L’introduzione di “Different World” degli Iron Maiden non è solo un riff che apre in modo energico e potente un brano metal. Ha aperto un disco intero, e per un anno di tour ha aperto ogni singolo concerto. Parte lanciata, con due note sole impilate che pulsano come un motore, e subito dopo arriva la risposta: una scala di Mi minore che sale e ri-scende addosso al riff. Domanda e risposta, bicordi e note singole, tutto dentro quattro battute.
In questo tutorial Luca Marinelli ti mostra come suonare solo il riff di introduzione, quello che senti nei primi secondi del brano: i tre bicordi con il loro allungamento di mignolo, il mini-barré che li chiude, le due frasi di risposta a note singole e soprattutto il lavoro della mano destra, che è il punto in cui questo riff si decide. Prendi la chitarra, accendi l’amplificatore e partiamo.
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Panoramica della canzone
“Different World” è il brano che apre A Matter of Life and Death, il quattordicesimo album in studio degli Iron Maiden, uscito nell’agosto del 2006. La firma è di Adrian Smith insieme a Steve Harris, ed è sempre Smith a prendersi l’assolo del pezzo. Il disco diventò poi il primo della carriera della band a entrare nella top 10 della classifica americana, e sul tour che ne seguì gli Iron Maiden fecero una cosa che quasi nessuno fa: suonarono l’album per intero, ogni sera, con “Different World” sempre come primo pezzo della scaletta.
C’è un dettaglio di quelle sessioni che spiega bene perché questo riff suona così diretto. L’album fu registrato ai Sarm West di Londra tra il 1° marzo e il 4 maggio 2006 con il produttore Kevin Shirley, e alla fine del lavoro Steve Harris decise di non masterizzarlo affatto. Shirley lo raccontò così ai fan: avrebbero sentito il disco esattamente come suonava in studio, senza equalizzazione aggiunta, senza compressione, senza trucchi. Harris aggiunse che buona parte di quello che si sente sono prime take. Tradotto per noi che dobbiamo suonarlo: non c’è niente di levigato da imitare, c’è una band che suona in una stanza. Se il tuo riff respira e ha dinamica, sei sulla strada giusta.
Una curiosità in più: la band ha dichiarato che il brano è un omaggio ai Thin Lizzy, per via delle melodie vocali basse di Bruce Dickinson, che ricordano il modo di cantare di Phil Lynott. È una delle cose che rendono “Different World” un pezzo così poco “complicato” per gli standard Maiden: quattro minuti e un quarto, dritti al punto.
Caratteristiche principali del brano:
- Album: A Matter of Life and Death (2006)
- Autori: Adrian Smith e Steve Harris
- Chitarristi: Dave Murray, Adrian Smith e Janick Gers
- Tonalità: Mi minore
- Tempo: 120 bpm
- Stile: Heavy metal
- Difficoltà: Intermedio
Cosa ti serve per suonarlo
- Una chitarra elettrica in accordatura standard (E-A-D-G-B-E)
- Una distorsione media: serve mordente, ma le note singole devono restare distinte
- Il plettro: qui si lavora quasi tutto di polso
- Il metronomo, perché il riff vive a un tempo molto sostenuto
- Un po’ di pazienza per il mignolo: è lui che fa il lavoro sporco
Com’è fatto il riff
Il riff dura quattro battute ed è costruito su un principio semplicissimo: domanda e risposta. Nelle battute dispari suoni dei bicordi, cioè due note alla volta sulle corde di La e Re, che fanno da parte ritmica. Nelle battute pari arriva la risposta a note singole, che è un pezzo di scala di Mi minore. Il bello è che l’indice resta inchiodato al 7° tasto della corda di La praticamente per tutta la parte dei bicordi: quel Mi è il perno, e tutto il resto gli gira intorno.
I bicordi sono tre e cambiano solo nella nota alta, quella che fa la mano. Il primo è un classico Mi5 (indice al 7° della corda di La, mignolo al 9° della corda di Re). Il secondo tiene fermo il Mi e allunga il mignolo al 10° tasto: ti ritrovi un Mi con un Do sopra. Il terzo molla l’estensione e diventa un mini-barré, con l’indice disteso che preme insieme il 7° tasto di La e il 7° di Re. Tre forme, un unico dito di riferimento.
La prima frase
La prima battuta attacca con tre colpi secchi di Mi5 in ottavi, poi arriva l’allungamento del mignolo al 10° e il discorso si allarga: quel bicordo dura il doppio, un quarto, e lo stesso vale per il mini-barré che lo segue. L’ultimo Mi5 della battuta resta legato e scavalca la stanghetta, entrando dentro la battuta successiva. La risposta che segue è una salita e discesa di scala: Mi, Fa#, Sol, La e poi di nuovo giù, Sol, Fa#, Mi. Sta tutta tra corda di La e corda di Re, in settima posizione, senza spostamenti.

Attenzione alle legature, perché è lì che il riff respira. Quei bicordi lunghi non si ripizzicano: si suonano una volta sola e si lasciano suonare per tutto il loro valore, mentre il plettro resta fermo a mezz’aria. Se li ribatti, il giro diventa un trenino uniforme e perde il passo marziale che ha sul disco. Conta gli ottavi mentre tieni premuto: è il modo più semplice per non entrare in anticipo sulla nota dopo.
La seconda frase
Le battute 3 e 4 ripartono identiche sui bicordi, ma la risposta cambia e sale di un gradino: parte dal Re al 7° tasto della corda di Sol e scende tutta la scala di Mi minore, Do, Si, La, Sol, Fa#, Mi, attraversando tre corde. È la frase che chiude il cerchio e riporta il riff al punto di partenza, ed è anche quella in cui si inciampa più facilmente, perché la mano sinistra deve cambiare corda mentre la destra tiene la pennata alternata.

Diteggiatura consigliata per le risposte: indice sul 7° tasto, anulare sul 9°, mignolo sul 10°. È la posizione naturale in settima e ti evita qualsiasi spostamento inutile. Se all’inizio il mignolo non tiene, rallenta: a 100 bpm la frase è già tutta lì, la velocità arriva dopo.
La mano destra: il vero scoglio
Qui c’è il consiglio che vale da solo tutta la lezione. I bicordi si suonano tutti in giù, con plettrate decise verso il basso: è quello che dà peso e compattezza alla parte ritmica. Le note singole invece vanno in pennata alternata, giù-su-giù-su. Il punto delicato è l’attacco della risposta: comincia in levare, cioè sul mezzo tempo, quindi la prima nota va suonata con una plettrata verso l’alto. Se parti in giù ti ritrovi la mano rovesciata rispetto al tempo e tutta la frase diventa in salita.
- Studia le due frasi separate. Bicordi da una parte, risposta dall’altra, e uniscile solo quando tutte e due stanno in piedi da sole.
- Conta gli ottavi ad alta voce. Con le legature in mezzo è l’unico modo per non perdere il filo nella battuta dei bicordi.
- Tieni l’indice appoggiato. Anche quando allunghi il mignolo al 10°, l’indice non si muove dal 7°: è il tuo punto fisso.
- Parti lento sul serio. Porta il riff a casa a 80-90 bpm e solo dopo sali di dieci in dieci fino a 120.
Sound e impostazioni dell’amplificatore
Il suono degli Iron Maiden su questo disco è asciutto e con poca roba intorno, proprio perché l’album non è stato “ritoccato” in fase finale. Queste sono le impostazioni da cui partire, poi adatta alla tua strumentazione:
- Gain: medio. Abbastanza per spingere, non tanto da impastare i bicordi
- Bassi: medi, controllati: le corde di La e Re sono già piene di loro
- Medi: alti. I medi scavati qui ammazzano il riff
- Alti: medio-alti, per far uscire l’attacco del plettro
- Riverbero: poco, giusto un velo
- Pickup: al ponte
Conclusione
Il riff di “Different World” è un ottimo pezzo da mettere sotto le dita proprio perché ti fa lavorare su due cose diverse nello stesso giro: la precisione ritmica dei bicordi con le pause in mezzo e la scioltezza della pennata alternata sulle note singole. In più ti allena il mignolo sull’allungamento al 10° tasto e ti costringe a ragionare sul levare, che è una di quelle cose che una volta capite ti sistemano il ritmo in decine di altri brani.
Se lo porti a velocità, o se sei ancora alle prese con la plettrata in su della risposta, fammelo sapere nei commenti del video e dimmi quale canzone vorresti come prossima lezione. Buon metal a tutti! 🤘




