In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 11 alle 18:30, Luca Marinelli tratta lo studio della lettura musicale su pentagramma.
Nello specifico vengono analizzate una nuova figura ritmica, diverse tagli addizionali e diversi segni di fondamentale importanza nell’ambito della lettura.
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Questa articolo rappresenta il capitolo conclusivo di un percorso pensato per fornirvi le basi per una lettura autonoma degli spartiti, focalizzandosi prevalentemente sull’aspetto melodico.
Le informazioni qui presentate sono più che sufficienti per approcciarsi a spartiti semplici, dotandovi di una solida autonomia.
Le Terzine
Andiamo ad esplorare una nuova figura ritmica, le terzine. Si tratta di una figura ritmica “dispari”, che consiste nel “forzare” l’inserimento di tre note all’interno di uno spazio ritmico che normalmente ne conterrebbe solo due.
Consideriamo degli esempi pratici:
- In un quarto, solitamente, troviamo due ottavi. Con una terzina, inseriamo tre ottavi. Graficamente, questo è rappresentato da una parentesi quadra con un “3” sopra le tre note, che possono essere suonate o in pausa.
- Allo stesso modo, in un ottavo, solitamente, troviamo due sedicesimi. Con una terzina, inseriamo tre sedicesimi.

È importante distinguere tra terzine e sestine di sedicesimi: la differenza risiede nell’accento. Nelle terzine, l’accento cade ogni tre note, mentre nelle sestine, cade ogni sei. Questo modifica l’esecuzione e la percezione ritmica.
Questa figura ritmica è fondamentale e sta alla base dei ritmi tipici della musica “nera”, come lo shuffle.
Matematicamente, inserire tre o sei note nello spazio di due o quattro significa che queste figure ritmiche saranno più veloci rispetto agli ottavi o ai sedicesimi “normali”.
Le terzine non si limitano agli ottavi o ai sedicesimi. Possiamo creare anche terzine di quarti, che consistono nell’inserire tre note all’interno di due quarti. Sebbene non semplicissime da solfeggiare inizialmente, sono considerate molto melodiche.

In questo caso, alcune note della terzina cadono in levare, rendendo l’esecuzione più complessa, almeno inizialmente. Esistono anche terzine di minima, anche se molto meno comuni e con spazi dilatati tra le note.
Oltre a queste, esistono anche i “gruppi irregolari” come le cinquine (cinque note dove ce ne sarebbero quattro), ma questi sono concetti più avanzati e spesso eseguiti in modo più istintivo che solfeggiato.
I Tagli Addizionli
Fino ad ora, ci siamo concentrati sulle note racchiuse all’interno dei cinque righi del pentagramma. Tuttavia, la gamma di note su uno strumento come la chitarra è molto più ampia. Per rappresentare queste note che si trovano al di sotto o al di sopra del pentagramma, utilizziamo i tagli addizionali.
I tagli addizionali sono piccole “righe aggiuntive” poste sotto o sopra il pentagramma, che indicano la posizione di note più gravi o più acute. Ad esempio, per le note più gravi (sotto il pentagramma), partendo dalla nota più grave della chitarra (MI):
- Sotto il primo rigo del pentagramma (nello spazio): RE.
- Su una singola riga aggiunta: DO.
- Sotto una singola riga aggiunta: SI.
- Su due righe aggiunte: LA.
- Sotto due righe aggiunte: SOL.
- Su tre righe aggiunte: FA.
- Sotto tre righe aggiunte: MI.
Per le note più acute (sopra il pentagramma), partendo dalla nota FA (ultimo rigo del pentagramma):
- Appena sopra l’ultimo rigo (nello spazio): SOL.
- Su una singola riga aggiunta: LA.
- Appena sopra quella riga aggiunta: SI.
- Su due righe aggiunte: DO.
- Appena sopra due righe aggiunte: RE.
- Su tre righe aggiunte: MI.

Leggere i tagli addizionali può essere inizialmente scomodo per chi non è abituato, in quanto ci sono meno punti di riferimento visivi. Richiede pratica e pazienza.
I Simboli di Ottava
Per facilitare la lettura quando si incontrano molti con tagli addizionali, esistono i simboli di ottava. Questi simboli indicano che le note scritte devono essere suonate ad un’ottava differente da quella indicata graficamente.
I due simboli principali sono:
- 8VA (ottava alta): Una linea tratteggiata con “8VA” sopra le note. Questo significa che le note scritte devono essere suonate un’ottava più in alto. È possibile trovare anche il simbolo “15”, che indica due ottave più in alto, sebbene sia meno comune.
- 8VB (ottava bassa): Una linea tratteggiata con “8VB” (o “8ba” in alcune notazioni) sotto le note. Questo indica che le note scritte devono essere suonate un’ottava più in basso. È possibile trovare anche il simbolo “15”, che indica due ottave più in basso, sebbene sia meno comune.


L’utilità di questi simboli è enorme: permettono di evitare l’uso eccessivo di tagli addizionali, rendendo lo spartito visivamente più pulito e più semplice da leggere, specialmente per i chitarristi che possono trovarsi a leggere note in zone del manico che altrimenti richiederebbero molte righe aggiuntive.
Nuovi Segni Grafici
Oltre ai simboli di ripetizione già visti, ci sono altre indicazioni che aiutano a navigare all’interno di uno spartito, soprattutto in brani più lunghi o complessi.
Da Capo al Fine (D.C. al Fine): Quando si incontra questa dicitura alla fine di una sezione, significa che si deve ripartire dall’inizio del brano e suonare fino al punto in cui è indicato il simbolo “Fine” (fine). Il “Fine” non coincide necessariamente con la fine della riga, ma può essere posizionato in qualsiasi punto del brano.

Dal Segno al Fine (D.S. al Fine): Simile al precedente, ma anziché ripartire dall’inizio, si riparte da un simbolo specifico chiamato “Segno” (che assomiglia a una ‘S’ barrata con due puntini ai lati). Si suona da quel punto fino al simbolo “Fine”.

Coda: Questo simbolo (spesso un cerchio con una croce all’interno) indica un salto ad una sezione finale o una parte conclusiva del brano. Si suona fino a un punto indicato “Da Coda”, e da lì si salta direttamente alla sezione contrassegnata dal simbolo della Coda, saltando le battute intermedie. Questo è utile per creare sezioni alternative o finali abbreviati.

Ripetizione di una Battuta: Questo simbolo, che assomiglia a una percentuale (due puntini separati da una barra obliqua), indica che la battuta in cui si trova deve essere ripetuta esattamente come la battuta precedente. È un modo per risparmiare spazio nello spartito e rendere la lettura più rapida.

Ripetizione di Due Battute: Un simbolo simile, con due barre oblique anziché una, posizionato a cavallo di due battute, indica che le due battute precedenti devono essere ripetute.

Pausa Multipla: Questo simbolo permette di indicare una pausa lunga per più battute, occupando lo spazio di una sola battuta sullo spartito. Ad esempio, un simbolo con un numero “4” sopra indica quattro battute di pausa. Questo ottimizza lo spazio e la chiarezza visiva.

La Lettura Armonica
Finora, abbiamo parlato principalmente di lettura melodica, cioè una nota alla volta. Ma la musica, e in particolare la chitarra, spesso richiede l’esecuzione di più note contemporaneamente per formare accordi
“Grappolo“: Quando le note sono disposte perfettamente in verticale una sopra l’altra sul pentagramma, indicano che devono essere suonate simultaneamente, formando un accordo. Questa è una lettura armonica. Anche se può sembrare complessa all’inizio, soprattutto con molti elementi contemporaneamente, è utile per capire come si muovono le singole voci all’interno degli accordi. Sapere che gli accordi sono spesso costruiti per la sovrapposizione di terze (come DO-MI-SOL) può aiutare a identificarli visivamente.

Chart: È un sistema di lettura molto diffuso in ambito moderno. In una chart, non vengono mostrate le singole note sul pentagramma, ma solo la struttura ritmica (come semibrevi, minime, ottavi, sedicesimi) e, sopra di essa, l’indicazione dell’accordo da suonare (ad esempio, “LAm” per La minore o “SOL” per Sol maggiore). Questo sistema è più rapido e offre tutte le informazioni necessarie per l’accompagnamento.

La Corona
La corona è un simbolo grafico che assomiglia a una parentesi rovesciata con un puntino sotto. Questa indicazione ci dice che la nota (o la pausa) su cui è posta deve essere eseguita per una durata maggiore rispetto al suo valore nominale, senza un tempo preciso predefinito.
Il valore esatto viene scelto dall’esecutore (o dal direttore d’orchestra, o dal gruppo) per ragioni espressive, per dare respiro o personalità alla musica.
Il termine latino “Ad libitum” (a piacere) è spesso associato a questa indicazione, specialmente nei finali dei brani.

L’Armatura di Chiave
Un elemento fondamentale che troviamo all’inizio di ogni spartito, tra la chiave (es. chiave di violino) e l’indicazione di tempo (es. 4/4), è l’armatura di chiave. Si tratta di una serie di diesis (♯) o bemolle (♭) che indicano la tonalità del brano.
Per esempio, se troviamo quattro diesis nell’armatura di chiave (Fa#, Do#, Sol#, Re#), significa che il brano è in MI maggiore.
Ciò comporta che qualsiasi nota FA, DO, SOL o RE che incontreremo nello spartito dovrà essere suonata diesis, anche se non è specificamente indicata con un diesis accanto alla nota. Questo sistema ha due scopi principali:
- Permette di identificare immediatamente la tonalità del brano.
- Pulisce visivamente lo spartito, evitando di dover ripetere l’alterazione (diesis o bemolle) per ogni nota che la richiede, dando per scontato che sia già alterata in chiave.
Esercizi

Esercizio con Terzine e Ottava Bassa (8VB): Questo esercizio presenta terzine di ottavi, con una legatura di valore, e un’armatura di chiave con quattro diesis (che indica la tonalità di Mi maggiore).
La presenza dell’indicazione 8VB è cruciale: anche se le note sembrano scritte in una posizione “media” sul pentagramma, l’8VB suggerisce di suonarle un’ottava più in basso.
Questo rende la lettura molto più agevole, poiché le note rientrano principalmente all’interno del pentagramma, dove un principiante si sente più a suo agio. L’esercizio include anche una legatura di valore, che unisce la durata di due note. Questo esercizio serve a far praticare il ritmo terzinato (base dello shuffle) e la lettura con 8VB, che è estremamente pratica per la chitarra.

Qui si pratica la lettura con i tagli addizionali, utilizzando note in sedicesimi. L’armatura di chiave cambia, indicando tre diesis (FA#, DO#, SOL#), quindi siamo in LA maggiore. Non ci sono simboli di ottava o legature, ma si trova la corona su una nota finale. Questo esercizio aiuta ad abituarsi ai salti tra note e alla lettura di note acute/gravi fuori dal pentagramma.

Questo esercizio si concentra sulla lettura ritmica tramite una chart. Vengono presentati diversi ritmi (ottavi, ottavo puntato e sedicesimo, quarti) e sopra di essi sono indicate le sigle degli accordi da suonare (es. LA maggiore, MI maggiore).
Per i chitarristi, sono inclusi anche i simboli delle plettrate (downstroke con un simbolo a “tavolino” e upstroke con una “V”).
L’obiettivo è concentrarsi esclusivamente sul ritmo e sull’accordo, senza dover decifrare le singole note del pentagramma.
Conclusioni
Questo percorso sulla lettura del pentagramma, giunto alla sua quarta parte, vi ha fornito strumenti essenziali per comprendere e interpretare gli spartiti musicali.
Dalle figure ritmiche complesse, all’espansione del pentagramma con i tagli addizionali, fino ai simboli di ottava che semplificano la vita del musicista, e alle varie indicazioni di ripetizione e navigazione, avete ora una base solida.
L’introduzione dei grappoli e delle chart vi apre anche alle diverse modalità di lettura, sia armonica che ritmica, essenziali nel contesto moderno.
Infine, la comprensione della corona e dell’armatura di chiave vi permette di cogliere dettagli espressivi e la tonalità di un brano.
Ricordate che la pratica è fondamentale. Rivedere gli esercizi e applicare questi concetti alla vostra musica vi aiuterà a padroneggiarli. Continuate a studiare e ad esplorare il vasto mondo della musica!
