I Padri Fondatori della Chitarra: Francisco Tárrega e la Chitarra Romantica

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Nell’ultima puntata di questa serie sui grandi chitarristi classici abbiamo visto e approfondito la vita, lo stile e le peculiarità di Mauro Giuliani, grande didatta e innovatore.

Oggi, invece, torniamo in Spagna, la terra della chitarra per eccellenza.

Siamo arrivati ormai alla metà dell’800 e inizi del ‘900, avvicinandoci sempre di più a quella che è stata l’era della chitarra classica moderna. Il grande chitarrista di questo periodo, definito Romanticismo, è Francisco Tárrega, importantissimo compositore e interprete dalla sensibilità e attenzione stilistica immane.

👋 Sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, diplomata al Liceo Musicale in chitarra classica, specializzata in fingerstyle e musica classica e content creator. Se vuoi studiare chitarra con me o con gli altri maestri certificati della scuola, clicca qui.

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Pillole di Vita e Contesto Storico

Tárrega nasce il 21 novembre 1852 a Villarreal, una piccola città nella comunità Valenciana della Spagna.

Sin da giovanissimo Francisco si interessa alla musica ottenendo grandissimi risultati. Già alla tenera età di 10/11 anni, infatti, viene notato da Julian Arcas, chitarrista e compositore spagnolo, che lo invita a seguire alcune sue lezioni a Barcellona, dove inizia a fiorire sempre di più il suo interesse chitarristico.

Nonostante questo, decide di studiare pianoforte e composizione al conservatorio di Madrid, dove ottiene la sua formazione più organica e completa, mai, però, abbandonando la chitarra come sua fedele accompagnatrice.

Questa copresenza tra pianoforte e chitarra gli permise di avere una visione dello strumento più ampia, aiutandolo nella composizione e nella creazione di tecniche innovative, oltre che alla trascrizione su chitarra di svariati pezzi pianistici.

Successivamente ai suoi studi, si concentrò sull’attività concertistica, organizzando diverse tourneè in Spagna e in altri paesi europei, inserendo la chitarra come protagonista nel mondo della musica da concerto, dove era già stata timidamente introdotta dai suoi predecessori. Si stabilì poi a Barcellona, dove intraprese in maniera più costante anche un’attività didattica, formando artisti come Emilio Pujol e Miguel Llobet.

A causa di una paralisi al braccio destro e un ictus ridusse drasticamente le sue attività musicali fino ad arrivare alla sua morte nel 1909.

Stile e Innovazione

Lo stile di Tárrega è caratterizzato da grande cantabillità melodica, atmosfere liriche, forte utilizzo di dinamiche e timbriche differenti e un suono spagnolo e arabeggiante. La sua musica è capace di evocare paesaggi e atmosfere di città andaluse, come di deserti arabi.

Dal punto di vista tecnico, il chitarrista spagnolo favorì l’uso e la diffusione del rasgueado, ma sopratutto della tecnica del tremolo. Quest’ultima consiste nella ripetizione veloce della stessa nota con dita diverse (solitamente in sequenza a-m-i) mentre il pollice suona il basso d’accompagnamento, creando un’illusione di una melodia continua e sostenuta.

Questa tecnica, ormai celebre ed amatissima, è particolarmente evidente nel capolavoro firmato Tárrega Recuerdos de la Alhambra del 1896 che puoi ascoltare e vedere qui sotto. Brano che richiama l’atmosfera del palazzo della Alhambra di Granada e la sua magica ambientazione.

A livello espressivo l’artista è particolarmente attento a cercare diversi timbri e colori. Sfrutta le varie posizioni della mano destra, portandola più verso il ponticello, la buca o il manico e affinando l’utilizzo o meno delle unghie. Si può dire che Tárrega definisca una vera e propria tavolozza timbrica da cui attingere e, come Segovia, verso la fine della sua carriera, attua la particolare scelta di suonare con i polpastrelli, per ricercare un suono più caldo e avvolgente.

Oltre a tutto ciò, codifica anche la posizione dello strumento come lo conosciamo oggi: l’utilizzo del poggiapiede, con la schiena dritta e le braccia che accolgono la chitarra, assicura sempre una forte stabilità della postura. Questi criteri diventeranno standard nella didattica del Novecento.

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Opere

Francisco Tárrega fu un compositore estremamente prolifico ed apprezzato. Scrisse moltissime opere originali, principalmente per chitarra sola, tra le quali alcuni capolavori divenuti particolarmente celebri. Per esempio il già citato Recuerdos de la Alhambra, ma anche Adelita, Gran Vals e, tra i miei preferiti in assoluto, il Capricho Árabe, che considero uno dei brani più belli mai scritti per chitarra classica.

Il Capriccio Arabo è scritto in forma tripartita (A-B-A) e alterna la prima sezione in minore, molto lirica, misteriosa e malinconica, alla seconda parte in maggiore: brillante, più ritmica e tecnicamente impegnativa, grazie all’uso molto ricorrente di barrè, simultanei ad abbellimenti e linee melodiche eseguite con le altre dita.

È un brano che richiede allo stesso momento grandi capacità tecniche e una forte sensibilità espressiva e dinamica, utile per evocare quel mix di atmosfera andalusa e araba.

Oltre ai brani virtuosistici e da concerto, il chitarrista ha composto anche molte miniature romantiche, ossia brevi composizioni estremamente espressive e d’effetto. Tra queste la più celebre è probabilmente la già citata opera Adelita: una mazurka, danza di origine polacca molto diffusa nella musica romantica. Il brano alterna in breve tempo sezioni melodiche molto cantabili e accompagnamenti ritmici tipici della danza.

Scrisse anche diversi studi ed esercizi tecnici, ma anche danze e musiche di ispirazione popolare, come l’amata Danza Mora.

Ultime ma non per importanza, le trascrizioni sono parte fondamentale dei suoi lavori. Come già accennato in precedenza, Tárrega si distinse per la sua maestria nella trascrizioni di brani di grandi musicisti classici, specialmente pianisti, del calibro di Chopin, Beethoven, Mendelssohn o Albeniz, reinterpretando il grande repertorio romantico europeo.

Un esempio è il Notturno Op.9 No.2 di Chopin, che puoi ascoltare in questo video:

Contributo ed Eredità

Se Giuliani ha reso la chitarra uno strumento virtuoso, Tárrega è stato il musicista che ha posto le basi della chitarra classica moderna e l’ha portata ad essere protagonista di concerti in tutta Europa.

Il suo contributo è stato fondamentale perché:

  • ha sviluppato una tecnica chitarristica sistematica;
  • ha ampliato il repertorio romantico per chitarra;
  • ha formato una nuova generazione di chitarristi;
  • ha contribuito a rendere la chitarra uno strumento da recital.

Molti degli elementi della tecnica chitarristica utilizzata oggi, come la posizione dello strumento, il controllo timbrico e l’articolazione melodica derivano direttamente dalla sua scuola.

Non è un caso che molti studiosi lo considerino il ponte tra la chitarra dell’Ottocento e quella del Novecento, che verrà poi portata alla fama internazionale da Andrés Segovia.

Conclusioni

Francisco Tárrega è sicuramente un pilastro di tutta la storia della chitarra romantica e classica, che ha portato innovazione, emotività e conoscenza. Il suo lavoro ha arricchito il mondo musicale in maniera esponenziale, influenzando tutte le successive generazioni.

Nel prossimo episodio, parleremo di Andrés Segovia, massimo esponente della chitarra classica moderna.

Io sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile e spero che questo articolo ti sia piaciuto!

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Alla prossima!

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