Ti è mai capitato di aprire Instagram, YouTube o TikTok e ritrovarti davanti a un chitarrista che suona in modo incredibile?
Magari sta eseguendo un assolo velocissimo, un fraseggio super pulito o un passaggio tecnico che sembra impossibile. Lo guardi, rimani colpito… e subito arriva quel pensiero: “Io non suonerò mai così”.
Se ti è successo, sappi che è molto più frequente di quanto pensi.
A me è capitato più volte: aprire Instagram, vedere un chitarrista suonare un passaggio tecnicamente assurdo e sentirmi per un attimo indietro, anche se magari stavo semplicemente guardando il risultato finale di ore o addirittura mesi di lavoro.
Il confronto con chitarristi più bravi può diventare una grande spinta motivazionale, ma anche fonte di frustrazione. Dipende da come lo vivi, da cosa osservi e soprattutto da quanto riesci a rimanere oggettivo rispetto al tuo percorso e livello attuale.
👋 Sono Enrico Magno, insegnante certificato Chitarra Facile, diplomato alla Lizard di Torino e presso Rockschool. Nel caso volessi seguire delle lezioni di chitarra private con me, o gli altri maestri certificati della scuola: clicca qui.
Il Confronto Non È il Problema
Confrontarsi con chi è più bravo non è un errore. Anzi, può diventare una delle cose più utili per crescere.
Guardare un chitarrista più avanti di noi può farci scoprire nuove tecniche, nuovi suoni, nuovi modi di fraseggiare e nuovi obiettivi e brani da raggiungere. Il problema nasce quando smettiamo di usare quel confronto come fonte di ispirazione e iniziamo a viverlo come un giudizio sul nostro valore.
A quel punto non stiamo più pensando: “Cosa posso imparare da questa persona?”, ma iniziamo a pensare: “Perché io non sono ancora a quel livello?”.
E lì che il confronto diventa pesante. Lo vedo spesso anche con i miei studenti: magari stanno migliorando, magari hanno fatto passi avanti enormi rispetto a pochi mesi prima, ma appena vedono qualcuno molto più avanti iniziano a sminuire tutto quello che hanno costruito.
Ed è un peccato, perché il problema non è guardare chi è più bravo. Il problema è dimenticarsi del proprio punto di partenza.
I Social Mostrano il Risultato, Non il Percorso
Oggi il confronto è continuo. Basta aprire un qualunque social network per essere sommersi da video di chitarristi tecnici, veloci, precisi e con esecuzioni praticamente perfette.
Ma il punto è che noi vediamo solo il risultato finale.
Non vediamo:
- le ore passate a studiare quel passaggio;
- i tentativi venuti male;
- le registrazioni scartate;
- gli errori;
- la fatica;
- il tempo investito negli anni.
Vediamo trenta secondi perfetti e li confrontiamo con la nostra pratica quotidiana, fatta di prove, errori, passaggi sporchi, giorni buoni e giorni meno buoni, ed è un confronto totalmente sbilanciato.
È un po’ come entrare in una palestra piena di persone super allenate e sentirsi fuori posto perché il proprio fisico non è ancora così. Ma quelle persone non sono diventate così entrando in palestra una volta ogni tanto. Dietro c’è un percorso e della fatica. Con la chitarra funziona praticamente nello stesso modo.
Non Tutti Stanno Giocando la Stessa Partita
Bisogna cercare di essere onesti. Non tutti hanno gli stessi obiettivi, lo stesso tempo a disposizione e la stessa vita.
C’è chi studia chitarra per lavoro, chi può dedicare allo strumento diverse ore al giorno, chi crea contenuti tutti i giorni e chi suona da vent’anni.
E poi c’è chi lavora, studia, ha una famiglia, altri impegni e riesce a ritagliarsi un’ora al giorno, o anche meno.
E va benissimo così.
Con un’ora al giorno si possono comunque raggiungere risultati importanti, soddisfacenti e concreti. Ma è chiaro che non si può pretendere lo stesso tipo di crescita di una persona che studia due, tre o quattro ore al giorno da anni.
Questo non significa valere meno. Significa semplicemente essere onesti con il proprio percorso.
Il confronto diventa dannoso quando paragoniamo i nostri risultati a quelli di qualcuno che sta dedicando allo strumento una quantità di tempo e di energia completamente diversa dalla nostra.
Il Rischio degli Standard Irrealistici
Quando ti confronti continuamente con chitarristi molto più avanti, rischi di creare dentro di te uno standard irrealistico.
Inizi a pensare che “suonare bene” significhi solo:
- essere velocissimo;
- essere perfetto;
- non sbagliare mai;
- avere una tecnica impressionante;
- pubblicare video incredibili sui social.
Ma la realtà è molto più ampia: suonare bene significa anche avere controllo, gusto, timing, espressività, capacità di ascolto e musicalità. Significa provare a comunicare qualcosa.
Se il tuo unico riferimento diventa il video più tecnico che vedi online, rischi di dimenticare tutto il resto. E soprattutto rischi di non vedere i tuoi progressi reali, perché sei sempre concentrato su quello che ti manca.
Il Confronto Sano: Guarda Avanti, Ma Ricordati da Dove Parti
Il confronto funziona quando, invece di farti chiudere la chitarra nella custodia, ti fa venire voglia di prenderla in mano.
Questa è la vera differenza.
Un chitarrista più bravo non dovrebbe diventare la prova del fatto che tu non sei capace, dovrebbe diventare una direzione.
La domanda non è: “Perché io non sono come lui?”
La domanda migliore è: “Cosa posso imparare da lui, considerando il mio punto di partenza?”
Questa cosa, detta così, sembra semplice, ma nella pratica cambia tutto. Perché il vero confronto non dovrebbe essere solo con chi è più avanti, ma anche con la versione di te stesso di qualche mese fa: stai suonando meglio rispetto a prima? Hai più controllo? Hai più consapevolezza? Hai superato difficoltà che prima ti sembravano impossibili?
Queste domande sono molto più utili di un confronto continuo con persone che magari hanno anni di studio, esperienza e pratica quotidiana più di te.
Come Trasformare il Confronto in Motivazione
Il confronto non va assolutamente eliminato. Va usato meglio.
La prossima volta che un video ti fa sentire indietro, fermati un attimo prima di chiudere l’App o buttarti giù.
Chiediti: “cosa mi colpisce davvero del suo modo di suonare?”. È la pulizia? Il vibrato? Il timing? Il suono? La scelta delle note? La sicurezza?
In questo modo il confronto diventa più concreto.
Non stai più guardando una persona “irraggiungibile”, ma stai osservando elementi specifici da cui puoi imparare.
Magari non puoi diventare identico a quel chitarrista, e forse non è nemmeno quello che vuoi davvero, però puoi prendere qualcosa (un’idea, un suono, un approccio, una tecnica, un modo diverso di fraseggiare) e trasformarla in un piccolo obiettivo reale a breve o lungo termine.
Poi fai un altro passaggio fondamentale: collega quel confronto al tempo che puoi dedicare davvero. Se puoi studiare tre ore al giorno, avrai un certo tipo di percorso. Se puoi studiare trenta minuti al giorno, ne avrai un altro.
Non è una gara. È una questione di coerenza tra obiettivi, tempo e metodo.
Il problema non è avere poco tempo. Il problema è pretendere risultati scollegati dal tempo che possiamo realisticamente dedicare.
Ci Sarà Sempre Qualcuno Più Bravo
Questa è una cosa importante da accettare. Non importa quanto diventi bravo: ci sarà sempre qualcuno più veloce, più tecnico, più preparato, più creativo o più esperto. Soprattutto online.
Ma questo non deve distruggerti. Deve liberarti. Perché se capisci che il confronto non finirà mai, smetti di aspettare il giorno in cui sarai “abbastanza bravo” per sentirti soddisfatto.
Il punto non è diventare il chitarrista più bravo di tutti. Il punto è diventare il chitarrista che vuoi essere, con il tempo, l’impegno e il percorso che puoi costruire in modo realistico.
Conclusione
Confrontarsi con chitarristi più bravi è normale. A volte può far male, perché ci mette davanti ai nostri limiti.
Ma quei limiti non devono diventare un motivo per fermarsi. Possono diventare una direzione.
Il problema non è guardare chi è più bravo di noi. Il problema è dimenticare da dove siamo partiti, quanto tempo possiamo dedicare e quale chitarrista vogliamo davvero diventare.
Continua a guardare chi ti ispira e a lasciarti colpire da chi suona meglio di te, ma non trasformare quel confronto in una sentenza sul tuo valore. Usalo come benzina.
🎸 Perché il tuo percorso non deve essere identico a quello di qualcun altro. Deve essere il tuo. E deve portarti, passo dopo passo, più vicino al chitarrista che vuoi diventare.
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Ci vediamo presto con il prossimo articolo!



