ESERCIZI di chitarra e CONSIGLI per migliorare il LEGATO

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In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 18 alle 18:30, Luca Marinelli tratta la tecnica chitarristica del legato.

Nello specifico vengono analizzate le criticità e legate a questa tecnica e vengono mostrati alcuni esercizi e consigli per migliorare il legato.

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C’è un aspetto fondamentale della chitarra che può trasformare radicalmente il vostro suono, rendendolo più fluido, rotondo e meno “martellante”: il legato. Preparate le vostre chitarre, perché oggi esploreremo in profondità questa tecnica essenziale.

Il Legato

Il legato, in termini semplici, è una tecnica che permette di “legare” le note, ovvero di eseguirne due o più senza plettrarle tutte. In questo modo si ottiene un suono più fluido e con un attacco minore rispetto alla plettrata.

Esistono due tipologie principali di legato:

  • Hammer-on (H): Deriva dall’inglese “hammer” (martello), perché l’azione ricorda quella di “martellare” la corda. Si utilizza per passare da una nota più grave a una più acuta. Ad esempio, plettrando una nota (es. secondo tasto del SOL) e poi “martellando” con un altro dito (es. anulare al quarto tasto della stessa corda) per far suonare la nota successiva senza una nuova plettrata.
  • Pull-off (P): Questa tecnica è l’opposto dell’hammer-on, permettendo di passare da una nota più acuta a una più grave. Il movimento richiede di “strappare” la corda verso il basso, quasi come un arco, per farla vibrare al momento in cui si rilascia la corda.

Queste due tecniche possono essere usate in combinazione, anche su più di due note, per creare frasi continue e scorrevoli.

L’Anatomia della Mano

Un aspetto cruciale nel legato, specialmente per i destrimani, è l’azione della mano sinistra, che compie la maggior parte del lavoro. A livello anatomico, l’anulare e il mignolo sono spesso le dita più deboli, poiché condividono parte della muscolatura e dei tendini, a differenza di indice e medio che hanno sezioni muscolari più dedicate. Di conseguenza, lo sforzo richiesto a queste dita può essere più impegnativo.

Per ovviare a ciò, un esercizio di riscaldamento mirato può essere utile: mantenere un dito (ad esempio l’indice) premuto e alternare le altre dita (medio, anulare, mignolo) per eseguire legato. Questo aiuta ad acquisire maggiore dimestichezza con le singole dita e a rafforzare i movimenti. Si possono sperimentare diverse diteggiature, come mantenere l’indice e poi fare legato con medio, anulare e mignolo in sequenza, o viceversa, partendo dal mignolo.

La Dinamica

Una delle principali sfide del legato è il controllo della dinamica, ovvero la gestione del volume delle note.

Rispetto alla plettrata, dove il volume tende a essere più uniforme, il legato può portare a sbalzi di volume e a una dinamica meno omogenea.

Per questo motivo, è altamente consigliabile studiare il legato utilizzando sia un suono pulito che un suono distorto. Il suono distorto, per sua natura, tende a comprimere il volume, rendendo meno evidenti le fluttuazioni dinamiche.

Un chitarrista che pratica il legato solo con il distorto potrebbe non rendersi conto di un gesto inadeguato o di problemi di dinamica. Al contrario, il suono pulito, meno compresso, evidenzia immediatamente le problematiche dinamiche, permettendo al chitarrista di agire di conseguenza e migliorare il proprio tocco. D’altra parte, praticare solo con il pulito potrebbe portare a esercitare troppa forza, il che può essere eccessivo e stancante con il distorto. L’uso di entrambi i suoni offre una visione completa e un allenamento più efficace.

Per quanto riguarda la dinamica specifica:

  • Negli hammer-on, l’obiettivo è essere decisi, non timidi. Non è necessaria una forza eccessiva, che potrebbe compromettere la precisione. La chiave è la determinazione nell’azione, evitando esitazioni che ridurrebbero il volume.
  • Nei pull-off, è fondamentale “strappare” la corda. Questo movimento, simile a quello di un archo che tende a rilasciare la tensione, garantisce che la nota suoni con un volume adeguato. Se il dito si stacca verticalmente senza lo “strappo”, il volume sarà notevolmente più basso. Inizialmente, lo strappo potrebbe essere esagerato, ma con la pratica si affina per utilizzare solo la forza minima necessaria.

Il Timing

Un’altra criticità del legato è il timing. È comune, soprattutto per chi sta imparando, che il legato possa alterare involontariamente la durata delle note, facendole suonare o “shuffle” anziché uniformi.

Questo può accadere, ad esempio, se il movimento di “strappo” del pull-off è troppo ampio, dilatando i tempi.

Per ovviare a questo problema, è cruciale esercitarsi con un metronomo. Bisogna cercare di mantenere la stessa durata per ogni nota, assicurandosi che il legato non comprometta la precisione ritmica. Un esempio pratico è l’utilizzo di pattern a tre note o terzine.

L’importante è sentire che tutte le note abbiano la stessa identica durata, che siano ottavi o terzine, evitando l’effetto “shuffle”.

Il Muting

Evitare risonanze indesiderate è un aspetto fondamentale per la pulizia del suono nel legato. Oltre al palm muting, è possibile adottare altre strategie, come il muting delle corde adiacenti: con la mano destra, si può toccare col dito medio la corda superiore e con il plettro la corda inferiore, bloccando così le corde adiacenti a quella che si sta suonando e impedendo loro di risuonare. Questo è particolarmente utile su chitarre molto risonanti.

In generale, quando utilizziamo la tecnica del legato, l’obiettivo è quello di utilizzare il minimo della forza necessaria. Grandi chitarristi del legato, come Richie Kotzen, sono estremamente leggeri nel loro tocco per poter eseguire frasi complesse a velocità elevate senza affaticarsi eccessivamente. Imparare a controllare il proprio corpo e a scaricare la tensione è un processo continuo ma gratificante.

Legato e Palm Muting

Un’applicazione interessante e avanzata del legato, specialmente sulle corde più gravi, è la sua combinazione con il palm muting per creare un effetto percussivo.

Chitarristi come Nuno Bettencourt degli Extreme utilizzano questa combinazione per generare un suono che quasi imita una plettrata, aggiungendo groove e incisività al fraseggio.

Il palm muting, in questo contesto, ha un duplice ruolo:

  • Pulizia: Riduce le risonanze indesiderate, rendendo il suono più definito.
  • Timbro percussivo: Conferisce alle note legate un attacco quasi “plettrato”, molto utile in ritmiche o assoli che richiedono un certo impatto.

Un esempio è l’applicazione di questa tecnica a una scala di SOL maggiore eseguita su una corda alla volta. Anche a velocità più basse, l’effetto percussivo è percepibile e contribuisce a un suono più controllato e dinamico.

Conclusioni

Il legato è una tecnica che richiede attenzione a diversi aspetti: la forza delle dita, la dinamica, il timing e la pulizia del suono.

Praticando con consapevolezza gli esercizi proposti, prestando attenzione alla posizione della mano e sperimentando con diversi timbri (pulito e distorto), potrete sbloccare un nuovo livello di fluidità e controllo sulla vostra chitarra. Ricordate: la pazienza e la costanza sono i vostri migliori alleati in questo percorso di miglioramento. Buon divertimento e buona musica!

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