
Tutti sappiamo che la chitarra è uno degli strumenti più amati, conosciuti e suonati al mondo, ma ti sei mai chiesto da dove arriva? Come e perché è nato e come si è sviluppato?
Beh, se la risposta a queste domande è sì, questo articolo fa per te! Esploreremo insieme forma, storia, evoluzione e tradizione della chitarra, dalla sua nascita ai giorni nostri.
👋 Sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, diplomata al Liceo Musicale in chitarra classica, specializzata in fingerstyle e musica classica e content creator. Se vuoi studiare chitarra con me o con gli altri maestri certificati della scuola, clicca qui.
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Com’è Fatta una Chitarra
Prima di parlare di com’è nato questo meraviglioso strumento, voglio essere sicura che tu lo conosca a pieno. La chitarra tradizionale è uno strumento polifonico (ossia che ha la capacità di produrre più suoni nello stesso momento) a sei corde, che presenta un corpo dalla “forma a otto” più un manico per raggiungere l’estremità. È composta da varie parti, comuni a tutti i tipi di chitarra.
La cassa armonica è una parte fondamentale e dal maggior impatto visivo, nonché quella che le conferisce la caratteristica forma ad otto. Questa sezione ha la funzione di sostenere ed amplificare il suono generato dalle corde. La cassa armonica è a sua volta formata da:
- tavola armonica, che è la parte anteriore della chitarra e che ricopre tutta la facciata dello strumento. La tavola armonica ha grande importanza nella creazione di un buon suono, per questo è importante che venga realizzata con un legno di qualità, spesso leggero e risonante;
- fasce e fondo, che sostengono la tavola armonica e si trovano, rispettivamente, nella parte laterale e posteriore della cassa. Oltre a influenzare il timbro ed il colore del suono, lo riflettono e lo rinforzano e perciò sono solitamente realizzate con legni un po’ più duri e sostenuti;
- ponte, che è quel dispositivo, spesso in ebano, incollato sopra la tavola a cui si agganciano e sostengono le corde, permettendone la vibrazione;
- buca, che può essere di diverse forme e grandezze, ma, in generale, la sua funzione è quella di far comunicare la parte interna ed esterna dello strumento, permettendo al suono di uscire e risuonare.
Il manico è la lunga parte centrale dello strumento che collega il corpo alla estremità sinistra. Qui, è dove si sposta la mano sinistra e dove, grazie alla tastiera e ai tasti, possiamo produrre le diverse note. Di solito, queste parti, sono costituite da legni duri e resistenti.
La paletta è infine posta all’estremità della chitarra. Questa, oltre a mantenere le corde allineate e garantirne la stabilità, ospita le meccaniche della chitarra che servono a gestirne l’accordatura.

Le Origini
Benissimo, ora che non abbiamo più dubbi sulla struttura e forma della chitarra, vediamo come siamo arrivati a questa forma che conosciamo così bene.
La storia della chitarra è molto più complessa di quanto potremmo pensare; essa, infatti, deriva dall’evoluzione e modifica di vari strumenti a corda presenti in diverse epoche e culture.
Già nel Medioevo, infatti, abbiamo testimonianze di strumenti molto simili alla chitarra che venivano utilizzati per diletto e intrattenimento nelle corti, come la chitarra moresca, la chitarra latina, il liuto (che presenta diverse variazioni) oppure l’Al Oud, presente in Asia Minore.
Importantissima è poi la Vihuela (vedi immagine sottostante), un antico strumento a corde dal fondo piatto, nato in Spagna verso la fine del 1400.

Lo step successivo lo troviamo nella chitarra barocca, definita come la vera predecessora della chitarra classica moderna. Si sviluppa tra il XVI e il XVIII secolo, soprattutto in Italia, Spagna e Francia. Era formata da cinque corsi di corde (cinque “gruppetti” di doppie corde) ed esteticamente aveva una cassa armonica più piccola e leggera, un profilo simile alla Vihuela ed era spesso ricca di decorazioni elaborate.
Era lo strumento popolare per eccellenza, utilizzato per accompagnare la voce, per danze popolari, nelle piazze e nelle corti. La chitarra barocca è così importante perché introduce l’esecuzione chitarristica odierna, si espande ed approfondisce il pizzicato, così come il rasgueado e l’esecuzione di accordi come li conosciamo oggi.
Da qui, infatti, si aggiungerà la sesta corda e si elimineranno gli ordini, arrivando, durante il Romanticismo, ai connotati odierni. I centri principali furono: Parigi, Vienna e Londra e tra i musicisti ricordiamo: Fernando Sor, Ferdinando Carulli, Matteo Carcassi, ma anche Mauro Giuliani e Nicolò Paganini (ebbene sì, era anche chitarrista!)
Finalmente, con il grande contributo di colui che viene considerato il padre fondatore della chitarra moderna, Antonio De Torres, la chitarra classica, tra la fine dell’800 e gli inizi del 900, raggiunge la sua forma definitiva. Egli sistema alcuni accorgimenti nella tavola armonica, rendendo il suono più bilanciato e potente, ampia un pochino la cassa e stabilisce sei corde in nylon.
L’Evoluzione Moderna
Da quando la struttura e forma della chitarra classica moderna si è stabilizzata altri tipi di chitarra si sono sviluppati. Tra questi, citiamo i più famosi.
Chitarra acustica: olto simile alla classica ad eccezione del materiale delle corde, che è il ferro, la forma della cassa, spesso più grande e con spalla mancante (creando la famosa forma tipica della chitarra acustica) e lo spessore del manico, più stretto e compatto. Tutti questi elementi favoriscono un suono più brillante, potente e tagliente.
La chitarra acustica nasce in America, grazie al lavoro del famoso marchio di chitarre Martin & co. Il contesto americano, infatti, che si mostrava come un mix di folk, blues, country, contesti popolari, necessitava un suono più forte, per un uso intenso e che potesse sopravvivere contro altri strumenti. Martin riesce a sviluppare i primi modelli di chitarra con corde in ferro che non danneggiassero la cassa, creando così le prime chitarre acustiche.
Chitarra resofonica e jazz (vedi immigini sottostanti): sono dei modelli di passaggio tra quelli acustici ed elettrici. La prima, nata attorno agli anni ’20, possiede un meccanismo risuonatore in acciaio che serve ad amplificarne il suono naturalmente. La chitarra jazz, invece, è ancora considerata una chitarra acustica ma che, per la prima volta, introduce la rivoluzione dell’amplificazione elettrica. Infatti, i chitarristi delle big band jazz dovevano competere con la potenza di fiati, batteria e pianoforte e introducono così i primi microfoni su corpi acustici.


Chitarra elettrica: con la chitarra elettrica, diretta erede della chitarra jazz, si compie il passo definitivo, aprendo un mondo ancora oggi in evoluzione che include sound, amplificazione, effetti, distorsioni e così via.
Nelle chitarre elettriche il suono nasce sempre dal pizzicare delle corde ma si trasforma poi in segnale elettrico il quale, a seguire, viene amplificato da un dispositivo esterno.
È caratterizzata da un corpo pieno (solid-body), quindi senza la cassa vuota come le acustiche o classiche, che permette stabilità del suono, sustain ed evita il feedback. Ha un manico molto più lungo, stretto e scivoloso rispetto a classiche ed acustiche.
Cuore della chitarra elettrica sono i pickup: dispositivi che trasformano la vibrazione della corda in segnale elettrico. Ce ne sono di vari tipi, come il single coil o l’humbucker, i quali creano timbri e colori di suono differenti.
Dopo che i pionieri della chitarra elettrica, ossia Fender e Gibson, lanciano i primi modelli iconici (Fender Telecaster nel 1950, Fender Stratocaster nel 1954 e Gibson Les Paul nel 1952), questo tipo di chitarra diventa simbolo della rivoluzione musicale degli anni ’60-’70 e di tutto il rock and roll, dando il via all’era tecnologica e, successivamente, digitale.
I Nomi che Hanno Segnato la Storia

Per terminare questo articolo, ci tenevo a menzionare, oltre che all’evoluzione tecnica, tutti quei musicisti che, con le loro innovazioni, il loro stile o gusto hanno cambiato o migliorato la rotta della storia della chitarra.
Partendo dalla chitarra classica ricordiamo Gaspar Sanz (XVII sec): maestro della chitarra barocca, è tra primi a formare un linguaggio e stile proprio della chitarra.
🎶 Ti propongo l’ascolto del celebre brano Canarios di Gaspar Sanz eseguito alla chitarra barocca!
Successivamente Fernando Sor (XIX sec) ha elevato la chitarra a strumento colto e non solo popolare, mentre Francisco Tarrega (Fine ‘800) è considerato il padre della chitarra classica moderna, e l’ha definitivamente nobilitata, creando alcuni dei pezzi più emblematici della chitarra spagnola e mondiale. Introdusse tecniche come il tremolo, l’appoggiato e il rasgueado, ampliando il linguaggio chitarristico.
Se ti interessa scorprire di più sulle tecniche in fingerstyle alla chitarra, ne ho parlato in questo mio precedente articolo: Chitarra Spagnola: il Suono, le Tecniche, i Maestri, e la Storia.
🎶 Di Torrega ti consiglio anche di ascoltare il famosissimo Capriccio Arabo!
Non si può non citare anche Andres Segovia (XX sec), che ha portato avanti lo sviluppo della tecnica sulla chitarra classica fino livelli altissimi. Sempre impegnato nell’ambito dell’insegnamento, ha creato una propria scuola di esecuzione, ampliato il repertorio e trasctitto miriadi di brani.
L’era moderna, che si aprì con blues, country e jazz, vide come principali esponenti: Robert Johnson, tra i padri fondatori del blues acustico tradizionale, che ha plasmato il genere e aperto le porte al jazz; Django Reinhardt, genio del jazz manouche e la chitarra gipsy, che con solo due dita valide riscrisse l’uso e il linguaggio della chitarra del tempo.
🎶 Puoi ammirare Django all’opera nel video sottostante.
Proseguendo con la chitarra elettrica, ricordiamo: Chuck Berry (anni ’50): tra i padri del rock ‘n roll, il suo stile dai riff taglienti e iconici ha segnato intere generazioni; Jimi Hendrix (anni ’60): rivoluzionario del suono elettrico, sperimenta con effetti, feedback, suoni, mischiando tecnica, sensibilità e creatività allo stato puro, rinnovando completamente il linguaggio del chitarrista contemporaneo.
🎶 Nel video sottostante puoi ascoltare l’iconica Little Wing di Hendrix!
Dagli anni ’70 in poi i chitarristi che segnano la storia sono davvero tantissimi, ne citiamo solo alcuni impossibili da non menzionare: Jimmy Page (Led Zeppelin), David Gilmour (Pink Floyd), Eddie Van Halen, Mark Knopfler, Eric Clapton…
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Conclusione
Questo articolo è solo un accenno di come lo strumento che tutti noi amiamo si è sviluppato ed evoluto, la verità è che la chitarra, come molti altri strumenti, nasconde una storia antichissima e ancora adesso in evoluzione.
Come accennato poco fa, ancora più importante degli aspetti tecnici e strutturali, sono state le persone che hanno dedicato la loro vita alla musica e alla chitarra e che ne hanno davvero segnato la rotta, permettendoci, oggi, di avere una storia, un repertorio e una varietà di linguaggi, stili e tecniche incredibili!
Spero che questo articolo ti sia piaciuto e, nel caso volessi immergerti nel mondo della chitarra, puoi iniziare a prendere lezioni con me o con gli altri maestri certificati della scuola. Scopri di più a questo link: clicca qui.
Alla prossima!




Eccezionale storia, ho capito che la chitarra è uno strumento che nasce da lontano ed è arrivato ai nostri tempi con grade curiosità e fascino per chi la suona a musica. Brava Veronica e se non avessi un grande maestro, mi sarebbe piaciuta sceglierti. Grazie di come ci hai spiegato la storia della chitarra.