COMPOSIZIONE: Il Potere degli Accordi di SOTTODOMINANTE

🖐️ SBLOCCA LE TUE DITA 10 Esercizi da fare 15 min al giorno: clicca qui 👈

📙 Impara le Note sulla Chitarra Senza Memorizzarle: clicca qui 👈

In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 7 alle 18:30, Luca Marinelli mostra il potere degli accordi di sottodominante per le proprie composizioni.

ℹ️ Ricorda che ogni Mercoledì alle 18:30 sul canale di Chitarra Facile Luca sarà in diretta per una nuova lezione. Iscriviti al canale 👈 per assistere alle prossime dirette!

Clicca qui per scoprire tutti i corsi, libri, ebook, eventi dal vivo e lezioni private della nostra scuola!

Benvenuti Strimpellari, in questo articolo cercheremo di capire come la scelte degli accordi presenti nelle nostre progressioni possano influenzare profondamente le sensazioni di chi ascolta.

Teoria Musicale vs Armonia Musicale

Prima di addentrarci nell’analisi vera e propria, è fondamentale comprendere la distinzione tra teoria musicale e armonia musicale. Vi lascio una mia chiave di lettura che spero possa aiutarvi a comprendere la differenza.

  • La Teoria Musicale: Immaginate di avvicinare una lente di ingrandimento a un singolo elemento. La teoria si occupa di analizzare come è costruito un elemento specifico (ad esempio un accordo di settima di dominante o una scala maggiore) guardandolo quasi isolatamente.
  • L’Armonia Musicale: Qui la prospettiva si allontana per guardare il quadro generale. L’armonia studia come un accordo si comporta e risuona in relazione agli altri. Si analizzano le progressioni, le successioni di accordi e come queste creino un centro tonale o un movimento verso una risoluzione.

La Cadenza Perfetta

Uno dei concetti più potenti per un compositore è la relazione tra accordo di Dominante (D) e di Tonica (T). Prendiamo come esempio l’accordo di DO7. Questo accordo è composto da tonica, terza maggiore, quinta e settima minore.

Per la sua natura intrinseca, il DO7 è un accordo estremamente “tensivo”. Quando passiamo da un accordo di dominante a quello di tonica, generiamo una sensazione di tensione-risoluzione. È l’equivalente musicale di un sospiro di sollievo dopo un momento di ansia o angoscia.

In ambito accademico, questo movimento (Dominante -> Tonica) viene definito Cadenza Perfetta. Se collocata alla fine di un brano o di una sezione, comunica una chiusura netta, forte e definitiva. Chi ascolta percepisce chiaramente che il discorso musicale è giunto al termine.

La Dolcezza della Sottodominante: La Cadenza Plagale

Esiste però un altro modo per “chiudere” un discorso musicale, meno aggressivo della cadenza perfetta. Si tratta dell’uso della Sottodominante (SD) che risolve sulla Tonica.

Prendendo l’esempio di un passaggio da SIb a FA, noteremo che l’idea di finale è ancora presente, ma la sensazione è molto diversa. Questa è la Cadenza Plagale. A differenza della cadenza perfetta, la sensazione qui è di un finale più “morbido”, tenue e meno categorico.

Per un chitarrista che scrive le proprie canzoni, scegliere tra una cadenza perfetta e una plagale significa decidere il tono del messaggio: volete una chiusura netta al 200% o preferite accompagnare l’ascoltatore verso un finale più dolce e rilassato?

Analisi Pratica

Per rendere questi concetti meno astratti, analizziamo alcune progressioni celebri che utilizzano questi movimenti armonici.

Una sequenza classica come quella di “La canzone del sole” (in questo caso trasportata in DO, SOL, FA, SOL) utilizza sia la sottodominante che la dominante. Quando la progressione termina dopo una forte tensione, successivamente risolvendo e facendoci percepire un senso di pace assoluta e tranquillità.

La Progressione Pop/Rock Universale: Consideriamo la sequenza DO – SOL – LAm – FA. Questa è una delle progressioni più famose della storia della musica, utilizzata dai Beatles, da Bob Marley e in innumerevoli altri brani.

◦ In questo contesto, il passaggio finale tra FA (Sottodominante) e DO (Tonica) regala quella chiusura morbida e rassicurante tipica della cadenza plagale.
◦ L’inserimento di un accordo minore (LAm) aggiunge una punta di malinconia o di “struggimento” che arricchisce il sapore emotivo del brano rispetto a una sequenza di soli accordi maggiori.

L’armonia non serve solo a creare pace, ma può essere usata per generare una spinta travolgente. Un esempio calzante è il brano “Children of the Damned” degli Iron Maiden.

Il brano è in MIm. Qui la struttura si muove tra MIm (Tonica), SOL, RE (Dominante) e DO (Sottodominante). In questo pezzo, viene utilizzato un “escamotage” armonico e ritmico molto efficace: la dominante (RE) viene fatta precedere dalla sottodominante (DO) che però dura meno tempo a livello di battute.

Questo crea una spinta ulteriore, un “mordente” che anticipa la risoluzione e dà un senso di incalzante progressione verso il finale. È un esempio di come la sottodominante non serva solo a “chiudere dolcemente”, ma possa fungere da trampolino di lancio per aumentare la tensione della dominante, rendendo il riff più energico e dinamico.

Conclusioni

Capire l’armonia significa smettere di vedere la chitarra come un insieme di tasti da premere e iniziare a vederla come un linguaggio per comunicare emozioni. Che si tratti della forza risolutiva di una cadenza perfetta o della spinta energica di un riff degli Iron Maiden, ogni scelta armonica ha un peso.

🖐️ SBLOCCA LE TUE DITA 10 Esercizi da fare 15 min al giorno: clicca qui 👈

📙 Impara le Note sulla Chitarra Senza Memorizzarle: clicca qui 👈

Commenta