In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 9 alle 18:30, Luca Marinelli mostra conduce una sessione di studio di 20 minuti coi partecipanti.
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Sviluppare la velocità sulla chitarra è uno degli obiettivi più ambiti da chiunque inizi a studiare lo strumento. Tuttavia, la “velocità” non è una qualità isolata né un semplice atto di fretta: è il risultato diretto di coordinazione, precisione ritmica, resistenza muscolare ed economia di movimento. Suonare veloci senza controllo porta inesorabilmente a un suono sporco, confuso e ritmicamente impreciso.
Esercizio 1
Il primo esercizio ha l’obiettivo di isolare il lavoro della mano destra e perfezionare la continuità della plettrata alternata.

Annulla la risposta sonora della mano sinistra stoppando le corde (appoggiando leggermente le dita della mano sinistra sulle corde senza premere i tasti, oppure applicando un leggero palm mute con il palmo della mano destra vicino al ponte). In questo modo ascolterai unicamente l’impatto percussivo del plettro.
Imposta il metronomo a una velocità contenuta, ad esempio 50 BPM in terzine o sestine (ovvero tre o 6 note note perfettamente equidistanti per ogni battito del metronomo). Suona 4 gruppi di fila (per un totale di 12 colpi di plettro) sulla stessa corda prima di spostarti sulla corda adiacente. Percorri tutte e sei le corde dal MI grave fino al MI cantino e poi torna indietro dal MI cantino al MI grave. Consigliamo di eseguire l’esercizio in sestine solo per i chitarristi con più esperienza.
Molti principianti credono che la parte difficile della chitarra sia correre a BPM elevati. In realtà, suonare molto lenti è incredibilmente più difficile. Quando il tempo del metronomo è dilatato (come a 50 BPM in terzine), lo spazio tra un battito e l’altro è ampio: ogni minimo anticipo, ritardo o incertezza nel colpo di plettro balza immediatamente all’orecchio. Imparare a controllare il plettro a velocità lente è la vera fondamenta della precisione ritmica.
Esercizio 2

Mentre il primo esercizio lavora sulla resistenza e sulla tenuta nel tempo, il secondo introduce il concetto di esercizio di scatto.
Lo scopo dello scatto è “abituare” le mani a muoversi e “ragionare” ad alta velocità. Durante la raffica in sedicesimi potresti inizialmente risultare leggermente impreciso o sporco, ma l’obiettivo prioritario di questa tecnica è insegnare alla mano a sostenere l’accelerazione improvvisa, per poi pulire e consolidare il movimento con la pratica.
Nella prima battuta eseguirai due ottavi di SOL, tasto 5 della corda di RE, e due ottavi di LA, tasto 7 della stessa corda. Ripetuta per 3 volte questa battuta, eseguirai 4 sedicesimi per ciascuna nota, andando di conseguenza al doppio della velocità.
Esercizio 3

Dopo aver isolato la mano destra e testato gli scatti, il terzo esercizio integra la coordinazione tra mano destra e mano sinistra introducendo i cambi di corda.
Questo esercizio evidenzia una regola meccanica fondamentale della plettrata alternata: quando suoni un numero PARI di note su una corda (in questo caso 2 note), la direzione del plettro al cambio corda rimane sempre la stessa.
Se plettri Giù-Su sulla corda di SOL, quando passi alla corda di SI il primo colpo sarà nuovamente in Giù. Questo rende la gestione della mano destra estremamente intuitiva e regolare, permettendoti di concentrarti sulla perfetta sincronizzazione delle dita della mano sinistra nei tasti.
Eseguirai per due volte le note DO, RE, MI e SOL (tasti 5 e 7 di SOL e 5 e 8 di SI). Successivamente “specchierai” il tutto eseguendo SOL, MI, RE e DO, le stesse note, ma al contrario.
Esercizio 4

L’ultimo esercizio alza l’asticella della difficoltà affrontando il vero scoglio della plettrata alternata: il cambio di corda con un numero DISPARI di note.
Quando esegui 3 note per corda in plettrata alternata, accade quanto segue: sulla prima corda suoni: Giù – Su – Giù. L’ultima nota sulla prima corda è stata plettrata in Giù. Di conseguenza, la prima nota sulla corda successiva DEV’ESSERE plettrata in SU.
Questo fenomeno costringe la mano destra a invertire la direzione d’attacco ad ogni cambio di corda (passando da uno “scavalco esterno” a uno “scavalco interno” o viceversa). Inizialmente la mano opporrà resistenza perché il cervello tende a voler favorire la continuità di movimento o la direzione verso cui ci muoviamo. Allenarsi su pattern a 3 note per corda (come le scale cromatiche o le scale diatoniche a tre note) è l’unico modo per sbloccare definitivamente la plettrata alternata e raggiungere una fluidità naturale su tutta la tastiera.
Eseguirai per due volte le note i tasti 5, 6 e 7 sia si SI sia di MI cantino. Successivamente “specchierai” il tutto eseguendo 7, 6 e 5, le stesse note, ma al contrario.
Conclusioni
Per trasformare le nozioni teoriche di questo articolo in progressi concreti sullo strumento, è indispensabile costruire una routine di studio costante e ben pianificata. La costanza batte sempre la quantità: meglio allenarsi 20-30 minuti al giorno tutti i giorni che suonare 4 ore fila solo nel fine settimana.
Non abbiate fretta di alzare il metronomo: Rimanete sui 50-60 BPM finché ogni colpo di plettro non risulta perfettamente nitido, fluido e privo di tensioni muscolari. Velocità non significa correre, ma avere il pieno controllo di ciò che si sta suonando.




