Muoversi su Tutta la Tastiera con le Pentatoniche Estese

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In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 22 alle 18:30, Luca Marinelli mostra come muoversi su tutta la tastiera della chitarra.

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Benvenuti Strimpellari, oggi proveremo ad ampliare la visione della tastiera e “illuminare” quelle zone che spesso rimangono in ombra, utilizzando concetti e idee che permettono un movimento più fluido e una comprensione geometrica più profonda dello strumento.

La Visione Verticale

Generalmente, noi chitarristi siamo abituati a visualizzare le scale e le diteggiature in box prettamente verticali. Quando studiamo una scala, spesso impariamo la diteggiatura attraverso il diagramma che mostra l’esecuzione in una specifica posizione e zona del manico, concentrandoci su un range ristretto di tasti (spesso quattro) e muovendoci principalmente in verticale.

L’esempio più comune è la pentatonica di LA minore in forma di MI. In questa diteggiatura standard, eseguiamo solo due note per ogni corda, vedendola come un blocco confinato (ad esempio, tra il quinto e l’ottavo tasto). Si tende a ragionare solo all’interno di questo “blocco” verticale (es. 5-8, 5-7, 5-8…), senza considerare o ragionare sulle note e sulle forme nelle zone limitrofe, sia a sinistra che a destra.

Per espandere la nostra conoscenza, dobbiamo iniziare a vedere la tastiera anche in obliquo e in orizzontale.

La Visione Obliqua

Un modo efficace per cambiare prospettiva è ragionare con le ottave, muovendosi in modo obliquo sulla tastiera. Questo è particolarmente utile quando si cerca di ottenere un suono omogeneo e uniforme, spesso per eseguire passaggi veloci.

Il concetto sfrutta la geometria semplice della chitarra: dalle corde di MI a RE, o LA a SOL, scendendo di due corde e spostandosi in avanti di due tasti si trova l’ottava superiore.

Quando ci si sposta tra la corda di RE a SI e SOL a MI, la geometria cambia, e l’ottava si trova spostandosi avanti di tre tasti (non più due) e scendendo di due corde.

Applicando il concetto di ottava, possiamo prendere una breve sequenza di note (ad esempio, le prime quattro note di una pentatonica: LA-DO-RE-MI) e riprodurla tale e quale, un’ottava più alta, muovendoci in diagonale.

Se partiamo con la sequenza al quinto tasto della corda di MI, sapremo che:

  • Possiamo riprodurla identica al settimo tasto della corda di RE (avanti due tasti, giù due corde).
  • Possiamo riprodurla identica al decimo tasto della corda di SI (avanti tre tasti rispetto al RE).

Questo movimento obliquo è alla base di molti lick tipici della chitarra. L’esecuzione non deve limitarsi a sequenze isolate, ma può essere applicata a un lick più lungo, riproducendolo semplicemente un’ottava sopra, estendendo così la nostra esecuzione su una porzione molto più ampia del manico.

La Visione Orizzontale

Un altro approccio cruciale per ampliare la visione è forzarsi a suonare e visualizzare le scale in orizzontale, sia su corda singola che a coppie di corde.

Suonare la scala (come la pentatonica di LA minore) in orizzontale su una singola corda (ad esempio, La, Do, Re, Mi, Sol lungo la corda di Mi) ci costringe a fare luce sui punti dove siamo meno sicuri e a espandere la nostra percezione del manico.

Muovendosi orizzontalmente a coppie di corde, possiamo obbligarci a vedere i punti in comune e la vicinanza tra le diverse forme della scala. Questo è particolarmente utile per collegare le varie diteggiature tra loro.
Ad esempio, considerando la pentatonica di LA minore, possiamo analizzare le prime due corde (Mi basso e La) e vedere come le forme si susseguono orizzontalmente lungo il manico.

Eseguendo la scala in questo modo orizzontale, magari con un pattern ritmico prestabilito, si costringe la visualizzazione a cambiare in meglio e si ottiene contezza di ciò che è disponibile in orizzontale. Sebbene l’esecuzione puramente orizzontale possa non essere sempre la più originale, permette di uscire dai cliché tipici delle diteggiature verticali, introducendo maggiore freschezza durante l’improvvisazione o la composizione.

Le Pentatoniche Estese

L’ultima idea per espandere la visione è l’utilizzo delle pentatoniche estese.

Una pentatonica estesa è una diteggiatura che include tre note per corda (anziché le due canoniche). La caratteristica fondamentale è che la nota centrale su ogni corda è comune a due forme pentatoniche diverse. Essenzialmente, stiamo suonando due forme adiacenti contemporaneamente, “estendendole”.

Sebbene queste scale possano non essere le più comode da suonare per un’apertura standard della mano, specialmente a inizio manico, possono diventare interessanti se si utilizza la tecnica del tapping o se si suona nelle posizioni più avanzate. Tuttavia, il loro valore primario risiede nella visualizzazione e nella comprensione dei collegamenti tra le forme.

Nella pentatonica estesa che unisce le forme di SOL e MI, la nota al quinto tasto su ogni corda è in comune: è la nota più acuta per la forma di Sol e contemporaneamente la nota più grave per la forma di Mi.

A livello esecutivo, ciò significa che la nota più acuta (terza nota) di una corda equivarrà alla prima nota più grave della corda sottostante. Di conseguenza, si suona la stessa nota ogni volta che si cambia corda.

Nella pentatonica estesa che unisce le forme di MI e RE, la nota in comune è la nota più acuta della forma di MI e la più grave della forma di RE. Anche qui, l’apertura richiesta per l’esecuzione può essere significativa.

Le pentatoniche estese, sebbene tecnicamente impegnative, forniscono un aiuto visivo eccezionale per vedere il collegamento e la vicinanza tra due forme diverse, allargando costantemente la nostra visione della tastiera e stimolando la creatività.

Conclusione

Per uscire dalla mentalità verticale e sbloccare nuove possibilità sulla tastiera, si raccomanda di sviluppare queste tre prospettive:

  • Movimento Obliquo (Ottave): Sfruttare la geometria delle ottave per spostare lick e sequenze lungo il manico con un movimento diagonale, rendendo l’esecuzione più omogenea e rapida.
  • Movimento Orizzontale (Coppie di Corde): Forzarsi a vedere le scale lungo le corde per illuminare le zone meno note e comprendere la connessione tra le diverse forme adiacenti.
  • Pentatoniche Estese: Utilizzare l’affiancamento di due forme adiacenti (con la nota centrale in comune) per avere una visualizzazione estesa di ciò che si trova nelle zone limitrofe.

Questi spunti sono degli incipit che, se sviluppati con costanza, porteranno a una conoscenza più completa e una bellissima conoscenza del manico. Ricordate, cambiare la visualizzazione può portare nuova freschezza e creatività nel vostro modo di suonare.

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