Chitarra Ritmica: impariamo 3 Ritmiche Funky

🖐️ SBLOCCA LE TUE DITA 10 Esercizi da fare 15 min al giorno: clicca qui 👈

📙 Impara le Note sulla Chitarra Senza Memorizzarle: clicca qui 👈

In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 10 alle 18:30, Luca Marinelli mostra 3 ritmiche per avvicinarsi alla chitarra funky.

ℹ️ Ricorda che ogni Mercoledì alle 18:30 sul canale di Chitarra Facile Luca sarà in diretta per una nuova lezione. Iscriviti al canale 👈 per assistere alle prossime dirette!

Clicca qui per scoprire tutti i corsi, libri, ebook, eventi dal vivo e lezioni private della nostra scuola!

Benvenuti Strimpellari a un articolo dedicato all’essenza ritmica della chitarra, focalizzata su un genere che ha definito il ballo e l’energia: il funky. Che voi siate dei chitarristi alle prime armi o stiate cercando di affinare il vostro groove, lo studio di queste ritmiche è una palestra eccezionale per la pulizia, il timing e la solidità ritmica.

Il Funky

Il funky è un genere profondamente radicato nella black music. La sua caratteristica principale è l’essere estremamente “groovoso“, ritmico e intrinsecamente ballabile.

È fondamentale notare che l’influenza funky non è circoscritta esclusivamente al funk puro (come potremmo intenderlo con artisti del calibro di James Brown o gli Chic). Al contrario, si ritrovano accompagnamenti e ritmiche funky anche nel pop, sia del passato che moderno. Basti pensare che chitarristi di grande calibro come Paul Jackson Jr hanno registrato molte parti funky per brani di Micheal Jackson e altri celebri artisti. Inoltre, elementi funk si fanno sentire anche nel rock, ad esempio negli Extreme o nei Red Hot Chili Peppers.

L’obiettivo di questo articolo è fornire ritmiche lineari e semplici, adatte a chitarristi di vari livelli, pur introducendo elementi fondamentali del genere. Sebbene il funky si basi spesso sul levare, gli esercizi proposti sono stati semplificati per facilitare l’approccio.

Ritmica 1

Questo primo esercizio è cruciale in quanto funge da riscaldamento e introduce un cliché ritmico molto diffuso nel genere.

L’esercizio consiste nell’alternare una nota suonata a due ghost note. Per eseguire una ghost note (nota fantasma), si sfiora la corda con la mano sinistra senza premere effettivamente il tasto, ottenendo un suono stoppato e percussivo. La mano sfiora la corda, ma non esercita pressione sufficiente per far risuonare la nota.

Ecco lo schema ritmico:

  • Quarto 1: Nota (1° sedicesimo), Ghost (2°), Ghost (3°), Nota (4°).
  • Quarto 2: Ghost (1°), Ghost (2°), Nota (3°), Ghost (4°).
  • Quarto 3: Ghost (1°), Nota (2°), Ghost (3°), Ghost (4°).
  • Quarto 4: Nota (1°), Ghost (2°), Ghost (3°), Ghost (4°).

Questo schema è ritmicamente sfidante perché, a parte la prima e l’ultima nota, la maggior parte delle note suonate non cadono sul battito principale del metronomo. Per questo motivo, si suggerisce di:

  • Lavorare con il Metronomo: Inizialmente, se strettamente necessario, si può impostare il metronomo sui sedicesimi per avere una guida chiara. Tuttavia, è fortemente consigliato tornare rapidamente ai quarti per sviluppare un senso ritmico autonomo e non dipendere da tutti i sedicesimi.
  • Contare: Contare lentamente tutti i sedicesimi (1-2-3-4, 1-2-3-4…) e assicurarsi di suonare la nota esattamente sul sedicesimo corrispondente è il metodo migliore per assimilare il pattern.

Questo schema ritmico può essere applicato in tre modi diversi, mantenendo la stessa successione ritmica:

Nota Singola: Eseguire il pattern utilizzando una singola nota (ad esempio, il nono tasto della corda di SOL). In questo caso, il polso destro lavora selettivamente sulla singola corda.

Accordo Completo (MImin7): Applicare il pattern ritmico a un accordo, come il MImin7 (Em7). Questo accordo può essere suonato in una forma di LA minore trasportata col barré al settimo tasto, senza mignolo).

Triade (MI minore) con Muting: Usare una triade (un accordo a tre note), ad esempio il MI minore suonato con le dita anulare, medio e indice sulle corde di Sol, Si e Mi. Quando si usano queste triadi e si plettra con un movimento ampio (tipico del funky), è vitale mutare tutte le corde che non devono suonare. Altrimenti, le corde a vuoto indesiderate risuonerebbero, creando un “pasticcio” sonoro.

Una tecnica efficace consiste nell’utilizzare il pollice della mano sinistra, piegandolo a uncino sopra il manico per pinzare e silenziare le corde più gravi.

Ritmica 2

Questa ritmica si concentra su note singole prevalentemente in ottavi. Un elemento chiave che definisce il suono di questo esercizio è il Palm Muting. Questa tecnica consiste nell’appoggiare delicatamente il lato della mano destra nel punto in cui la corda incontra la selletta del ponte. Questo crea un suono più chiuso, cupo e morbido, preferibile su queste ritmiche rispetto al suono aperto.

Per uniformità di suono, consiglio di eseguire tutte le note esclusivamente in downstroke (in giù).

Lo schema ritmico inizia con quattro note di seguito in ottavi, successivamente sul levare del quarto quarto eseguirete due ghost note in sedicesimi che preparano la battuta successiva. La ritmica include anche la tecnica dello slide per collegare alcune note.

Ritmica 3

L’ultima ritmica si basa sull’uso dei bicordi (due note suonate all’unisono) e prosegue nella direzione stilistica della seconda, incorporando sia il palm muting sia il suono staccato.

I puntini sopra le note sul pentagramma indicano lo staccato, richiedendo di rilasciare rapidamente la pressione della mano sinistra per ottenere il caratteristico suono saltellante. Il palm muting assicura un suono più chiuso.

Anche qui, l’uniformità del suono è garantita plettrando tutto verso il basso (downstrokes). Una sfumatura stilistica che si può provare è creare una leggera discrepanza temporale tra le due corde del bicordo durante la plettrata.

Invece di far suonare le due note esattamente in sincrono, si crea un leggero sfasamento (“t-ka” invece di “pa”), conferendo un tocco più organico al suono.

Lo schema ritmico qui è più particolare, combinando ottavi e una figura ritmica di sedicesimi. Quando si suonano i bicordi, è fondamentale essere selettivi con la mano destra e plettrare solo le due corde desiderate per evitare di far risuonare corde indesiderate.

Conclusioni

Lo studio del funky è una risorsa preziosa per ogni chitarrista. Le ritmiche proposte, sebbene semplici nell’approccio iniziale, nascondono sfide che migliorano le tue abilità generali:

  • Solidità Ritmica: Il lavoro sui sedicesimi e sulle complesse alternanze ritmiche del primo esempio rafforza il tuo senso del ritmo.
  • Timing: Allenarsi con il metronomo su figure che cadono spesso fuori dal battito (come nella prima ritmica) migliora significativamente il timing.
  • Pulizia Esecutiva (Muting): L’alternanza costante tra note suonate e note stoppate (ghost note o muting forzato nelle triadi) costringe a ragionare sulla pulizia di entrambe le mani, un fattore cruciale per non creare suoni indesiderati.

Questi esercizi offrono un’ottima base per esplorare un genere che è fondamentale nella storia della musica moderna. Non aver paura se inizialmente il timing sembra sfuggente; la lentezza e la costanza con il metronomo ti permetteranno di assimilare questi pattern finché non diventeranno un loop naturale.
Dedica tempote a queste ritmiche; sono una vera e propria palestra per le vostre mani e per il vostro groove.

🖐️ SBLOCCA LE TUE DITA 10 Esercizi da fare 15 min al giorno: clicca qui 👈

📙 Impara le Note sulla Chitarra Senza Memorizzarle: clicca qui 👈

Commenta