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Lezioni di Chitarra

I Padri Fondatori Della Chitarra: Andrès Segovia e la Rivoluzione del ‘900

I Padri Fondatori Della Chitarra: Andrès Segovia e la Rivoluzione del ‘900

Dopo l’espressività romantica e la tecnica moderna di Tarrega, colui che più di tutti assorbe e amplifica i suoi insegnamenti è il grande Andrès Segovia, anch’esso dal sangue spagnolo, è ricordato come il chitarrista che consacrò il valore della chitarra a livello mondiale.

In questo articolo, ultimo della nostra serie, andremo ad approfondire la sua vita, lo stile, le innovazioni e le opere.

👋 Sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, diplomata al Liceo Musicale in chitarra classica, specializzata in fingerstyle e musica classica e content creator. Se vuoi studiare chitarra con me o con gli altri maestri certificati della scuola, clicca qui.

Pillole di Vita e Contesto Storico

Segovia nacque nel 1893 a Linares, un piccolo paese vicino a Jaèn, in Andalusia. Molto legato alla sua terra e alla cultura andalusa, iniziò a studiare chitarra sin da piccolo, da autodidatta, ponendo particolare cura e attenzione nello studio delle tecniche di Francisco Tarrega e Bach.

Nel 1910, a Granada, fece la sua prima apparizione in pubblico seguita, pochi anni dopo, dal suo primo concerto professionistico a Madrid, che ottenne subito grande successo. La sua tecnica e dinamica ed il vasto repertorio incantarono sin dal primo momento il pubblico. Così, in poco tempo, si consolidò la sua fama in tutta la Spagna, dove era riuscito, per la prima volta, a portare la chitarra nelle più importanti sale da concerto.

Fino a quell’istante, infatti, la chitarra, seppur molto cara alla cultura e musica spagnola, era ancora definita strumento d’accompagnamento al flamenco e popolare.

Nel 1920 organizzò la sua prima tournée internazionale, che lo portò nei teatri di Parigi, Londra fino a New York.

A seguito dello scoppio della guerra civile spagnola e, a seguire della seconda guerra mondiale, visse per un periodo a Montevideo, in Uruguay, dove mantenne attiva la produzione di opere fondamentali all’interno del suo repertorio.

Tornato in Europa, la sua fama era ancora altissima. Riprese con i concerti e con la scrittura ai quali, parallelamente, affiancò un’attività da insegnante presso l’Accademia Chigiana di Siena. Segovia considerò l’Italia come una seconda patria e ci rimase affezionato per tutta la vita.

Gli ultimi anni della sua vita furono altrettanto ricchi di soddisfazioni. Suonò al Teatro La Fenice di Venezia, dove venne premiato dal presidente della Repubblica, venne nominato Primo Marchese di Salobrena dal re Juan Carlos di Spagna e vinse un Grammy Awards alla carriera. Tenne il suo ultimo concerto all’età di 93 anni a Miami e si spense nello stesso anno nella sua casa di Madrid.

Stile e Innovazioni

Segovia rivoluzionò tutto il mondo della chitarra classica, a partire dalle tecniche, alle dinamiche e, infine, alla struttura e composizione della chitarra stessa.

Oltre a posizionare la mano in maniera più perpendicolare rispetto alle corde, ottenendo più forza e volume, definì il tocco che tutt’oggi conosciamo e utilizziamo spesso, unendo l’utilizzo dell’unghia e dei polpastrelli. L’unghia, opportunamente limata, va a pizzicare la corda che poi scivola sul polpastrello. L’utilizzo di entrambi gli elementi, creando la differenza tra tocco appoggiato e pizzicato, permette grande capacità dinamiche, potendo creare molteplici sonorità e colori diversi.

Accanto alla scelta di suonare in maniera più perpendicolare, Segovia decide anche di avvicinarsi alla buca della chitarra, distanziandosi dal metodo classico andaluso tipico del flamenco, che predilige un tocco più metallico e tagliente, ottenuto suonando vicino al ponticello.

La sua grande agilità e tecnica esecutiva si distingue anche per l’utilizzo massiccio dell’anulare, fino a quel momento non molto considerato.

Le sue innovazioni più grandi, però, risiedono probabilmente proprio nella costruzione della chitarra stessa.

Avendo elevato la chitarra a strumento da concerto vero e proprio, iniziò a collaborare con liutai per rendere lo strumento degno di quelle situazioni, conferendole maggiore brillantezza e sonorità. Il più grande contributo fu sicuramente quello dell’aggiunta delle corde in nylon.

Prima, venivano utilizzate corde in budello, molto più sensibili all’umidità e quindi alla scordatura. Segovia, durante il suo soggiorno a New York provò le corde in nylon prodotte dall’azienda DuPont e se ne innamorò. Dunque, insieme al liutaio Albert Augustine (da cui la marca di corde Augustine tutt’ora celebri) ne consolidò l’uso e la produzione.

Opere

Segovia non è ricordato in particolare modo per le sue opere originali, seppure alcune come Estudio Sin Luz siano opere estremamente degne ed emozionanti, del maestro è ricordato sopratutto il suo immenso lavoro di revisore e trascrittore, che amplia in maniera immane il repertorio chitarristico.

Fu capace di convincere moltissimi compositori e musicisti da tutto il mondo a scrivere per chitarra e, molto spesso, a dedicare a lui stesso queste composizioni. Ecco alcuni esempi che ti consiglio di ascoltare:

  • di Manuel Ponce il Concierto del Sur;
  • di Mario Castelnuovo-Tedesco la Fantasia OP. 22;
  • di Joaquin Rodrigo il Concierto de Aranjuez;
  • di Heitor Villa-Lobos i 12 Studi

Molto del repertorio che ogni giorno viene studiato nei nostri conservatori è presente grazie al lavoro e alla fama di Segovia.

Contributo ed Eredità

Segovia è considerato il massimo innovatore della chitarra classica proprio per il suo immenso contributo alla sua storia e composizione. Ha contribuito, come già accennato, alla sua costruzione attuale con le corde in nylon e dunque al suo suono così caldo ed espressivo.

È riuscito ad elevare definitivamente lo strumento, rendendolo più sonoro e dinamico. Questo cambiamento ha portato la chitarra ad entrare ufficialmente nei conservatori, al fianco di violino o pianoforte, da sempre considerati gli strumenti nobili per eccellenza.

Ha ampliato enormemente il repertorio chitarristico con le trascrizioni già citate e, oltre a ciò, ha razionalizzato la tecnica chitarrista revisionando le scale e riscrivendo o diteggiando moltissimi studi fondamentali, a partire da quelli di Mauro Giuliani fino a Paganini.

Conclusioni

Ogni chitarrista che abbiamo analizzato in questa seria ha contribuito a portare la chitarra al livello che conosciamo oggi. Ognuno di loro ci ha donato delle lezioni e degli insegnamenti imparagonabili.

La chitarra classica viene spesso dimenticata o messa da parte, ma è fondamentale ricordarsi che senza di lei e senza la sua storia non avremmo oggi quella acustica o quella elettrica. Conoscere la storia di chi ci ha preceduti rimane lo strumento migliore per conoscere il nostro presente e questa serie non poteva avere finale migliore del nostro grandissimo innovatore Andres Segovia.

Io sono Veronica Scatemburlo, maestra certificata di Chitarra Facile, chitarrista e content creator. Spero davvero che questa serie vi sia piaciuta e vi abbia fatti appassionare almeno un po’ al mondo della chitarra classica!

Ti ricordo che nel caso tu voglia seguire delle lezioni private di chitarra con i maestri certificati della scuola, puoi andare a questo linkclicca qui.

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Ci vediamo presto con il prossimo articolo!

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