In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 4 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come suonare Per Sempre Sì di Sal Da Vinci, brano vincitore dell’edizione 2026 del Festival di Sanremo.
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Benvenuti Strimpellari in questo articolo, dove prenderemo in esame uno dei brani più chiacchierati del momento: Per Me Sì di Sal Da Vinci, la canzone che ha trionfato al Festival di Sanremo 2026.
Gli Accordi
Prima di vedere gli accordi, ti segnalo che dovrai posizionare un capotasto mobile al terzo tasto, per poter eseguire il brano con le diteggiature proposte.

LA minore (A-): Anche qui, evita di far suonare il Mi grave. La corda di LA suona a vuoto. Posiziona il dito medio e l’anulare rispettivamente sul secondo tasto delle corde di RE e di SOL. Il dito indice va sul primo tasto della corda di SI, mentre il MI cantino è lasciato a vuoto.

FA maggiore (F): Questo accordo richiede un barré. Usa il dito indice per premere contemporaneamente tutte e sei le corde al primo tasto. Posiziona l’anulare sul terzo tasto della corda di LA, il mignolo sul terzo tasto della corda di RE e dito medio sul secondo tasto della corda di SOL.

RE minore (D-): Evita di far suonare il Mi grave e la corda di LA. La corda di RE suona a vuoto. Posiziona il dito medio sul secondo tasto delle corda di SOL. L’anulare va sul terzo tasto della corda di SI e il dito indice va sul primo tasto della corda di MI cantino.

MI7 (E7): Tutte le corde suonano a vuoto, ad eccezione delle corde di LA e di SOL, che vanno premute al secondo e primo tasto utilizzando il dito medio e indice.

SOL maggiore (G): Puoi suonarlo nella variante a tre o a quattro dita, ma la versione a quattro dita è spesso preferibile per una sonorità più piena. Le corde centrali di RE e SOL suonano a vuoto. Il dito medio preme il terzo tasto del MI grave, l’indice va sul secondo tasto della corda di LA, l’anulare sul terzo tasto della corda di SI e il mignolo sul terzo tasto del MI cantino.

DO maggiore (C): Non suonare la sesta corda (il MI grave). Posiziona il dito anulare sul terzo tasto della corda di LA. Il dito medio va sul secondo tasto della corda di RE. La corda di SOL suona a vuoto. Il dito indice preme il primo tasto della corda di SI, mentre il MI cantino (la prima corda) suona a vuoto.

LA minore basso SOL (A-/SOL): Consideriamo questo accordo facoltativo, molto utile per fornire una certa sfumatura al passaggio di accordi. Posiziona il mignolo al terzo tasto della corda di MI grave, ia corda di LA suona a vuoto. Posiziona il dito medio e l’anulare rispettivamente sul secondo tasto delle corde di RE e di SOL. Il dito indice va sul primo tasto della corda di SI, mentre il MI cantino è lasciato a vuoto.
La Ritmica
Il brano presenta un andamento dinamico che varia a seconda delle sezioni. È fondamentale padroneggiare due approcci ritmici distinti: uno più cadenzato e staccato, e l’altro più fluido e “groovoso”.


Nella parte introduttiva e nel pre-chorus, la chitarra esegue delle pennate molto nette e cadenzate. Immaginando di trovarci in un tempo di 4/4, gli accordi non fluiscono morbidamente, ma vengono “stoppati”.
Per rendere al meglio questo effetto “staccato”, l’uso degli accordi in barrè (come il FA) risulta estremamente vantaggioso. Il barrè, infatti, non avendo corde a vuoto che continuano a vibrare, permette di silenziare l’accordo semplicemente allentando la pressione della mano sinistra, garantendo una precisione ritmica impeccabile.
La prima immagine farà riferimento alle battute che comprendono un solo accordo al loro interno, la seconda invece alle battute con due accordi al loro interno.

Quando il brano entra nel vivo, la ritmica si trasforma, acquisendo un andamento che strizza l’occhio al funk. Il movimento della mano destra deve essere continuo. Il pattern consigliato è una successione di pennate alternate. Questo movimento costante crea un tappeto sonoro trascinante, essenziale per sostenere l’energia del cantato.
Data la varietà di pennate presente all’interno della ritmica, ti suggerisco di suddividere l’intero pattern in sezioni più piccole, fino a quando non avrai una padronanza completa dell’intera ritmica.
La Struttura del Brano
Ora che conosciamo gli accordi e i movimenti ritmici, dobbiamo assemblare la canzone seguendo la sua struttura, che divideremo in blocchi logici.

La sequenza iniziale è composta da una battuta intera di LA minore, seguita da una battuta di FA maggiore. Successivamente, si esegue una battuta in cui convivono RE minore e MI settima, per chiudere con il ritorno sul LA minore. Attenzione: l’ultimo MI7 è presente nel pre-chorus.


Nella prima parte della strofa avremo due battute di LA minore, di RE minore, di SOL e infine di DO.
L’inizio della seconda parte è identico a quella precedente: due battute di LA minore e di RE minore. La variazione arriva nella coda, dove suoneremo due battute di MI7 per poi atterrare nuovamente su due battute di LA minore.


Anche nel ritornello, dividiamo la sezione in due parti per comodità. La prima ricalca la prima parte della strofa, ma con l’aggiunta di un passaggio finale sul MI7 per rilanciare il giro. La seconda metà introduce una progressione leggermente più articolata: LA minore, l’accordo facoltativo di LA minore basso SOL, RE minore (per due battute), MI7 e infine si chiude con una battuta tra LA minore e MI7.

In questa sezione la canzone “si svuota” e l’intensità cala vistosamente. Gli accordi (LA minore, RE minore, SOL e MI7) possono essere mantenuti più a lungo o suonandoli con una dinamica (un volume) decisamente inferiore, prima di esplodere nel ritornello finale.
L’Analisi
Saper eseguire gli accordi è solo metà del lavoro di un musicista. Per fare il salto di qualità, bisogna capire le regole invisibili che legano questi accordi tra loro. Questo è il dominio dell’armonia. Mentre la teoria musicale nuda e cruda si occupa di definire i singoli elementi (ad esempio, sapere che l’accordo di LA minore è formato dalle note LA, DO e MIa), l’analisi armonica studia come questi elementi si mettono in relazione all’interno di un ecosistema musicale.
Ascoltando “Per me sì”, ci si imbatte in un dilemma affascinante. Il brano trasmette un’atmosfera gioiosa e felice, caratteristiche che tipicamente si associano alle tonalità maggiori.
Tuttavia, prestando attenzione al peso specifico degli accordi all’interno della struttura, si nota una schiacciante predominanza dell’accordo minore di partenza (il DO minore effettivo, che noi suoniamo e pensiamo come LA minore grazie al capotasto).
DO minore e MIb maggiore sono tonalità relative: pur essendo due scale diverse, condividono esattamente lo stesso bacino di sette note.

Per capire a fondo la struttura, dobbiamo armonizzare la scala di LA minore. Armonizzare significa costruire un accordo sopra ognuna delle sette note della scala (LA, SI, DO, RE, MI, FA, SOL). Facendo questo, otteniamo gli “accordi del mondo” in cui ci stiamo muovendo, che suoneranno per natura consonanti tra loro.
In armonia, questi accordi vengono identificati con i numeri romani. Se il numero è minuscolo l’accordo è minore, se è maiuscolo l’accordo è maggiore. Inoltre, si utilizza il simbolo del bemolle (b) per indicare che la nota fondamentale dell’accordo dista un intervallo minore rispetto alla tonica, nella costruzione della scala.
Nella nostra scala di La minore avremo:
- Primo grado (i): LA minore.
- Secondo grado (ii°): SI diminuito.
- Terzo grado (bIII): DO maggiore.
- Quarto grado (iv): RE minore.
- Quinto grado (v): MI minore.
- Sesto grado (bVI): FA maggiore.
- Settimo grado (bVII): SOL maggiore.
Se hei letto con attenzione l’elenco qui sopra, avrai notato un’incongruenza. Secondo la regola della scala minore naturale, l’accordo costruito sul quinto grado dovrebbe essere un MI minore. Eppure, nel brano suoniamo un MI7, che è un accordo maggiore (precisamente un accordo di dominante). Perché?
Questo è uno dei trucchi più antichi e potenti dell’armonia. L’utilizzo del quinto grado maggiore in una tonalità minore dona una sonorità derivante da un’altra scala minore armonica.
In questo contesto però non complicheremo ulteriormente il discorso tecnico, ma ti basti sapere il motivo pratico di questa scelta: un accordo di dominante possiede al suo interno una fortissima tensione acustica. Questa tensione instabile “vuole” disperatamente risolversi tornando all’accordo di partenza.
Il MI7 funge quindi da fionda: crea una forte spinta propulsiva che proietta prepotentemente l’ascoltatore verso il LA minore.
Vediamo ora l’analisi delle diverse sezioni:

L’analisi dell’intro/pre chorus sarà i – bVI – iv V – i V.


L’analisi della strofa sarà i – i – iv – iv – bVII – bVII – bIII – bIII – i – i – iv – iv – V – V – i – i. È interessante notare come, nella prima parte, la progressione Re minore, SOL e DO corrisponda anche a un ii – V – I, progressione di accordi tipica dell’ambito jazz.


L’analisi del ritornello sarà i – i – iv – iv – bVII – bVII – bIII – bIII V – i – i – iv – iv – V – V – i – i V.

L’analisi dello special sarà i – i – iv – iv – bVII – bVII – V – V.
Conclusioni
Suonare un brano come Per Sempre Sì offre una doppia opportunità: da un lato permette di esercitarsi su ritmiche variegate e cambi d’accordo fondamentali (dal barrè alla gestione delle dinamiche staccate), dall’altro si rivela palestra teorica.
Continuate a praticare curando la pulizia del suono, specialmente per il FA in barrè, e mantenete sempre la mano destra in movimento sul groove funk. La musica è un linguaggio meraviglioso: le dita la pronunciano, ma è conoscendone la grammatica armonica che se ne comprende la vera poesia. Buono studio e buona schitarrata!



