In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 19 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come dominare il levare.
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La musica, si sa, è fatta di suoni e silenzi, di tensione e rilassamento. In ambito chitarristico, in particolare per chi è alle prime armi, la comprensione e l’applicazione corretta del ritmo possono rappresentare la sfida più grande.
Tra i concetti ritmici fondamentali, il rapporto tra battere e levare è cruciale. Questo articolo si addentra proprio in questa dinamica, fornendo sia gli strumenti fisici per prepararsi, sia le strategie mentali e pratiche per dominare il levare.
Il Levare
In musica il battere è il momento in cui avviene la pulsazione, corrisponde al battito del metronomo, al momento in cui si battono le mani a tempo.
Al contrario, il levare, è il silenzio, o il vuoto che si trova tra una pulsazione (battere) e l’altra. Sono concetti contrapposti.

Il levare può risultare più complesso del battere per diversi motivi:
- Coincidenza con l’Upstroke (Plettrata in Su): Spesso, ma non sempre, il levare coincide con l’upstroke, ovvero la plettrata verso l’alto. L’upstroke è, per i principianti, un movimento più difficile da interiorizzare rispetto al downstroke (plettrata verso il basso).
- Sfidare la Gravità: Il downstroke (in giù) è naturalmente favorito dalla forza di gravità, rendendolo più semplice e automatico. L’upstroke (in su) richiede invece uno sforzo attivo e una gestione precisa da parte del musicista.
- Mancanza di Riferimento Sonoro: Quando suoniamo in battere, abbiamo un riferimento univoco e sicuro: il suono del metronomo. Suonare in levare, invece, significa eseguire l’accordo o la nota nel silenzio tra i battiti. Questa assenza di un chiaro punto d’appoggio sonoro costringe il chitarrista a “crearsi” internamente il riferimento.
Il Riferimento del Levare
Per superare la difficoltà del levare e stabilire un riferimento temporale saldo, è fondamentale lavorare prima sulla percezione mentale e fisica del ritmo. Vengono offerti due consigli chiave.
Consiglio 1: Usare la Voce Contando Ad Alta Voce
Contare ad alta voce, o mentalmente, e scandire le sillabe è un metodo estremamente efficace per interiorizzare la suddivisione ritmica.
- In Italiano: Quando si suona in ottavi, si divide la sillaba del quarto in due parti uguali. Esempio: “u-no e du-e e tre-e e quat-tro”. In questo schema, la prima sillaba cade sul battere, mentre la seconda cade sul levare.
- Nel Mondo Anglofono: Si usa il numero per il battere e la congiunzione “and” (spesso scritta come &) per il levare. Esempio: “one and – two and – three and – four and”.
Consiglio 2: Esasperare il Movimento Fisico
Il corpo è uno strumento essenziale per la comprensione del ritmo. Per assimilare il levare consiglio di esasperarlo fisicamente.
- Battere: Usare il piede o battere le mani per eseguire il battere (la pulsazione sonora).
- Sottolineare il Levare: Il corpo deve marcare in modo netto e visibile anche il levare. Ad esempio, se si battono le mani, il battere è il contatto; il levare è il movimento verso l’alto prima di ricadere. Si può enfatizzare questo movimento in alto per scandire “un-o due-e”.
È cruciale che il concetto di levare sia chiaro “in testa” e ben localizzato temporalmente prima di tentare di applicarlo sulla chitarra. L’aiuto fisico serve proprio a costruire questa chiarezza.
Esercizio 1

Questo primo esercizio si concentra su una ritmica che sfrutta esclusivamente il levare, tipica dei generi Reggae e Ska.
L’obiettivo è suonare sempre l’ottavo in levare, creando un pattern di “pausa, accordo, pausa, accordo”. Se si conta in ottavi, si suona sul tempo “e”.
La progressione proposta utilizza accordi in barré, offrendo anche un’occasione per esercitare questa tecnica:
- SI minore (Bm) in forma di MI al VII tasto.
- RE maggiore (D) in forma di LA al V tasto.
- SOL maggiore (G) in forma di MI al III tasto.
- LA maggiore (A) in forma di MI al V tasto.
Qualora decidessimo di eseguire l’esercizio con un fare più Reggae potremmo suonare sempre in downstroke. Si fanno due movimenti in giù: il primo in battere (mano che si muove ma non tocca le corde), il secondo in levare (mano che suona effettivamente).
In una concezione più Ska, invece, potremo usare un downstroke per eseguire la ghost note (le dita sfiorano le corde senza premere) in battere, e un upstroke per suonare l’accordo in levare.
Esercizio 2

Questo esercizio introduce note singole in una melodia, dove il battere e il levare si alternano.
L’esercizio è in RE maggiore. La melodia è costruita con l’intento di allungare strategicamente le note per far sì che anche l’ultima nota di alcune battute cada precisamente in levare.
Per coloro che hanno difficoltà a individuare le note in levare (soprattutto quelle che precedono un cambio di battuta), può aiutare pensare alla nota in levare come un “appoggio” alla nota forte (in battere) che segue. Attenzione, questa strategia non è ortodossa, consiglio comunque di approfondire il solfeggio più canonico.
Nella prima e terza battuta eseguirai un quarto puntato di RE, VII tasto della corda di SOL, due quarti di MI, IX tasto della medesima corda, e un ottavo di FA#, VII tasto della corda di SI.
La seconda battuta sarà composta da quattro quarti di SOL, X tasto della corda di SI.
La quarta battuta invece, prevedere un quarto puntato di RE, VII tasto della corda di SOL e, per la durata restante della battuta, la nota LA, X tasto della corda di SI.
Esercizio 3

Questo è l’esercizio più complesso, caratterizzato da note singole in stile Funk, che presentano pause più lunghe e collocazioni ritmiche più insidiose.
L’esercizio è in LA minore. Le difficoltà principali risiedono nei silenzi prolungati, ad esempio una pausa che dura due quarti più un ottavo.
Vengono evidenziate in verde le note in levare che seguono una pausa o un silenzio marcato, in quanto richiedono maggiore attenzione per essere colpite a tempo. Le note in levare che si trovano invece nel “flusso” (cioè la parte finale di una sequenza continua di note) tendono ad essere più facili da eseguire.
Nella prima e terza battuta eseguirai la nota LA, V tasto di MI, sull’ottavo in levare del primo e del secondo quarto.
Nella seconda battuta eseguirai 3 ottavi di fila, dall’ottavo in levare del primo quarto, con le note DO, RE e MI, III e V tasto di LA, e II tasto di RE.
Nella quarta battuta eseguirai 3 ottavi di fila, dall’ottavo in levare del primo quarto, con le note DO, RE e DO, III e V tasto di LA, e sull’ottavo in levare del terzo quarto la nota LA, V tasto di MI.
Conclusioni
Dominare il levare è come imparare a saltare a piedi uniti: non basta sapere dove atterrare (il battere), bisogna sapere esattamente quando staccarsi da terra e quanto rimanere sospesi nell’aria (il levare). Una volta che il corpo e la mente percepiscono quel vuoto, il tuo senso ritmico diventerà solido e inattaccabile..



