
In questa lezione di chitarra live andata in onda Mercoledì 20 alle 18:30, Luca Marinelli esegue una sessione di studio di 20 minuti di esercizi facili insieme agli spettatori.
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Trovare il tempo per esercitarsi con costanza è una delle sfide più grandi per chiunque decida di imparare a suonare la chitarra. Spesso si cade nell’errore di pensare che per ottenere dei veri miglioramenti siano necessarie ore e ore di pratica quotidiana. In realtà, la qualità dello studio batte quasi sempre la quantità. In questo articolo, analizzeremo nel dettaglio un format di allenamento alla chitarra estremamente efficace: una sessione di studio intensiva di circa 20 minuti.
Questo approccio si basa su un’organizzazione rigorosa del tempo: si alternano blocchi di lavoro concentrato della durata di 3 minuti, seguiti da 1 minuto esatto di pausa per riposare e assimilare i concetti. Alla fine di questo percorso, ti renderai conto di aver suonato effettivamente per circa 15 minuti netti, eseguendo un numero impressionante di ripetizioni.
Il metronomo sarà il tuo migliore amico durante tutto l’allenamento. Per questa sessione, la velocità di riferimento è impostata a 60 BPM (battiti per minuto). Per alcuni questa velocità potrebbe sembrare lenta, per altri veloce, ma ti assicuro che suonare con precisione chirurgica a ritmi lenti è un compito arduo che metterà a nudo ogni minima imprecisione.
Prendi la tua chitarra, prepara un timer e mettiti comodo: ecco la struttura completa per la tua sessione intensiva.
Riscaldamento Fisico
Prima ancora di toccare le corde, è fondamentale comprendere che suonare la chitarra è un’attività fisica a tutti gli effetti. Spesso ci si dimentica di preparare il corpo, ma articolazioni e tendini sono sottoposti a uno stress notevole. Iniziamo quindi con una routine di stretching e mobilità, pensata per lubrificare le articolazioni e prevenire infortuni.
- Rotazioni dei polsi (1 minuto per braccio) Fai partire il tuo timer. Inizia a ruotare lentamente e con movimenti ampi il polso sinistro, cercando di isolare il movimento. L’ideale è mantenere fermo l’avambraccio per concentrare il lavoro esclusivamente sull’articolazione del polso. Dopo un minuto, passa al polso destro. Questo esercizio serve a “lubrificare” l’articolazione in preparazione allo sforzo.
- Apertura e chiusura delle mani (1 minuto) Il secondo esercizio serve a vascolarizzare le mani, ovvero a far affluire il sangue ai muscoli che andremo a utilizzare. Apri e chiudi le dita di entrambe le mani contemporaneamente, senza necessariamente andare troppo veloce.
- Stretching dei flessori (1 minuto per braccio) Distendi il braccio dritto davanti a te. Con le dita rivolte verso l’alto, usa la mano opposta per tirare delicatamente la punta delle dita verso il tuo corpo. Sentirai tirare la parte inferiore dell’avambraccio, dal polso fino al gomito. Attenzione: non tirare in modo eccessivo. Devi sentire l’allungamento del muscolo ma senza provare dolore, per non rischiare strappi. Mantieni la posizione per un minuto e poi cambia braccio. Ricordati di mantenere le spalle rilassate.
- Stretching degli estensori (1 minuto per braccio) Ripeti l’esercizio precedente, ma questa volta rivolgi le dita verso il basso e tirale verso di te, sentendo l’allungamento sulla parte superiore dell’avambraccio.
Esercizio 1

Il primo esercizio è un grande classico per sviluppare la coordinazione tra mano destra e sinistra: il movimento cromatico. Posizionati sulla corda del MI grave ed esegui la sequenza di tasti 5-6-7-8, assegnando un dito per ogni tasto (indice sul 5, medio sul 6, anulare sul 7, mignolo sull’8).
Suona questa sequenza in quarti, ovvero suonando esattamente una nota per ogni battito del metronomo. Ripeti la sequenza 5-6-7-8 per tre volte di fila. Alla quarta ripetizione, introduci uno “scatto”: suona la stessa sequenza ma in ottavi (due note per ogni battito del metronomo), raddoppiando di fatto la velocità. Finito lo scatto, ricomincia subito con i quarti.
Continua questo ciclo ininterrottamente per 3 minuti. Scoprirai che dilatare i tempi a 60 BPM richiede un livello di concentrazione altissimo: distrarsi un attimo significa perdere il tempo. Finito il timer, concediti esattamente 1 minuto di pausa.
Esercizio 2

Il secondo blocco è dedicato alla tecnica del legato, e nello specifico all’Hammer-on. Chi dovesse avere troppe difficoltà con questa tecnica può inizialmente limitarsi a plettrare tutte le note, ma l’obiettivo è padroneggiare il movimento fluido.
Sulla corda di SOL plettra la nota al 5° tasto (con l’indice) e fai “cadere” l’anulare sul 7° tasto con un movimento a martello, facendo suonare la seconda nota senza l’uso del plettro. Successivamente, spostati sulla corda sottostante (il SI): plettra il 5° tasto e fai un hammer-on sul 6° tasto con il dito medio. Suona l’esercizio sempre in quarti (una nota per battito).
Questa tecnica nasconde due insidie principali: la precisione ritmica (il legato offre meno “ancoraggio” rispetto alla plettrata alternata) e la parità di volume. Tendenzialmente, la nota suonata col plettro avrà un volume maggiore. Per pareggiare il suono, il dito che esegue l’hammer-on deve colpire la corda con decisione e convinzione, trovando il punto esatto del polpastrello. Un’esitazione comporterà la perdita della nota
Inoltre, evita di fare dei mini-barrè con l’indice per preparare le note su più corde. Questo errore comune porta le corde a suonare insieme, creando un rumore confuso (“sporcizia” sonora) che si protrae nel tempo.
Esercizio 3

Il terzo esercizio affronta il movimento contrario: il Pull-off. Questa è spesso considerata la tecnica più difficile tra quelle affrontate in questa sessione.
L’esercizio consiste nel plettrare una nota più alta e “strappare” via il dito per far suonare una nota più bassa già premuta sulla stessa corda.
Se nell’hammer-on bastava colpire con forza per far suonare la nota, nel pull-off il semplice sollevamento del dito non è sufficiente per generare un volume adeguato. L’ideale è eseguire un micro-movimento verso il basso con il dito che si solleva, andandolo letteralmente a “strappare” leggermente la corda.
Quando rilasci la corda, questo movimento creerà un effetto “arco” che farà scoccare la nota garantendo una parità di volume con la nota plettrata. Attenzione però: questo movimento tende a generare rumori indesiderati se si toccano le corde inferiori. Dovrai quindi fare un lavoro minuzioso di pulizia del suono, utilizzando le dita della mano sinistra per “mutare” (stoppare) le corde adiacenti che non devono vibrare.
Esercizio 4

Nel quarto esercizio abbandoniamo il legato e ci concentriamo esclusivamente sulla percezione del tempo e del ritmo, un aspetto essenziale per chiunque voglia suonare a tempo con altri musicisti.
L’esercizio si basa sull’alternanza di due battute musicali differenti. Scegli una nota a caso (ad esempio, il 5° tasto sulla corda di La). Nella prima battuta, dovrai suonare una sequenza in ottavi alternando un movimento in battere (sul clic del metronomo) a uno in levare (esattamente a metà tra un clic e l’altro). Il trucco è che la nota in battere deve essere stoppata, mentre la nota in levare deve suonare liberamente.
La pennata stoppata serve come “guida” fisica e acustica per farti capire esattamente dove ti trovi all’interno del tempo.
Nella seconda battuta, dovrai eliminare la nota stoppata in battere e suonare esclusivamente la nota in levare, lasciando uno spazio vuoto (una pausa) sul clic del metronomo.
Esercizio 5

Siamo arrivati all’ultimo sforzo della nostra sessione intensiva. È il momento di applicare il ritmo agli accordi con una classica ritmica da accompagnamento (strumming).
Gli accordi scelti per questo esercizio sono il SOL Maggiore e il RE Maggiore.
Il pattern ritmico da eseguire è un flusso continuo di movimenti del braccio destro che possiamo riassumere approssimativamente con questa sequenza di pennate: Giù, giù, giù, su, giù, giù, giù.
Non focalizzarti ossessivamente sulla ripartizione microscopica tra corde basse e corde alte durante la pennata. L’obiettivo principale di questi ultimi 3 minuti è quello di mantenere il flusso ritmico costante, lasciando che la mano destra si muova fluidamente e cambiando accordo senza perdere il battito.
Conclusioni
Complimenti! Se hai seguito questa guida passo dopo passo, hai appena portato a termine una sessione di studio intensiva. Questa metodologia ci insegna una lezione fondamentale sulla percezione del tempo: quando siamo concentrati su un metronomo a velocità moderate (come i 60 BPM) e analizziamo la tecnica al microscopio, 3 minuti sembrano un’eternità.
Durante la pratica, gran parte della tua mente è impegnata nel controllo fisico delle dita, nel mantenere la postura e nel seguire il metronomo. Questo carico cognitivo ti rende meno capace di valutare criticamente e oggettivamente la qualità del tuo suono in tempo reale. La soluzione? Registrati mentre suoni.
Utilizza la fotocamera del tuo telefono o un semplice registratore vocale. Riascoltandoti a mente fredda, slegato dall’impegno fisico dello strumento, riuscirai a individuare immediatamente quali note sono uscite sporche, dove hai perso il tempo e su quali dettagli dovrai concentrare la tua prossima sessione di studio.


