dito medio preme il terzo tasto del MI grave, l’indice va sul secondo tasto della corda di LA, l’anulare sul terzo tasto della corda di SI e il mignolo sul terzo tasto del MI cantino.

LA minore (Am): Anche qui, evita di far suonare il Mi grave. La corda di LA suona a vuoto. Posiziona il dito medio e l’anulare rispettivamente sul secondo tasto delle corde di RE e di SOL. Il dito indice va sul primo tasto della corda di SI, mentre il MI cantino è lasciato a vuoto.

MI minore (Em): L’accordo più semplice del lotto. Tutte le corde suonano a vuoto, ad eccezione delle corde di LA e di RE, che vanno premute al secondo tasto utilizzando il dito medio e l’anulare.

FA minore (Fm): Si tratta di una variazione del FA maggiore visto in precedenza. La posizione è identica, ma dovrai rimuovere il dito medio dalla tastiera. Fai un barrè al primo tasto su tutte e sei le corde con l’indice, poi posiziona l’anulare e il mignolo sul terzo tasto delle corde di LA e di RE.
La Ritmica
Comprendere il ritmo di questo brano è fondamentale per la sua corretta esecuzione. La canzone ha un portamento ritmico che viene definito “ternario”. Questa suddivisione conferisce al brano una sensazione estremamente “cullante”, perfetta per accompagnare lo sviluppo emotivo della melodia.
Per suonare la canzone avrai bisogno di due ritmiche principali.

Ritmica 1 (per l’Introduzione e la Strofa): Il movimento della mano destra (o sinistra per i mancini) deve seguire questo schema a loop: Giù – Su Giù . È un pattern che accompagna delicatamente l’inizio del brano, senza risultare troppo aggressivo.

Ritmica 2 (per il Ritornello e le parti esplosive): Quando la canzone “esplode”, in particolare nel ritornello, il ritmo si apre e diventa più marcato e arioso. Lo schema da seguire è: Giù – Giù Su – Giù Su.
La Struttura del Brano
Ora che possediamo gli accordi e il ritmo, non ci resta che unire i tasselli del puzzle ed esaminare le varie sezioni della canzone, dall’inizio alla fine.

L’inizio della canzone è molto intimo. In questa fase, utilizzeremo la “Ritmica 1”. Il giro di accordi è estremamente lineare e oscilla continuamente tra il DO maggiore e il FA maggiore.

Usciti dalla strofa, la tensione inizia a salire gradualmente verso il ritornello. In questa sezione, puoi decidere se mantenere la Ritmica 1 o passare gradualmente alla Ritmica 2. La progressione cambia e diventa: SOL maggiore, LA minore, MI minore (ognuno di questi accordi dura per un’intera battuta).
Nell’ultima battuta del pre-chorus, il tempo si dimezza: l’accordo di SOL maggiore e quello di FA maggiore si dividono equamente lo spazio della battuta, creando la rincorsa finale.

Il ritornello è il momento in cui la canzone si apre completamente, utilizzando la Ritmica 2. La progressione di accordi si sviluppa in questo modo:
- Nella prima riga eseguirai una battuta di DO maggiore, una di FA minore, una di LA minore e una di SOL Maggiore.
- Nella seconda riga i primi due accordi saranno identici, ma nelle terza battuta dividerai equamente il tempo tra SOL maggiore e LA minore e sull’ultima battuta eseguirai un SOL maggiore.
Fino a questo punto, la canzone ci aveva abituato a sentire il classico accordo di FA maggiore, sia nella strofa che nel pre-chorus. Tuttavia, arrivati al ritornello, il brano ci sorprende inserendo un FA minore.
In termini di armonia musicale, questo espediente è noto come “interscambio modale”. Nello specifico, si tratta dell’utilizzo del “quarto grado minore” all’interno di una tonalità maggiore. È una soluzione talmente iconica e ricorrente nella musica leggera italiana da essere stata ironicamente ribattezzata come “l’accordo di Sanremo”.

Dopo aver affrontato il primo ritornello e una successiva strofa, il brano non ripete il pre-chorus visto in precedenza. Presenta invece una sezione speciale che funge da ponte verso l’esplosione finale. La progressione per questa sezione è: LA minore, SOL maggiore, FA maggiore e nuovamente SOL maggiore.
Questa sequenza (che gioca sull’alternanza tra la sottodominante e la dominante) ha un compito ben preciso: spingere al massimo l’energia dell’ascoltatore. Sugli ultimi due accordi è consigliabile accentuare molto le pennate, suonando degli ottavi cadenzati in costante crescendo, simulando una vera e propria salita vertiginosa prima di tuffarsi a capofitto nel ritornello finale.
Conclusioni
Imparare questa canzone di Levante è un esercizio eccellente sotto molteplici punti di vista. Dal lato pratico ti costringe ad abituarti all’uso del capotasto, dal lato ritmico ti immerge in un tempo ternario da metabolizzare, e dal lato teorico ti offre un esempio perfetto di come l’interscambio modale possa trasformare l’atmosfera di un intero brano. Prendi la chitarra, applica il capotasto al primo tasto, studia le ritmiche lentamente in stile solfeggio e poi lasciati cullare da questa splendida progressione. Buono studio e buona musica!



