Come Puoi Migliorare il Tuo Playing alla Chitarra Con le Dominanti Secondarie

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Una delle più potenti strade che ci portano a diventare chitarristi migliori è la creazione di un proprio repertorio di canzoni. Più ne conosciamo, meglio è!

In questo modo impariamo a suonare in diversi stili, con diverse tecniche, e questo ci aiuta anche a capire cosa ci piace e cosa non ci piace nella musica.

Che si tratti di una progressione di accordi, di una soluzione melodica o della sonorità di un accordo, è sempre utile affrontare a livello pratico l’effetto che proviamo quando la suoniamo e la ascoltiamo. Con l’esperienza riusciremo a notare come certi pattern si ripetano (pensiamo a quante volte dopo l’accordo di SOL maggiore troviamo un RE maggiore) e come altre sonorità più strane risultano innaturali anche da suonare.

Esaminando un brano, prima o poi, a tutti capita di trovare il celeberrimo accordo di dominante, un nome altisonante e sofisticato che noi tutti chiamiamo più semplicemente “accordo di settima”, scrivendolo ad esempio come DO7, SOL7 o come il temibile SI7, il terrore di ogni chitarrista esordiente!

Questa particolare tipologia di accordi, per alcuni sgradevole e leggermente dissonante ad un primo approccio, tornerà spesso nelle nostre pratiche strumentali. Ce lo ritroveremo in tantissimi brani e ne sentiremo parlare in diverse occasioni. Perché? Che cos’ha di così speciale?

In realtà ha moltissime applicazioni, sia melodiche che armoniche, da renderlo particolarmente interessante, ma oggi ci concentreremo in una regola specifica che lo vede come protagonista: la dominante secondaria.

Sono Matteo Brigo, maestro certificato di Chitarra Facile, laureato in Discipline Musicali, con oltre 20 anni di esperienza ed autore di diversi album solisti. Se vuoi seguire delle lezioni private con me o con altri maestri certificati della scuola, clicca qui.

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La Dominante Secondaria: Un po’ di Teoria

Un piccolo e veloce accenno di teoria.

Ogni tonalità è composta da 7 gradi:

  • I maggiore;
  • II minore;
  • III minore;
  • IV maggiore;
  • V maggiore;
  • VI minore;
  • VII diminuito.

Stando alle regole dell’armonia il nostro accordo di dominante si trova di base sul V grado. Solo lui! In una tonalità ce ne dovrebbe essere solamente uno. Ma come sappiamo spesso le cose più divertenti le otteniamo trasgredendo e aggirando le regole (in musica ovviamente, nella vita è un’altra cosa).

Cosa si intende quindi per “dominante secondaria”? 

Si tratta di trasformare un altro grado della tonalità in un accordo di dominante.

E a cosa serve questo espediente? 

Come detto, l’accordo di dominante all’ascolto risulta leggermente dissonante. Questo perché ha la funzione di creare una tensione, l’ottenere un suono spigoloso, sgradevole che poi dovrà essere in qualche modo risolto. Gran parte del bello della musica sta proprio nel creare un picco di tensione per poi risolverlo, solitamente sulla tonica.

Ecco che la dominante secondaria sposta l’apice della tensione, quella che siamo abituati ad ascoltare sul V grado, in un altro grado della tonalità. Muovendosi quindi in un territorio diverso crea quasi una sensazione di nuova tonalità. 

Un ultimo accorgimento: solitamente una dominante, secondaria o meno, risolve la propria tensione sul proprio quarto grado. Ad esempio un DO7 tenderà a risolvere sul FA, il proprio quarto grado. Un MI7 tende a risolvere sul LA, un SOL7 sul DO e via di seguito. Questa è in realtà è una tendenza, non un obbligo, per cui capiterà di trovare spesso eccezioni. 

La Dominante Secondaria in Pratica

Ma vediamo un esempio pratico con la canzone Hai un Amico in Me, tratta daToy Story e interpretata da Riccardo Cocciante. L’originale è You’Ve Got a Friend in Me di Randy Newman ed è un brano davvero infarcito di dominanti secondarie. È in una tonalità infame per noi chitarristi, in MI bemolle. Fortunatamente, grazie a uncapotasto sul terzo tasto possiamo trasporla in DO maggiore così ci risulterà più semplice analizzarla.

Prendiamo la strofa:

| DO SOL | DO DO7 |

| FA | DO |

| FA DO | MI7 LAm |

| FA DO | MI7 LAm |

| FA DO | MI7 LAm |

| RE SOL7 | DO LA7 |

| RE SOL7 | DO DO7 |

Possiamo trovare diversi esempi di dominante secondaria:

  • abbiamo un DO7 al quale segue il suo quarto grado, un FA maggiore, anche l’accordo di tonica può essere trasformato in dominante;
  • abbiamo un MI7 al quale segue un LAm, perché in tonalità di DO maggiore il LA è minore quindi se si risolve su quell’accordo possiamo mantenerne il carattere minore;
  • abbiamo un LA7 a cui segue un RE, stavolta maggiore, perché anche quella di seguire i valori di minore e maggiore della tonalità è una tendenza, non una regola assoluta;
  • a meno che non vogliamo considerare anche il RE come un RE7 al quale segue la sua quarta: un SOL7. Una “doppia” dominante secondaria! Addirittura “tripla” se consideriamo la successione LA7 – RE7 – SOL7.

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Conclusione

La dominante secondaria è un espediente che apre davvero a molte possibilità espressive e creative.

Anche a livello compositivo diventa veramente interessante dare quel tocco di imprevedibilità ai nostri brani in questo modo.

E di esempi ne troviamo a migliaia. Dai Beatles che l’hanno utilizzata spesso e volentieri, al cantautorato italiano dove è onnipresente. Prova tu stesso a cercarla! Non appena trovi una settima sospetta, prova a capire se appartiene alla tonalità, se potrebbe essere una dominante secondaria e se è seguita dal suo quarto grado.

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Alla prossima!

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