In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 8 alle 18:30, Luca Marinelli mostra 2 esercizi utili per entrambe le mani.
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Benvenuti Strimpellari in questo approfondimento dedicato a concetti cruciali per lo sviluppo di ogni chitarrista, in particolare per coloro che sono all’inizio del loro percorso o che desiderano affinare la propria tecnica.
Questi esercizi sono stati “rubati” (in senso amichevole) dal vasto repertorio pratico presentato in occasione del Chit-Day 2025, un evento dal vivo di Chitarra Facile tenutosi a Bologna, dove diversi insegnanti hanno condiviso interventi molto pratici ricchi di spunti e programmi di studio.
L’obiettivo primario di questo lavoro è duplice: lavorare sia sulla mano sinistra (agilità, indipendenza e velocità delle dita) sia sulla mano destra (timing e velocità di plettrata).
Esercizio 1
Il primo esercizio si concentra su due aspetti chiave: timing e velocità, tramite i “cambi di marcia”.
I cambi di marcia consistono nel cambiare la figura ritmica in esecuzione senza fermarsi, quindi “in corsa”. Nelle canzoni, è raro suonare solo note da un quarto, o solo ottavi o sedicesimi; c’è sempre un mix di figure ritmiche. Molti studenti, soprattutto i principianti, riescono a eseguire singolarmente queste figure (quarti, ottavi, terzine, sedicesimi), ma faticano a gestire il passaggio immediato da una figura all’altra. L’obiettivo è fare tutto in movimento, senza pause.
L’esercizio presentato è una versione avanzata, poiché i cambi di marcia non sono tutti progressivi. La sequenza ritmica è la seguente:
- Quarti: Una nota per ogni battito di metronomo.
- Sedicesimi: Quattro note per ogni battito di metronomo.
- Terzine: Tre note per ogni battito di metronomo.
- Ottavi: Due note per ogni battito di metronomo.

Prima ancora di impugnare la chitarra, è fondamentale che l’esercizio sia chiaro mentalmente. Se non si riesce a cambiare marcia a livello mentale (solfeggiando o scandendo il ritmo a voce), sarà quasi impossibile farlo con la chitarra tra le mani.
Il primo passo è quindi assicurarsi di conoscere e saper eseguire singolarmente le figure ritmiche, e successivamente concentrarsi sul passaggio dall’una all’altra, senza interruzioni.
Questo esercizio, pur essendo mirato al timing, può essere utilizzato per aumentare gradualmente il limite di velocità. Essendo composto da una sola battuta per ogni figura ritmica, si può impostare il metronomo a una velocità prossima al proprio limite sui sedicesimi e provare, giorno dopo giorno, ad alzare l’asticella.
Per facilitare l’esecuzione e fornire un riferimento melodico, anche se le note sono cromatiche, si consiglia di variare l’utilizzo delle dita in base alla figura ritmica, facendo in modo che il numero di note nel loop rispecchi il numero di note nella figura ritmica:
- Quarti: Utilizzare un solo dito, ad esempio l’indice al quinto tasto.
- Sedicesimi: Utilizzare quattro dita (indice, medio, anulare, mignolo), coprendo dal quinto all’ottavo tasto.
- Terzine: Utilizzare tre dita (indice, medio, anulare), dal quinto al settimo tasto.
- Ottavi: Utilizzare due dita (indice e medio), al quinto e sesto tasto.
Per quanto concerne il metronomo, è cruciale fare attenzione a non impostare una velocità né troppo alta, né troppo bassa.
Una velocità troppo alta rischierebbe di rendere difficoltosa l’esecuzione, in particolare sui sedicesimi, se l’esperienza non è sufficiente.
Una velocità troppo bassa rischierebbe di compromettere il timing. Questo accade perché i battiti del metronomo si allontanano, e i punti di riferimento diventano più radi. È un concetto controintuitivo: suonare molto lentamente richiede una precisione estrema.
Suonare molto lentamente (ad esempio, 30-40 BPM) è un esercizio eccellente per il timing, ma è una capacità che bisogna imparare ad acquisire, specialmente se non si è abituati a questo tipo di esercizio.
Esercizio 2
Il secondo esercizio si concentra sull’agilità e sull’indipendenza delle dita della mano sinistra. Questo esercizio è tratto da un brano della band di Federico.
Questo esercizio richiede l’utilizzo di tutte e quattro le dita, imponendo il rispetto preciso della diteggiatura. L’elemento che lo rende particolarmente sfidante, e che offre un “bonus timing”, è la presenza di una battuta in 5/4.
I tempi dispari sono spesso considerati complessi, ma possono suonare in modo naturale se eseguiti correttamente. Sebbene la prima battuta sia in 4/4, la seconda battuta in 5/4 richiede una concentrazione notevole sul timing per percepire e scandire correttamente i cinque quarti.
Per entrambe le battute, la mano sinistra deve mantenere la posizione fissa, quasi come in un esercizio di stretching, con le dita posizionate cromaticamente sui tasti:
- Indice: 5° tasto
- Medio: 6° tasto
- Anulare: 7° tasto
- Mignolo: 8° tasto.

Un elemento chiave, specialmente se si punta ad aumentare la velocità, è quello di tenere le dita il più possibile vicino alla tastiera. Meno le dita si allontanano, più si è rapidi nell’esecuzione.
Conclusioni
Questi due esercizi, pur non essendo banali – specialmente il secondo con l’incognita del 5/4 – offrono strumenti potenti per sviluppare la coordinazione tra le mani e la precisione ritmica.
Ecco alcuni consigli generali per massimizzare il proprio studio:
- Lavorare Lentamente: Come regola generale, è meglio suonare lento, ma bene e giusto.
- Separare le Mani: Se si incontrano difficoltà di coordinazione, è utile fare pratica con una mano alla volta, una tecnica usata anche da altri musicisti, come i pianisti. Questo aiuta a migliorare la memoria muscolare di ciascuna mano prima di metterle insieme in automatico.
- Aumentare la Velocità Gradualmente: Se l’obiettivo è aumentare la velocità, si può stabilire di incrementare di un solo BPM al giorno. Quando si raggiunge la fase di comfort, sarà necessario adottare accorgimenti tecnici, come la riduzione dell’ampiezza del movimento e il mantenimento del rilassamento, per progredire ulteriormente.
