
In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 6 alle 18:30, Luca Marinelli mostra degli 3 esercizi pensati per migliorare l’agilità delle dita della mano sinistra.
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Benvenuti Strimpellari in questo articolo dedicato a uno degli scogli più comuni, ma anche più stimolanti, per ogni chitarrista: lo sviluppo dell’agilità della mano sinistra. Che tu sia un principiante alle prime armi o un chitarrista intermedio, prima o poi ti scontrerai con la necessità di rendere le tue dita più indipendenti, capaci di allargarsi sulla tastiera senza sforzo e perfettamente coordinate con la mano destra.
Esercizio 1 – L’Allargo

Il primo esercizio di questa routine si concentra su due aspetti fondamentali: l’allargo delle dita (stretching) e la perfetta sincronia tra la mano destra (o mano che plettra) e la mano sinistra.
L’esercizio è strutturato in terzine (tre note per ogni battito di metronomo) ed è ottimo per iniziare ad abituare la mano a coprire distanze considerevoli.
Il pattern di base si sviluppa interamente su una singola corda, dove eseguiremo nell’ordine la corda a vuoto, poi posiziona l’indice al settimo tasto e infine il mignolo al dodicesimo tasto. Stiamo parlando di un allargo di ben cinque tasti. Nella seconda battuta riduciamo leggermente l’allargo: avremo la corda a vuoto, posiziona l’indice all’ottavo tasto e chiudi sempre col mignolo al dodicesimo tasto.
L’utilizzo della corda a vuoto in mezzo a note diteggiate crea una sfida notevole per la coordinazione. Se le due mani non lavorano in simultanea assoluta, si genera un difetto tecnico chiamato “flam”: un “rumore” sporco che si verifica quando l’azione del plettro e la pressione del dito sul tasto non avvengono nello stesso esatto momento. La corda a vuoto acuisce enormemente questa problematica, rendendo l’esercizio uno specchio spietato della tua precisione.
Come si fa ad arrivare dal settimo al dodicesimo tasto senza dolori lancinanti? La risposta risiede nel pollice e nel polso. Moltissimi chitarristi tengono il pollice ancorato sul bordo superiore del manico. Questa posizione è eccellente per eseguire tecniche come il bending e per scaricare la forza. Tuttavia, più il pollice è alto, più la mano tende a chiudersi, irrigidendo la muscolatura e rendendo fisicamente impossibile l’allargo.
Per questo esercizio, adotta un’impostazione di tipo classico: abbassa il pollice dietro il centro del manico e mantieni la muscolatura morbida. Inoltre, non sottovalutare la rotazione del polso; ruotando il polso leggermente verso l’interno del tuo corpo, darai una spinta naturale al mignolo, permettendogli di raggiungere comodamente il dodicesimo tasto senza sforzi eccessivi.
Esercizio 2 – L’Indipendenza

Il secondo esercizio mira all’indipendenza delle dita, con un focus mirato sull’interazione tra mignolo e anulare. A differenza dell’esercizio precedente, questo si sviluppa ritmicamente in ottavi (due note per battito).
La sequenza delle note è la seguente:
- Posiziona il mignolo al quinto tasto della corda di LA
- Posiziona l’anulare al quarto tasto della corda di RE
- Suona nuovamente il quinto tasto della corda di RE legandolo con il mignolo
- Posiziona l’indice al secondo tasto della corda di SOL
- Posiziona il medio al terzo tasto della corda di SI
- A questo punto, ripercorri il pattern al contrario, tornando indietro
Per massimizzare l’efficacia e pulire il suono, puoi sperimentare con il muting (stoppando leggermente le corde con il palmo della mano destra) per mantenere un controllo maggiore sui suoni indesiderati, prestando attenzione a non far risuonare corde a vuoto per sbaglio. Procedi molto lentamente: l’obiettivo non è la velocità, ma la nitidezza di ogni singola nota.
Esercizio 3 – Diteggiature Inusuali

Il terzo e ultimo esercizio è un vero e proprio “boss finale” di questa sessione. Riprende il ritmo in terzine del primo esercizio, ma unisce le difficoltà dell’allargo a diteggiature profondamente inusuali e scomode, costringendo il cervello a elaborare sequenze motorie nuove.
Questo esercizio si svolge in una zona del manico dove i tasti sono più larghi, dal terzo al settimo tasto, introducendo così una sfida di allargo naturale. Sulla tastiera si va a delineare un’armonia che ricorda l’arpeggio di REMaj7 (le note toccate includono FA#, RE, DO# e LA).
Per eseguirlo utilizzeremo gruppi di tre note (1-2-3, 2-3-4…).
Primo blocco: Inizia posizionando il medio al quinto tasto del MI cantino, seguito dal mignolo al settimo tasto della corda di SI, e l’indice al terzo tasto della corda di SI. (Già questa combinazione medio-mignolo-indice risulta estranea alla memoria muscolare standard).
Secondo blocco: Escludi la prima nota suonata. Ripartirai suonando il settimo tasto di SI (mignolo) e il terzo tasto di SI (indice), per poi aggiungere una nuova nota: l’anulare al sesto tasto della corda di SOL.
Terzo blocco: Ancora una volta, taglia la prima nota del blocco precedente. Suonerai il terzo tasto di SI (indice), il sesto tasto di SOL (anulare) e aggiungerai il mignolo al settimo tasto della corda di RE.
Quarto blocco: L’esercizio si conclude suonando il mignolo sul settimo tasto della corda di SOL. Nota bene la difficoltà di quest’ultimo passaggio: ti ritroverai a suonare due note di fila con il mignolo su due corde diverse (settimo tasto di RE, poi settimo tasto di LA).
L’impegno richiesto per “masterare” (padroneggiare) questo movimento è elevato. La difficoltà maggiore sta nel mantenere la mano rilassata e nel non trascinarsi dietro le corde, provocando ronzii e sporcizia sonora. Partire a una velocità quasi esasperatamente lenta è l’unico modo per istruire le tue dita a memorizzare una diteggiatura così particolare e complessa.
Conclusioni
Migliorare l’agilità e l’indipendenza delle dita non è un percorso che si esaurisce in una settimana, ma richiede pazienza, costanza e soprattutto metodo. Inserendo questi tre esercizi all’interno della tua routine di studio, noterai miglioramenti radicali nella tua fluidità e pulizia sullo strumento.
Ricorda sempre di suonare a velocità controllate per evitare di memorizzare movimenti imprecisi e di curare minuziosamente la postura della mano sinistra e del pollice.


