In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 3 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come suonare una famosa canzone di Natale.
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Benvenuti Strimpellari, in questo articolo abbiamo l’obiettivo di imparare un brano natalizio tradizionale italiano, “Tu Scendi Dalle Stelle”, analizzandone gli aspetti didattici e ritmici, e rendendolo accessibile anche ai chitarristi principianti che vogliono suonarlo durante le feste.
Questo brano, oltre ad essere culturalmente rilevante, offre uno spunto didattico interessante per comprendere meglio un concetto ritmico fondamentale, spesso confuso: il tempo composto.
Il Tempo
Nel caso doveste cercare lo spartito di “Tu Scendi Dalle Stelle” online, non è raro trovare trascrizioni con una notazione ritmica non del tutto precisa. Il brano, infatti, è in 6/8. Capire il 6/8 è cruciale per cogliere il suo carattere cullante e tradizionale.
Per comprendere il 6/8, partiamo dal concetto di tempo semplice. Il 4/4 (il tempo più comune) è un tempo semplice. In 4/4, abbiamo quattro pulsazioni o battiti (immaginate quattro battiti di metronomo) in una battuta, ognuna con il valore di un quarto. I tempi semplici sono binari, il che significa che l’accento cade ogni due note (1-2, 1-2).
I tempi composti, come il 6/8, derivano dai tempi semplici, ma introducono una suddivisione ternaria, anziché binaria.
Attenzione! Matematicamente, si potrebbe erroneamente pensare che il 6/8 sia equivalente al 3/4. Tuttavia, il 6/8 deriva in realtà dal 2/4.
Nel 6/8, abbiamo sei note in una battuta, ciascuna con il valore di un ottavo. La chiave sta nel raggrupparle: dobbiamo immaginare il 6/8 come due pulsazioni principali, al cui interno però ci muoviamo in senso ternario. Avremo quindi 3 ottavi per la prima pulsazione e 3 ottavi per la seconda (3 x 2 = 6 ottavi).
Il conteggio corretto è quindi: 1-2-3, 1-2-3.

Gli Accordi
La versione di “Tu Scendi Dalle Stelle” qui proposta è estremamente semplice a livello armonico. È stata scelta appositamente la tonalità di LA maggiore per un motivo didattico cruciale: evitare i barré. Questa scelta rende il brano suonabile anche per i principianti.
La melodia che tutti conosciamo può essere accompagnata sostanzialmente solo da due accordi principali. Un terzo accordo (RE) è presente solo nella sezione strumentale di intro e intermezzo.
I tre accordi che ci servono, quindi, sono: LA Maggiore, RE Maggiore e MI Maggiore.
LA Maggiore:
- Posizione delle dita: Creare una “scaletta” sul secondo tasto.
◦ Indice: 2° tasto, corda di RE (4ª).
◦ Medio: 2° tasto, corda di SOL (3ª).
◦ Anulare: 2° tasto, corda di SI (2ª). - Corde a vuoto: Suonare la 5ª corda (LA, la tonica) e la 1ª corda (MI cantino).
- Corda da evitare: La 6ª corda (MI grave) deve essere mutata (indicata con una X rossa sul diagramma). Sebbene la nota MI faccia parte dell’accordo di LA, per ragioni didattiche è preferibile far partire l’accordo dalla sua fondamentale, in questo caso, la nota LA.

RE Maggiore:
- Posizione delle dita: La posizione forma sostanzialmente un “triangolo” con la punta rivolta verso il corpo della chitarra.
◦ Indice: 2° tasto, corda di SOL (3ª).
◦ Medio: 2° tasto, corda di MI cantino (1ª).
◦ Anulare: 3° tasto, corda di SI (2ª). - Corde a vuoto: Si suona la 4ª corda (RE, la tonica).
- Corde da evitare: Devono essere evitate sia la 6ª corda (MI grave) sia la 5ª corda (LA). Se si suona per sbaglio la corda di LA, l’accordo non suonerà male poiché questa nota fa parte dell’accordo di RE. La corda di MI grave, invece, non fa parte dell’accordo.

RE Maggiore:
Questo accordo è il più semplice, poiché suoneremo tutte e 6 le corde della chitarra.
Posizione delle dita:
◦ 6ª corda (MI grave): A vuoto.
◦ Medio: 2° tasto, corda di LA (5ª).
◦ Anulare: 2° tasto, corda di RE (4ª).
◦ Indice: 1° tasto, corda di SOL (3ª).
◦ 2ª corda (SI) e 1ª corda (MI cantino): A vuoto.

Il Ritmo
Data la natura in 6/8 del brano, vi propongo due ritmiche, una molto semplice e una leggermente più dinamica.
La ritmica più semplice per approcciare il 6/8 consiste nel suonare tutti i sei gli ottavi con plettrate verso il basso (downstroke).

- Movimento: Sei plettrate in giù, tutte con il medesimo valore.
- Accento: È fondamentale accentare ogni tre plettrate.
- Tecnica dell’Accento: Per creare questo accento (o movimento cullante), oltre a suonare l’accordo più forte, si possono plettrare più corde sulle note accentate e meno corde sulle note non accentate.
La seconda ritmica sfrutta l’utilizzo degli upstroke (plettrare verso l’alto), aumentando il movimento e il groove.

Schema ritmico: Lo schema qui proposto è quello che segue la suddivisione più piccola (sedicesimi), di una sola delle due pulsazioni.
Suggerimento: Per impararla al meglio, si può pronunciare il verso in cui si suona ad alta voce a tempo: Giù Giù Su Giù Su Giù (ripetuto due volte per la battuta intera).
È cruciale non fermare mai la mano che plettra; la mano deve mantenere una scansione dritta e costante.
La Sequenza di Accordi
Il brano si divide in tre sezioni principali: l’Intro (strumentale), la Sezione A (la strofa iniziale) e la Sezione B (la parte centrale o ritornello, seppur breve).
Introduzione

Attenzione ai cambi: Quando si ripetono gli accordi, si avranno due accordi di LA consecutivi: La (fine primo giro) e LA (inizio secondo giro). La sequenza completa di accordi, suonata di fila, è quindi: LA – RE – MI – LA – RE – MI – LA.
Seziona A

Questa è la parte cantata più conosciuta e sfrutta la massima semplicità, utilizzando solo due accordi principali: LA e MI.
Suggerimento didattico: Piuttosto che contare matematicamente le battute, può risultare più efficace cantare il testo e far combaciare i cambi di accordo con le parole chiave.
- Il cambio da La a Mi avviene sulla parola “cielo” (Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo…).
- Il ritorno a La avviene sulla parola “gelo” (e vieni in una grotta al freddo e al gelo).
Sezione B

Questa sezione è un po’ più lunga della precedente e utilizza anch’essa esclusivamente MI e LA.
Eseguire il Brano in Altre Tonalità
Nonostante la versione in LA maggiore sia la più accessibile per evitare i barré, potreste aver bisogno di adattare la tonalità al vostro registro vocale.
Esistono altre tonalità che permettono di suonare la canzone senza l’uso di barre (o con barré facilmente evitabili se si salta l’introduzione).

Conclusioni
“Tu Scendi Dalle Stelle” si rivela un ottimo esercizio per i chitarristi alle prime armi, non solo per la semplicità dei suoi accordi (LA, RE, MI), in questa tonalità, ma soprattutto per l’opportunità di familiarizzare con il tempo composto del 6/8 e il suo ritmo “cullante”.


